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Le inchieste come quelle di Fanpage fanno scalpore nei primi giorni, ma poi rappresentano un grande vantaggio per i presunti danneggiati. Ecco perchè.
Del danno delle inchieste tipo Fanpage*
Le inchieste come quelle di Fanpage fanno scalpore nei primi giorni, ma poi rappresentano un grande vantaggio per i presunti danneggiati. Infatti, offrono la possibilità ai capi degli estremisti in oggetto di mostrarsi bravi, buoni, moderati e democratici.
Basta far cadere qualche testa, pronunciare una dichiarazione di dura condanna e mostrare che il proprio partito è fondato su sani principi. E il gioco è fatto: il suddetto partito e i suoi dirigenti ne escono come moralizzatori e bonificatori di quei resti di nostalgia ed estremismo che non possono avere cittadinanza in esso. Sono così più forti, perché sono riusciti a ribaltare l’effetto dell’inchiesta giornalistica.
Forse i nostri giornalisti dovrebbero occuparsi con maggiore impegno della riforma del cosiddetto premierato forte del governo Meloni, che mira a smontare pezzo pezzo l’impianto antifascista della nostra costituzione, fondato sul parlamento, il protagonismo dei corpi intermedi, la regolazione del mercato e degli egoismi privati, il valore del conflitto sociale, per quanto regolato dalle istituzioni, la dialettica salutare tra stato e società articolata nelle istituzioni tramite il valore fondamentale della mediazione.
Tutto questo sarà spazzato via dalla suddetta riforma, e sarebbe bene che i giornali, le TV e i siti indipendenti tipo fanpage ne parlassero con schede informative, dibattiti, forum e, soprattutto, ricordando la storia repubblicana incardinata nella sua Costituzione antifascista, che ha permesso lo sviluppo democratico del paese e il compimento dell’entrata delle masse nello Stato, cosa che non era riuscita alle liberaldemocrazie prima del fascismo in tutta Europa.
Il nostro dibattito pubblico s’è avvitato per giorni sui saluti fascisti di giovani fascisti e sul loro antisemitismo – sono fascisti del resto – e continua a non occuparsi della possibile fine della nostra repubblica. Tutto questo è ben strano e a me mette un po’ paura.
Insomma, chiediamo a Giorgia Meloni patenti di antifascismo e antisemitismo. Bene, ieri ha fatto le sue dichiarazioni. Siete contenti? Io no, perché la cosa più fascista di Giorgia Meloni – la riforma della costituzione – continua il suo iter parlamentare.
Saremo pronti per la battaglia referendaria? A tutt’oggi, mi pare di no.

* Articolo per gentile concessione di Claudio Bazzocchi dalla sua pagina Fb
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