È la solita storia: “o domini o sei dominato”

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“Nonostante le dichiarazioni ONU sono continuati gli insediamenti illegittimi israeliani, imposti con la forza. A nulla sono valse le proteste legittimissime dei Palestinesi.”

È la solita storia

È la vecchia storia del dominio sugli altri popoli esercitato con la violenza. Sin dalla scoperta del Nuovo Mondo. È noto come Spagnoli, Portoghesi, Olandesi, Inglesi, francesi, Italiani abbiano dominato col colonialismo gli stati americani, indiani ed africani, con genocidi, schiavitù e razzismo. È noto come successivamente specie gli USA si siano resi protagonisti di ulteriori crimini politici e umanitari.

Vale la pena ricordare l’intervento sanguinario in Vietnam, gli interventi golpisti in America Latina come quello in Cile a supporto di forze reazionarie nei vari siti del mondo, l’uso spregiudicato della forza per imporre i propri interessi come in Iraq, in Libia, in Afghanistan.

Perché nacque lo Stato d’Israele? Per lo stesso motivo, garantire i propri interessi nell’area che si vedevano surclassati dal dominio dell’allora URSS. Il “cane da guardia” qualcuno ha definito Israele.

Sia chiaro, non ci sarebbe piaciuta di più l’URSS. È insopportabile non il legittimo volere di uno Stato indipendente di Israele, è insopportabile la maniera di imporre il proprio volere a discapito di un altro popolo con l’obiettivo dichiarato, in particolare di alcune fazioni, di volerlo completamente annientare.

Come è noto a nulla sono valsi i tentativi difficilissimi di trovare accordi di convivenza e di ripartizione territoriale. Nonostante le dichiarazioni ONU sono continuati gli insediamenti illegittimi imposti con la forza. A nulla sono valse le proteste legittimissime dei Palestinesi, sin dagli inizi, ad essi.

Alle proteste seguivano ritorsioni con bombe e armi modernissime e micidialissime contro lanci di pietre e fionde. Sono nella memoria di tutti gli episodi di Sabra e Chatila. Cosa resta da fare se la politica fallisce? Cosa resta da fare se si vuole che la politica fallisca?

Non si possono eludere queste domande ad esse va data risposta! Sia chiaro la risposta non è l’uso delle armi o il terrore. Il terrore chiama terrore, è sotto i nostri occhi.

Mi chiedo, come è possibile che questo non venga alla coscienza della dirigenza e del popolo israeliano. Cosa maturerà dopo i massacri odierni nella coscienza di un giovane palestinese di Gaza che si vede cancellare il suo futuro da una forza opprimente se non odio e volere di vendetta? Cosa centro io si chiederà con il terrore di Hamas, perché colpire me? Questo profondo senso di subita ingiustizia quale stato di coscienza politica potrà far maturare?

Necessita quindi che cessino immediatamente gli attacchi che si cominci ancora una volta un tentativo difficile di mediazione. Consapevoli che in gioco non ci sono solo le questioni territoriali ma una visione del gioco politico basato sull’aberrante assunto: “o domini o sei dominato”. L’assunto che ha visto da secoli prevalere nelle politiche occidentali.

Non è forse ora di far prevalere il principio anch’esso occidentale di “Liberta’, fraternità, eguaglianza”, non è giunto il momento che la Politica si faccia contaminare da un pizzico di “fantasia” per un esercizio del potere finalizzato al bene comune anziché’ a logiche di dominio?

Questo è lo sparti acque tra una logica di sinistra e una di destra! La Sinistra deve su questi temi riconquistare una sua logica identitaria senza tentennamenti, pena la sua sconfitta definitiva.

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Donato Lamacchia
Donato Lamacchia
Attivista nel PCI all'epoca di esistenza di quel partito, interessato al dibattito sull'evoluzione della sinistra nell'era dei cambiamenti digitali.

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