Con il professor Angelo D’Orsi, Giulio Chinappi analizza la figura del recentemente scomparso Michail Gorbačëv, il leader sovietico che ha assistito alla fine dell’URSS e dell’esperienza del socialismo reale in Europa. Quali sono stati i suoi meriti, errori e responsabilità?
Michail Gorbačëv e la fine dell’URSS
Lo scorso 30 agosto, si è spento all’età di 91 anni Michail Gorbačëv, l’ultimo leader dell’Unione Sovietica, nonché colui che condannò l’URSS alla dissoluzione. Tale “impresa” ha fatto di Gorbačëv uno degli idoli della politica occidentale, che infatti lo ha ricordato con parole di grande apprezzamento, unico fra i leader sovietici a godere di tali favori nel mondo europeo e nordamericano.
Il giudizio su questo personaggio è assai diverso se si ascolta l’opinione di esperti ed analisti russi. Leonid Sluckij, leader del Partito Liberal-Democratico di Russia (Либерально-демократическая партия России; Liberal’no-demokratičeskaja partija Rossii, LDPR), formazione che certamente non può essere definitiva filosovietica, ha definito Gorbačëv “una figura controversa”. Il crollo dell’Unione Sovietica “è iniziato durante l’era della perestrojka e del nuovo modo di pensare, e ha giocato a favore di coloro che hanno cercato di cancellare l’Unione Sovietica dalla mappa politica del mondo”, ha affermato il parlamentare russo.
Con il professor Angelo D’Orsi analizziamo la figura di Gorbačëv.
Michail Gorbačëv – Intervista al prof. Angelo D’Orsi
Giulio Chinappi è su World Politics Blog
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