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Da diversi mesi non si contano gli eventi annullati per i più svariati motivi. Cosa sta succedendo? Biglietti invenduti? Strutture scomode? Organizzazioni pessime? Costi stratosferici? Sfiga?
Eventi annullati e prezzi dei concerti alle stelle
Negramaro, Omar Apollo, Teresa Mannino, Teo Mammuccari, Sfera Ebbasta, Simba la Rue che hanno in comune? Sono tutti eventi, sia concerti che spettacoli, annullati negli ultimi mesi.
L’elenco è molto più lungo e lo potete trovare su internet, incluse le modalità di rimborso (che stranamente risultano sempre più complicate rispetto alle modalità di pagamento, quando tocca a voi dare).
Come dicevamo, da diversi mesi non si contano gli eventi annullati per i più svariati motivi. Cosa sta succedendo? Biglietti invenduti? Calo d’interesse? Strutture scomode? Sfiga?
Prima di parlare di questo diciamo che l’annullamento di uno spettacolo è una discreta scocciatura per chi ha acquistato il biglietto. Oltre alla delusione di non poter godere della serata ci si rimette anche qualche soldo, ad esempio i costi di prevendita non vengono rimborsati, e se non richiedi il rimborso entro una certa data rischi di non vedere un euro.
Le cause dell’annullamento? Il più gettonato è “per motivi di salute”. È vero che un concerto, come uno spettacolo, devono essere affrontati in perfette condizioni fisiche, è pur sempre una bella fatica reggere il palco per un paio d’ore, ma questi motivi sanitari ricordano un po’ le “influenze sovietiche” ai tempi della mai dimenticata URSS (p.s. Se siete dei millenials e non sapete cosa sia l’URSS, e le sue influenze, rivolgetevi all’IA!).
Altro motivo è aver perso il volo. Non perdo tempo a parlarne perché uno che perde un volo è da TSO. In realtà c’è ben altro. Un concerto viene annullato quando la prevendita è un bagno di sangue e non solo non copre le spese ma non c’è neppure il guadagno. Quindi l’organizzatore preferisce pagare una penale, oltre ai soldi anticipati, che sono sempre meno che fare lo spettacolo.
Il costo dei biglietti ha raggiunto cifre assurde in una nazione dove gli stipendi non solo non aumentano ma perdono valore. Qualche giorno fa per vedere i Greta van Fleet a Mantova il biglietto costava 85 euro, i Rammstein, che suoneranno a Reggio Emilia, per vederli puoi spendere anche 170 euro.
Lo stesso gruppo ha suonato in Italia nel 2013 ed il biglietto costava 70 euro, non proprio regalato. Se andiamo indietro negli anni, rimanendo nel nuovo millennio, il confronto è impietoso. Al costo del biglietto devi aggiungere il viaggio, non tutti abitano nei paraggi del luogo dello spettacolo, se si viene da lontano il pernottamento, ed anche bere e mangiare.
Dentro le strutture non si può portare nulla (dicono per motivi di sicurezza. Che pericolo può portare un toast fatto a casa?) e all’interno per mangiare un panino, generalmente così buono che il famoso Camogli dell’autogrill sembra un orgasmo culinario, e bere una birra puoi spendere anche 20 euro. Ovviamente molto spesso senza scontrino – solo con un foglietto numerato e uno scarabocchio a penna impresso sopra – ma nell’Italia meloniana è l’ultimo dei problemi. Senza voler entrare poi in quella che è una vera rapina, ovvero l’utilizzo dei token, i gettoni evento, che meriterebbero articolo a parte.
Vorrei spendere due parole sull’odiosa questione dei prezzi differenziati nei vari settori, una schifezza figlia dei nostri giorni.
Negli anni 90 vigeva la legge della giungla, se volevi andare sotto il palco sfidavi orde di barbari come te che erano accampati 12 ore prima, facevi a botte e raggiungevi le prime file dove finivi schiacciato come una una zanzare sulla Genova Ventimiglia. Altrimenti di accomodavi in 156esima fila e ti vedevi il concerto. Ora no! Settore migliore, prezzo di alto! Vince sempre il più ricco.
I costi di prevendita sono un altro mistero. Chi li applica no fa praticamente nulla, anzi non fa nulla senza il praticamente, ti metti tu davanti al tuo portatile, ti compri il biglietto e paghi una commissione assurda. Fai tutto tu e paghi loro! Costo non rimborsabile.
Per quale motivo gli organizzatori si facciano pagare così tanto non è chiaro. Sono aumentati i costi? Sicuramente per organizzare eventi di un certo tipo servono molte persone. Chi monta il palco, le luci, gli addetti all’acustica, autisti, la sicurezza.
Ma queste maestranze, uso questo termine così se mi legge qualcuno di Italia Viva ha un orgasmo, quanto e come sono pagate? Non dimentichiamo che siamo la nazione che paga 5 euro l’ora un addetto alla ristorazione senza riposo settimanale. Costi sicuramente aumentati i compensi degli addetti al lavoro ‘pratico’ sono invece sempre gli stessi e rasentano il ridicolo.
Il lamento del boomer
La cultura rock è tenuta in vita dai boomers, i millenians seguono il trap di Leao e Sfera, che tanto annulla i concerti perché non se lo fila nessuno.
Sono cambiati i tempi ed in questo caso è vero che si stava meglio quando si stava peggio. Genova 26 giugno 1965: al Palasport suonarono i Beatles. Costo del biglietto 750 lire, al cambio attuale 8 euro. Un operaio guadagnava 86000 lire.
Taylor Swift: ho letto che qualcuno a speso 13000 euro per un biglietto per il suo concerto a Milano. Precisamente, Taylor Swift che fa nella vita? Perchè sento solo Shake It Off? La stessa canzone per due ore? Mistero che per me rimarrà.
The show must go on. Sempre che non venga annullato.

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