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lunedì 11 Ottobre 2021
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Europanic con Madonnatron, le streghe di South London’!

Le Madonnatron, anche conosciute come ‘le streghe di South London’, sono uno dei gruppi più interessanti del nuovo panorama inglese.

Punk, psichedelia, disco e garage si uniscono ad un’estetica accattivante e creano due album originalissimi: ‘Madonnatron’ e ‘Musica alla Puttanesca’.

Abbiamo incontrato Stefania Cardenas, la chitarrista originaria di Avellino, che ci ha introdotto alla sua band composta da Claire (Irlanda) alla batteria, Charlie (Inghilterra) al basso e Joanie (Sud Africa) alla chitarra e sintetizzatore, tutte ragazze che si alternano brillantemente alla voce.

Europanic con Madonnatron! L’intervista

Siete in attività dal 2014, come vi siete incontrate?

Charlie: Ad una festa Trashmouth allo Shacklewell Arms, nella zona est di Londra. Beth (la batterista dei nostri ultimi 2 album) ed io stavamo aspettando sulla porta e Stef si stava ingegnando per entrare, in assenza di cambiamenti. Quella sera, Melary (la nostra precedente cantante e leader della band) si stava esibendo in un’altra delle sue band, le ormai obsolete ‘Majorettes’. Chiese a Stef e Beth di formare una band alla quale poi mi unii (inizialmente sotto costrizione). Joanie fu invitata ad unirsi un paio di anni dopo, quando Melary se ne andò. Mentre viveva con noi, Joanie ricevette la sua prima chitarra ed espresse il desiderio di suonare, quindi ci parve un tempismo perfetto.

Stef: Claire si è unita a noi alla fine del 2019 come batterista (principalmente, ma non solo!) e non vediamo l’ora di suonare il nostro primo concerto con lei a settembre. Ci sarebbe piaciuto salire sul palco prima ma… è successo il 2020.

Europanic con Madonnatron, le streghe di South London’!

Le vostre esperienze precedenti?

Charlie: Ho fatto parte di varie band nel corso della notte dei tempi, per lo più in discutibili gruppi folk e country, ma sempre come cantante. Il basso era un’impresa nuova in questo caso!

Stef: Le Madonnatron sono la mia prima band. Sono salita sul palco per la prima volta dopo aver provato sei volte con Beth e Melary. Sapevo suonare solo pochi accordi con la chitarra e non avevo idea di come usare un amplificatore, quindi i nostri primi concerti sono stati a dir poco caotici. Avevamo quattro o cinque canzoni e non avevano una struttura coerente, erano completamente diverse ogni volta che le suonavamo. È stato un periodo di intenso terrore, eccitazione e umiliazione tutto racchiuso nei nostri 20 minuti di set.

Claire: Suono nei gruppi da quando ero un’adolescente a Dublino. A vent’anni, facevo concerti a Londra, suonavo nei festival e andavo in tournée con varie band, sia come batterista che come polistrumentista.

Joanie: Le Madonnatron sono la prima band in cui ho suonato. Ho esplorato numerosi percorsi creativi nei miei vent’anni e ho sempre amato esibirmi, così ho colto al volo l’opportunità di unirmi alla band. Ho scoperto che la musica è lo sbocco creativo per me più soddisfacente.

Europanic con Madonnatron, le streghe di South London’!

Qual è il vostro background musicale?

Stef: Mio padre mi comprò una chitarra quando avevo 11 anni. Non ho mai avuto una vera e propria formazione musicale e la maggior parte di quello che so, l’ho imparato guardando i miei amici suonare, andando ai concerti e suonando seguendo la musica che amavo o scrivendo le mie canzoni. Ho fatto un’ occasionale lezione di chitarra quando vivevo a Roma, ma la maggior parte del mio stile si è sviluppato sul palco con le Madonnatron.

Nel 2019 ho iniziato a immergermi nella musica elettronica e nei sintetizzatori, oltre che a scavare nella teoria musicale e in nuovi stili di chitarra. Queste nuove esplorazioni mi stanno aprendo nuovi mondi creativi. Passo la maggior parte del mio tempo libero a sperimentare suoni, scrivere canzoni o chiudermi su un nuovo pezzo di attrezzatura.

Come background musicale, sono fortemente influenzata dal rock psichedelico, dal garage così come dalla musica tradizionale di diverse parti del mondo, come quella messicana, napoletana e indiana. Recentemente sto ascoltando un sacco di disco, krautrock e tutti i tipi di band indipendenti che mi capita di vedere dal vivo.

Claire: Ho una formazione classica in pianoforte, avendo cominciato a suonare da bambina.  Ho poi continuato da autodidatta, imparando a suonare la batteria e altri strumenti nel corso degli anni. Come Stefania, ho iniziato a suonare la batteria quando avevo 11 anni – mio fratello mi mostrò come suonare un ritmo base e, partendo da quello, imparai suonando insieme ai dischi dei Nirvana, Radiohead, The Stone Roses e The Smashing Pumpkins.

Charlie: Sono stata in balia della mia ossessione per la musica da quando ne ho memoria e ho scritto la mia prima canzone quando avevo 10 anni. Non mi sono mai veramente impegnata nel suonare uno strumento, fino all’avvento delle Madonnatron, quando iniziai a vedermi soprattutto come cantante e songwriter. Tutti sanno quanto venero Kate Bush e senza dubbio è lei la mia più grande ispirazione. Tina Turner è al secondo posto!

Europanic con Madonnatron, le streghe di South London’!

Stefania, tu sei italiana, quando ti sei trasferita a Londra? E come sei entrata a far parte delle Madonnatron?

Stef: Sono cresciuta ad Avellino. Mia madre è messicana, quindi ho passato gran parte della mia infanzia anche lì. Entrai negli Hare Krishna da adolescente, il che mi portò al tempio Hare Krishna di Londra quando avevo 18 anni. Dopo quell’esperienza, capii che volevo vivere qui. Ma fu solo nel 2012 che decisi di trasferirmi finalmente a Londra, dopo aver vissuto a Roma per 8 anni e aver passato un anno in India. Ho incontrato Melary e Beth in un pub a Dalston nel 2014 e abbiamo formato le Madonnatron.

Da dove viene il nome Madonnatron?

Charlie: È stata una mia trovata da ubriaca, nata dall’unione tra l’ossessione per Madonna che avevo da piccola e una sottostante, ma altrettanto ossessiva, fascinazione per la fantascienza.

Stef: Charlie se ne uscì col nome “Madonnatron” quando non era ancora nella band (credo di averla incontrata qualche mese dopo). Beth, la nostra ex batterista, all’epoca viveva con Charlie che glielo suggerì. Ci piacque perché era strano, quindi lo tenemmo. Come potete vedere, i poteri psichici di Charlie hanno accompagnato la band fin dal suo stadio embrionale.

Il tuo debutto artistico eponimo risale al 2017. Nel 2019, hai pubblicato “Musica alla Puttanesca”, prodotto da Liam D May. Come sono andati questi dischi? In particolare, ho sentito critiche molto lusinghiere sul vostro secondo album.

Charlie: Entrambi i dischi sono stati, in gran parte, catapultati in quello che era il vero stile Trashmouth/lo-fi/ punk dell’epoca (particolarmente fuori di testa, visto che all’epoca ero incinta di 8 mesi). Melary uscì poche settimane prima che il primo disco (‘Madonnatron’) fosse masterizzato, così le topline di molte delle tracce furono molto velocemente riscritte e restristrate. Questo fu fondamentale per il nostro suono, perché, invece di avere un cantante principale, scegliemmo di distribuire le parti vocali. Penso che ciò abbia molto a che fare con il suono psych/witchy che abbiamo sviluppato nelle registrazioni a seguire.

Europanic con Madonnatron, le streghe di South London’!

Anche ‘Musica alla Puttanesca’ è stato messo insieme in una folle agitazione, ma anche con molto amore, dato che eravamo tutte migliorate con i nostri strumenti. Siamo particolarmente orgogliose di questo disco. All’epoca sentivo che era pieno di quel conflitto e incanto che per me risuona ancora con il nostro suono.

Europanic con Madonnatron, le streghe di South London’!

La stampa inglese vi ha definito le streghe del sud di Londra, vi sentite parte di una scena musicale?

Charlie: Personalmente, penso che nel momento in cui qualcuno da qualche parte dice la parola ‘scena’, qualsiasi situazione artistica che sia accaduta probabilmente è già finita! No, non ci percepisco necessariamente come parte di una scena. Per me, la nostra musica è  anche al di fuori della musica outsider, anche se le altre potrebbero non pensarla allo stesso modo!?

Stefania: Dipende da cosa si intende per “scena”. Nella mia esperienza, il sud di Londra ha una forte comunità locale, dove i locali danno un palco a tutti i tipi di band e artisti e dove la comunità partecipa attivamente a questi eventi. Personalmente ho trovato molto amore e sostegno in questa comunità, il che mi ha dato la motivazione per continuare a fare musica contro ogni previsione. Quando penso alla “scena” del sud di Londra, non penso alle band che suonano musica simile, ma piuttosto alle persone che sostengono questi spazi e queste band andando ai concerti. Respect to them!

Avete fatto un singolo con due canzoni in italiano “Brigante se Mor” e “Bella Ciao”…

Charlie: Liam di Trashmouth ha avuto l’idea di fare uno split single Meatraffle/Madonnatron perché Zsa Zsa Sapiens Aka Warren dei Meatraffle aveva già avuto l’idea di Bella Ciao e aveva richiesto il backing voox ai Tron. Stef ha avuto la brillante idea di fare un’altra cover italiana ed essenzialmente l’abbiamo suonata una volta alle prove prima di registrare. Ci sentivamo tutti un po’ selvaggi e spesso saturi di vino rosso a quel tempo. Penso che questa magia ferale sia comunicata in questa canzone.

Europanic con Madonnatron, le streghe di South London’!

La canzone “Goodnight Little Empire” è stata usata in una serie di successo di Netflix: Emiliy in Paris, questo ha ampliato il vostro pubblico?

 

Charlie: Senza dubbio. Una serie come quella ha così tanta portata.

Claire: L’ha fatto. Ed è bello vedere che ora più donne ascoltano la nostra musica.

Essere una band femminile vi ha penalizzato o facilitato in qualche modo?

Joanie: Vediamo la nostra immagine come un’estensione della nostra musica e una possibilità di un’ulteriore espressione creativa. Rifiutiamo la categorizzazione di noi stesse come una ‘girl band’. E vogliamo essere apprezzate per le nostre offerte musicali indipendentemente dal genere.

Stefania: Non credo che la nostra immagine abbia facilitato i nostri sforzi musicali. Se essere una bella donna fosse tutto ciò che serve per farcela nell’industria musicale, allora vedremmo molte più donne nella gamma dei festival di quante ne vediamo attualmente. L’industria musicale è ancora molto dominata dagli uomini. La maggior parte delle band che si vedono ai festival rientrano ancora nel vecchio stereotipo dell’uomo minaccioso della classe operaia. La buona notizia è che sempre più donne stanno salendo sul palco e per prendersi lo spazio che meritano.

Charlie: Penso che Steff l’abbia detto molto bene. Mi fa sempre ridere quando la gente ci descrive come una ‘girl band’. Non siamo ragazze, siamo donne, con molta esperienza e al comando di quel che facciamo.

Oggi si riesce a vivere di musica?

Stefania: Vorremmo tutte essere musiciste a tempo pieno, ma adesso alcune di noi devono lavorare di giorno. In paesi come la Francia, i musicisti ricevono un reddito di base da artista. Questo non è il caso del Regno Unito, il che è un peccato visto il patrimonio musicale e la creatività di questo paese. Non credo che questo accadrà mai fino a quando i Tories saranno al potere, speriamo che non sia ancora per molto.

Charlie: Nel clima attuale possiamo solo sognare!

Europanic con Madonnatron, le streghe di South London’!

Come avete passato questo periodo pandemico a Londra? Com’ è andata senza concerti?

Claire: Abbiamo scritto un nuovo album insieme e abbiamo usato il tempo per aumentare le nostre conoscenze tecniche. Per esempio, ora posso usare Ableton e registrare da casa, cosa che prima non potevo fare. Abbiamo lavorato in modo collaborativo a distanza, passandoci i file avanti e indietro e costruendo le tracce in questo modo, con alcune sessioni di scrittura in persona quando le restrizioni lo permettevano.

Joanie: E’ stato un anno molto introspettivo per me e ho composto in modo prolifico, verso un nuovo progetto solista.

Charlie: La pandemia è stata un’alterazione mentale, un periodo strano e interessante per incanalare le idee. Abbiamo tutti cercato dei modi per comunicare le idee per la musica in modo digitale e abbiamo molto materiale per contribuire al nostro prossimo disco.

Stef: Anche per me è stato un periodo molto introspettivo e solitario. Ho riempito la mia solitudine con la pizza e immergendomi in diversi aspetti della musica, della produzione e acquistando troppi strumenti per il mio piccolo home studio.

La Brexit penalizzerà i vostri tour?

Charlie: In termini di possibilità di suonare fuori dal Regno Unito, purtroppo sì. È difficile accettare quanto i musicisti sembrino essere sottovalutati dal nostro attuale governo. Speriamo che la gente abbia il buon senso di votare a sfavore alla prossima occasione disponibile.

Prossimi progetti?

Joanie: Siamo così entusiaste di mostrare a tutti la musica su cui abbiamo lavorato in quest’ultimo anno, dato che il nostro suono è cambiato in modo significativo, essendo state costrette a scrivere e collaborare in un modo più digitalizzato che ha ampliato il nostro suono.

Madonnatron – Headless Children

 

 

 

 

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Daniela Giombini
Ha collaborato per anni con ROCKERILLA e ha prodotto la fanzine musicale Tribal Cabaret. Ha inoltre un passato da promoter musicale nella Subway Productions di cui è fondatrice e con la quale ha promosso le tournée di artisti di fama internazionale come Nirvana, Lemonheads, Hole,Mudhoney ecc.

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