Questa rubrica è dedicata agli aspetti meno conosciuti delle grandi dittature del ‘900: documenti, libri, curiosità biografiche dei protagonisti verranno illustrati mescolando rigoroso metodo storico e truce umorismo.
Oggi parleremo di Werner von Blomberg, primo Feldmaresciallo del Terzo Reich, prima adorato e poi allontanato da Adolf Hitler.
Ci piace la libertà e tuoniamo indignati contro chi manifesta simpatia per vecchie e nuove forme di sopraffazione, ma abbiamo mai letto “Contra judaeos” di Telesio Interlandi? O il racconto “Pinocchio istruttore del Negus”? Ovviamente no, è roba per stomaci forti, non tutti possono farcela. Pertanto ringraziamo A.C. Whistle che si è sacrificato per noi, fedele al motto “non si può difendere la democrazia solo con le tisane equosolidali”.

Prologo: Hitler rompe i patti e nomina von Blomberg Feldmaresciallo del Reich
Dite la verità, anche voi credete che ci sia un fondo di verità nel luogo comune che vede il Fascismo come dittatura all’acqua di rose e il Nazismo come regime connotato da rigorosa ferocia. Invece la realtà è diversa, perché nel primo prevaleva l’olio di ricino, mentre nel secondo comandava l’amore. Ma procediamo con ordine.

Werner von Blomberg era un ufficiale prussiano, come suo padre e come suo nonno. Quest’ultimo aveva servito nell’esercito di Federico il Grande guadagnandosi il diritto di portare spada e mantello reali (e di aggiungere il nobiliare “von” al suo cognome, ma l’origine aristocratica della famiglia non è mai stata dimostrata né confutata).
Alla fine della Prima Guerra Mondiale il Trattato di Versailles concede alla Germania un esercito di massimo 100.000 uomini, e Werner von Blomberg ovviamente ne fa parte.
La sua vivida intelligenza gli procura gelosie e antipatie, probabilmente dovute anche al fatto che politicamente era “democratico”, nei limiti in cui poteva esserlo un ufficiale prussiano negli anni ’20: cioè era fedele alla Repubblica di Weimar e non covava propositi di restaurazione manu militari della monarchia, anche qui differenziandosi da molti suoi colleghi.
(Amo citare l’aforisma sull’esercito inglese, che mi pare sia di Lord Mountbatten ed è applicabile a tutti gli eserciti e a tutte le strutture gerarchiche: “Alcuni ufficiali sono talmente stupidi che alcuni altri ufficiali se ne accorgono”.)
Nel 1933 von Hindenburg lo chiama come Ministro della Difesa del nascente governo che avrà a capo Hitler come cancelliere (carica che questi ricoprirà per poco, giusto il tempo di godersi l’incendio del Reichstag e fare il colpo di Stato).
La fedeltà di von Blomberg al Führer (lo appoggia nella repressione delle SA lasciando poi fare il lavoro sporco alle SS) gli vale nel 1936 la nomina a Ministro della Guerra (denominazione vietata dal Trattato di Versailles, Hitler la ripristina proprio per il diletto Werner mentre procede al riarmo della Germania) e a Capo delle Forze Armate.
In tedesco si dice Reichkriegsminister e Generalfeldmarschall, suona molto bene, a chi non piacerebbe scriverlo sul proprio biglietto da visita?
Azione: von Blomberg si innamora e si sposa
Von Blomberg è vedovo, la madre dei suoi cinque figli è morta nel 1932, lui la sera si consola girando per i locali notturni di Berlino, ove conosce Margarethe Gruhn e se ne innamora, ricambiato. (A quale donna non piacerebbe un GFM? Gli uomini ricchi e potenti hanno sempre una quota di pubblico femminile che li apprezza per la loro valenza economica e sociale. O forse Briatore e Berlusconi sono belli?). Pertanto la sposa, lei non è nobile ma il nazismo è contro la vecchia suddivisione in classi e quindi non ci sono problemi.
Per darvi l’idea del prestigio di von Blomberg, i testimoni di nozze sono Hitler e Göring. Era il 12 gennaio del 1938, nozze civili ovviamente, ché il Reich e il cristianesimo non hanno molto in comune (ma di questo, o fratelli, suppongo foste già consapevoli).




Epilogo: scandalo e caduta
Ed ecco che subito dopo il matrimonio viene fuori il dossier. Margarethe, prima di farsi impalmare dal povero Werner, viveva con un fotografo ebreo cecoslovacco, tale Heinrich Lowinger, che la ritraeva in pose oscene (per la precisione oggi le si direbbe “in action”) e che dopo l’arresto per vendita di foto pornografiche presumibilmente barattò con la Gestapo le suddette in cambio di fuga in Sud America.
Inoltre la madre di Margarethe gestiva un salone di massaggi (apprendiamo essere attività equivoca già allora) poi passato alla figlia e più volte perquisito dalla Kriminalpolizei senza che però agli atti risultino irregolarità (facile immaginare che, ieri come oggi, il rigore delle forze dell’ordine si affievolisse a fronte dell’elargizione di prestazioni sessuali).
Comunque il capo dell’Alex (cioè il commissariato di Alexander Platz) conte von Helldorf non porta l’incartamento al comandante supremo della Kripo Arthur Nebe, bensì…
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