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mercoledì, Agosto 17, 2022

I giovani rinchiusi nel recinto del noi e loro

Anche i giovani devono essere trasportati nel magico mondo delle minoranze. La minoranza, per statuto, non è soggetta a rimbrotti, e chi osa farli è ottuso, bacchettone per definizione.

I giovani rinchiusi nel circolo impenetrabile

Fioccano sulla carta stampata riflessioni accorate di madri, di donne e madri, di lavoratrici della conoscenza patinata, di creative rincorse dal peso dell’affanno militante, naturalmente donne e madri.

Ma anche di uomini che per sano realismo sono diventati a loro volta donne e madri. Al centro delle preoccupazioni ci sono i giovani.

Al centro della critica ci sono questi maschi (il politicamente corretto contempla il termine “maschio” ma non il corrispettivo “femmina”) o queste donne poco madri, di cultura arcaica, che proprio non sopportano l’entusiasmo geniale dei ragazzi.

Anche quando stordiscono le conversazioni con la storpiatura sorridente e auto compiaciuta del linguaggio. Chi d’altronde non è stato ragazzo.

Anche i giovani, di un certo lignaggio s’intende, devono essere trasportati nel magico mondo delle minoranze. La minoranza, per statuto, non è soggetta a rimbrotti, e chi osa farli è ottuso, bacchettone per definizione.

Anche i giovani vanno rinchiusi nel recinto del noi e loro. Del circolo impenetrabile. Inintelligibile per chi non lo vive di persona. Così si può affermare che tramandare educazione risulta operazione superflua nonché oppressiva. Limitare la creatività con disposizioni morali equivale a bestemmiare Dio in persona.

Boom di inattivi in Italia: "Non studio, non lavoro, non guardo la tv..."

 

Il disimpegno effimero, ingentilito da rassicurante ironia, ottiene dittonghi, cacofonia strascinata, maleducazione maestosa. E musica inguardabile. Il deficit di attenzione, l’iper-attivismo gli alibi per salvaguardare il cazzeggio senza regole.

Perché ognuno trovi una propria strada, un proprio sapere autodidatta. O, come insegnano i mastri imprenditori, una scaltrezza qualsiasi per il successo. Una schiera di professionisti coadiuverà il ragazzo a esprimersi senza il fardello dei divieti.

Insegnanti manager, genitori alleati, psicoterapeuti comportamentali. Vietato vietare. Figuriamoci bocciare.

Già all’orizzonte si intravedono corsi di marketing avanzato per interpretare la raffinatezza giovanile del corsivo. E perché no. Farlo diventare una strada maestra per la risoluzione della pesante zavorra che opprime le giornate delle soldatesse Murgiane. L’assenza del neutro. Il raccapriccio dei puristi della lingua è servito. La fonetica a pronto soccorso delle minoranze.

Ma vi è di più. I giovani sono il futuro. Sono produzione. Sono investimento. Occorre lasciarli andare. Chi si appresta a crogiolarsi nei ricordi passati, di un fantomatico bel mondo antico, o a preoccuparsi per un decadimento prestazionale, possiede diritti limitati.

Fuori dalla corsa per il merito quantificabile in danari o in visualizzazioni, nulla è dato dire. Lamenti lontani e sordi che cadono nel vuoto. Certo esistono adulti che si nutrono di coraggioso stare al passo con i tempi. Ma anch’essi sono giovani. Perché scelgono l’innovazione. Solidità, durata, ricerca, impegno, costanza.

Valori non consoni al tempo del permissivismo autoritario. Un nuovo autoritarismo che contempla anche la guerra. Da affrontare con creatività. La vita è progetto, sfida. Che può finire in televisione. Nientedimeno. Proprio come un bombardamento.

Essere o non essere: mancano i lavoratori o manca il lavoro dignitoso?

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Ferdinando Pastore
Ferdinando Pastore
"Membro dell'esecutivo nazionale di Risorgimento Socialista, ha pubblicato numerosi articoli di attualità politica incentrati sulla critica alla globalizzazione dei mercati e sui meccanism di funzionamento dell'Unione Europea. Redattore dell'Interfenreza e editorialista de Il Lavoro"

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