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mercoledì 26 Gennaio 2022
AgoràGraziano Mesina non è mai stato un ribelle o un eroe nichilista

Graziano Mesina non è mai stato un ribelle o un eroe nichilista

L’ex primula rossa Graziano Mesina, il più famoso esponente del banditismo sardo, è stato rintracciato e arrestato. Aveva già trascorso 40 anni in carcere prima di ottenere la grazia, revocata dopo la nuova condanna definitiva.

Graziano Mesina non è mai stato un ribelle

Si è conclusa l’ultima fuga dell’ex re del Supramonte, Graziano Mesina ora è in carcere a Badu ‘e Carros. L’ex latitante è stato arrestato nel corso di un blitz a Desulo due notti fa; sono finiti ai domiciliari la coppia che lo ospitava nella casa tra via Nuoro e vico Gennargentu, a conferma della rete di protezione intorno a Grazianeddu.

L’altra conferma è che dalla sua Sardegna non si era mai mosso: le ipotesi di fuga in Corsica o in Tunisia non trovano alcun elemento di conferma, probabilmente si è rifugiato in diversi covi e a uno di questi i carabinieri erano arrivati molto vicino. Poi Mesina aveva di nuovo fatto perdere le sue tracce, pronto come sempre a darsi alla macchia.

Anche l’altra notte era a letto vestito, con maglione e jeans, e con i soldi a portata, abituato a scomparire in pochi minuti alla ricerca di un posto più sicuro. Quando i militari hanno fatto saltare in aria la porta d’ingresso si è svegliato di soprassalto. Qualche secondo per capire che la sua latitanza era finita.

Secondo i suoi legali, Beatrice Goddi e Maria Luisa Vernier, che ieri lo hanno incontrato, il 79enne è parso stanco, dimagrito, e comunque non in buone condizioni di salute, tanto che non è da escludere che nei prossimi mesi venga presentata un’istanza al fine di valutare se la sua situazione sia compatibile o meno col regime carcerario.

A Orgosolo, paese di origine di Mesina, nessuno vuole parlare. Leggiamo tra le cronache locali: “Lasciatelo in pace, ormai è vecchio e malato – dice una signora poco più anziana di lui, all’uscita dalla messa in corso Repubblica – È tutta la vita che parliamo degli arresti e delle evasioni di Graziano, mai avrei pensato che a quasi 80 anni sarebbe stato preso di nuovo da latitante”.

Foto Agi

A commento di questa vicenda che ha attraversato negli anni le cronache italiane, le parole scritte dal professor Paolo Desogus:

“Quella di Graziano Mesina, Grazianeddu per i fan, è una storia triste e amara. Lo è per la sua biografia e lo è per la terra da cui proviene. Non c’è nulla di eroico, nulla di ribelle in quello che ha fatto. Il tratto extralegale, quasi primitivo, della sua personalità non ha nulla di edificante o nobile. Non rimanda a una realtà preculturale, rousseauiana di cui vantarsi o stupirsi. Rimanda semmai a un modo un po’ turistico e po’ razzista di valutare certi fatti di cronaca locale. È una storia per piccolo-borghesi, per mediocri che cercano in un’immaginaria realtà fuori dalla civiltà, le ragioni per consolarsi del proprio conformismo.”

 

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