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giovedì, Luglio 7, 2022

1 Maggio, Fedez e Luana D’Orazio: la vita non è un film

La retorica che scorre a fiumi sui social, la politica, gli influencer e poi irrompe la realtà brutale della vita che ha il volto di Luana D’Orazio e la sua tragedia.

Luana D’Orazio: la vita non è un film

1 maggio 2021: come di consueto risuona l’eco di un coro popolare operaio, si riempiono le pagine digitali di frasi ad hoc, si inneggia al diritto di espressione.

Vengono celebrati nuovi eroi, con un click, con un retweet.

Appena tre giorni dopo, quasi a ricordarci quale sia la vera essenza della ricorrenza, le pagine di una vita ancora nella sua “stagion lieta” vengono strappate dal peso della materia, in un mondo che ha perso il suo ritmo naturale, che viaggia a colpi di byte.

Luana, nell’incanto incontaminato e pregno di speranza dei suoi 22 anni, alla vita non si era ancora abituata, eppure ne aveva assaporato la pienezza, digerendo ogni gravame fatto di fatica, di responsabilità.

Aveva seguito il sentiero tortuoso di un’esistenza onesta e semplice, una di quelle vite dietro le quinte che riempiono il mondo.

Forse sarà retorico, ma è lecito chiedersi cosa sognava Luana, mentre percorreva quella strada che ogni mattina l’avvicinava al sudore e alla fatica.

Chissà se quelle grandi macchine ferrose e rimbombanti erano imponenti come le sue ambizioni, come la sua forza di mamma bambina.

Le ore con lo sguardo attento agli ingranaggi, la meticolosità dei gesti ripetuti in un mantra compulsivo, la paura di una disattenzione che ti ruba la vita.

Forse quell’alienazione che ricorda Tempi moderni” di Charlie Chaplin non appartiene solo a un vecchio cult in bianco e nero proiettato su una vecchia tv piena di polvere.

1 Maggio, Fedez e Luana D’Orazio: la vita non è un film

Quel realismo cinematografico tragicomico non è che l’espressione più eclatante dell’antitesi odierna tra il fiume di innovazioni high-tech e le realtà crude che si celano nelle fabbriche, in quei mondi che ci sembrano appartenere ad un passato da sfogliare.

Quei mondi che in fondo, sono le colonne portanti di ogni società, piccoli universi inarrestabili e impotenti dinnanzi al marciume delle diatribe politiche.

Quei mondi tinti di cronaca nera, senza i quali i faccendieri nostrani ricoperti di lustrini e paillettes non possono brillare che di luce riflessa.

La loro vita è tutta lì, appesa al filo di una lampadina intermittente, pronta a fulminarsi con imprevedibilità.

Il ritorno a casa esausta, le uscite con le amiche, le farfalle nello stomaco che l’amore fa volare, i mattoni da impilare per regalare al figlio un riparo da un mondo imperfetto.

È nell’umiltà del dovere e in quei sorrisi impressi nei pixel delle foto sui social che si ricordano questi eroi invisibili. Affrontano a mani nude le guerre della vita vera, quella che non scegli, che devi arrabattarti ma che non ti fa perdere mai la dignità.

E troppo spesso, vengono dimenticati.

1 Maggio, Fedez e Luana D’Orazio: la vita non è un film

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Ilaria Lazzara
Ilaria Lazzara
Web Content Writer e traduttrice, collabora stabilmente con società italiane ed estere. Amante dell’ecosostenibilità, è accanita sostenitrice della cosmesi e dell’alimentazione BIO, di pari passo con l’amore immenso che nutre per gli animali.

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