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Basta leggere i nomi in cartellone nell’adunata promossa da Linkiesta: Picierno, Renzi, Calenda, Taradash, Molinari, Mikhelidze etc etc. Un raduno di fanatici travestiti da moderati celebra guerra, mercato e obbedienza come valori supremi. L’estremismo di centro è il trionfo dell’ottusità elegante, la nuova religione dei cortigiani che confondono l’ordine con la civiltà.
L’estremismo di centro. Il festival degli orrori
Un raduno di esagitati così precisi nella loro febbrile ottusità non lo si potrebbe ammirare neanche nei covi più squallidi dell’estrema destra. Si riuniscono, uno ad uno, gli alfieri della disonestà intellettuale fattasi mestiere.
Una galleria degli orrori, di paludati cortigiani che raccomanderanno, nel loro pervicace estremismo, di santificare la guerra, contro la Russia, contro la Cina, contro il Venezuela e contro i bambini palestinesi.
Di idolatrare il mercato con le sue tredici ore di lavoro offerte per chi ha spirito di iniziativa, di incoraggiare l’impresa a prendere le redini della politica perché l’efficienza privata sia portata a esempio di condotta per l’azione pubblica.
Un manipolo di esagitati clinici, atrofizzati nella loro lallazione gutturale, che sa solo ripetere ossessivamente quei concetti infantilistici che da trent’anni spiegherebbero la filosofia spicciola della fine della Storia: Occidente bello, Unione Europea bella, capitalismo bello, guerra, guerra, guerra, armi, armi, armi.
Questi apostoli del nulla riescono a organizzarsi in maniera credibile solo perché la società civile, con le sue televisioni, con i suoi giornaloni fotocopia, li ospita in maniera ossessiva, con tambureggiante sovraesposizione, e li presenta come l’autentica classe parlante, la sola che può definire i contorni del dibattito.
Altrimenti i loro ragionamenti preadolescenziali si disperderebbero nei discorsi da ombrellone, oggi diventati programma politico dell’estremismo di centro.

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