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Fa discutere il presepe con due Madonne realizzato don Vitaliano Della Sala, parroco di Mercogliano in provincia di Avellino, per sottolineare come la Chiesa cattolica debba rientrare necessariamente nella logica dell’inclusività: “La realtà è che oggi ci sono altri tipi di famiglie. Negli oratori, al catechismo, arrivano bambini figli di divorziati, di single, ma anche di coppie gay. E noi li dobbiamo trattare tutti allo stesso modo, con rispetto. D’altra parte è lo stesso Papa Francesco a dire che la Chiesa non deve escludere nessuno”, ha detto il prete. “Siamo nel 2023 e nel mio presepe ho voluto mettere una coppia arcobaleno perché anche loro sono un tipo di famiglia. Non c’è più una famiglia tradizionale. E dobbiamo tenerne conto perché – ribadisce – Gesù Cristo si incarna pure per loro”.
Il presepe Lgbt di don Vitaliano
C’è una differenza radicale tra i femminelli che vanno a Montevergine ad adorare la Madonna e il presepe Lgbt con due madonne (e l’abolizione di San Giuseppe) di don Vitaliano. E anche tra il trans che faceva capolino in un bellissimo presepe della Scarabattola e la pseudo provocazione del prete irpino.
Perché nessuno mette in discussione l’accoglienza ma, senza cadere nella trappola dell’indignazione cui sono avvezzi certi cattolici tradizionalisti, si può certamente mettere in discussione un’operazione che è solo stupida, inutile, puerile. Che toglie magia al presepe, opera eterna – che raccoglie e rappresenta, Roberto De Simone docet, significati assai universali e profondi sulla vita e sulla morte, oltre l’ufficialità religiosa -, piegandolo ad esigenze contingenti ed alla piaga dell’attualità.
Prescindendo dalle contraddizioni del suo autore, un prete cosiddetto “no global” che celebra una pratica molto global come la fecondazione assistita, peraltro oggi contestata proprio da molte femministe, la questione di queste operazioni è sempre quella del fraintendimento.
Il presepe ospita tutti ma il bambino è, secondo le scritture, figlio di Maria e Giuseppe, che incarnano due figure complementari e simbolicamente essenziali per il mediterraneo nonché per il culto dell’uomo e della donna che ebbe qui a svilupparsi e che fonda il meglio della civiltà occidentale.
Se si fraintende questo, perchè ci si vuole inserire in una critica alla presunta omofobia della chiesa (peraltro in un momento in cui Bergoglio decide di far benedire le coppie omosessuali), si svuota di ogni potenza eversiva il presepe e si fa solo pubblicità, ingannevole peraltro. Dunque, mercato, quello che il prete “alternativo” dice di voler combattere.

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