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lunedì 17 Gennaio 2022
TecnèMusicaIl rock e la musica "alternativa" sono definitivamente spariti?

Il rock e la musica “alternativa” sono definitivamente spariti?

Si può accettare che il rock e l’alternative stiano sparendo per totale subordinazione della musica al ritorno pubblicitario?

Il rock e in generale la musica “alternativa” sono definitivamente spariti.

Credo che forse a questo punto bisognerebbe dividere le produzioni, gli eventi e la comunicazione fra fascia over e fascia under 30 perché è palese che l’incomunicabilità sia totale e la condivisione impossibile.

A differenza che nei precedenti gap generazionali però, gli over 30 sono forti consumatori di musica, seppure con gusti “atomizzati”, cioè dispersi in mille nicchie, e quindi spendono ancora in supporti e abbonamenti mentre ai più giovani di pagare per ascoltare non passa neanche per l’anticamera del cervello.

Gli abbonamenti premium su Spotify stanno intorno al 35% e youtube ovviamente è gratis, quindi è ipotizzabile che la parte più giovane del pubblico non contribuisca affatto economicamente al music biz e che produca solo introiti indiretti in pubblicità. Ma non avendo e non potendo avere dati completi la mia è solo un’ipotesi.

Dice – Gli artisti in cartellone si rivolgono ad un pubblico che crea introiti consumando prodotti promossi dagli artisti (esatto, è quello che ho detto), che siano scarpe, creme, abito, accessi a canali OnlyFans e quant’altro. Il modello è cambiato, diventi un fan di Ye e non “compri” soltanto il suo album, ma compri le Yeezy o il suo piumino per Gap. Il business è ovviamente altrove ed è per questo che si giustificano le enormi ricchezze che questi artisti raccolgono negli ultimi anni.

Dico – Appunto, si tratta di musica il cui fine è vendere abbigliamento e non -appunto- musica. Quindi è un settore del settore moda, non un nuovo modello di settore musica. Ma, a rifletterci bene, è dall’inizio del ‘900 che la musica di successo serve a vendere prodotti tramite radio e televisione e che quindi di fatto viene scelta dagli inserzionisti e che quindi la musica alternativa, dal be bop fino al post rock, viene concepita e viene periodicamente reinventata come forma d’arte che non sottostia alle scelte degli inserzionisti.

Possibile che ora la subordinazione della musica debba oggi essere totale e accettata come tale?

Ovviamente il problema sta nella sua odierna gratuità e nella sua impossibilità di avere risorse autonome e questo dimostra che l’arte, se è gratis, viene utilizzata come se fosse spazzatura e subordinata totalmente al capitale.

Non è un nuovo modello: è la distruzione di una forma d’arte, è distruzione della possibilità di un’espressione culturale che sia indipendente dal ritorno pubblicitario.

È l’uccisione dell’espressione culturale libera, visto che è un fenomeno che riguarda un po’ tutto.Si può accettare?

Il rock e la musica alternativa sono definitivamente spariti

 

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Umberto Palazzo
Cantautore e produttore, ex Massimo Volume, Santo Niente e Allison Run.

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