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sabato 22 Gennaio 2022
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L’estate di Nick Novecento, un vero semplice tra falsi complicati

Un collage di parole, memorie, evocazioni, per ricordare Nick Novecento, attore per caso, sempre stupito per il mondo attorno a se, morto a soli 23 anni.

Nick Novecento, tutto troppo presto

Nick Novecento, alias Leonardo Sottani, bolognese di nascità, attore per caso, morì a soli 23 anni il 15 ottobre del 1987, a Roma, per colpa di una malformazione cardiaca.

Non cercava il successo Leonardo, lo incontrò per caso, quasi per gioco, scoperto da Antonio Avati in un bar, e si ritrovò suo malgrado a diventare famoso.

Interpretò il bellissimo “Una gita scolastica” nel 1983, l’anno successivo “Impiegati” , “Noi tre” e nel 1985, con Carlo Delle Piane, fu protagonista in “Festa di laurea”.

Diventò ufficialmente Nik Novecento. Secondo Avati era il nome adatto, perchè figlio del suo tempo, mentre il nomignolo Nik veniva dal passato, quando gli amici lo chiamavano “Gnicca“.

Fu anche opinionista di successo ngli anni d’oro del Maurizio Costanzo show, dove Nick  si presentava come uno sprovveduto ma dotato di una grazia naturale, un debole capace di dire piccole verità intense tra tante banalità sconcertanti, un ragazzo semplice capace di muoversi in un ambiente fatto da falsi complicati.

L'estate di Nick Novecento

L’estate di Nick

“Agosto trascorre lento, solo, la notte a girare per la campagna a contare i pioppi sugli argini e bere.” (P. V. Tondelli)

“Come ad ogni estate, il cuore non da tregua. Nick osserva i ragazzi pavoneggiarsi sulla spiaggia. Non partecipa. Guarda. Studia. I sorrisi, i volti.
Vivere solo il presente. Vivere solo il presente.

Nonostante le nostre partenze, i ritorni, le ripartenze, ragazzo, tutta la nostra vita si giocherà tra qui e là, lungo lo stradone che tra i pioppi conduce al cimitero.
Ad una giornalista di “Noi Donne” che lo intervistava sulla crisi del maschio, Nick risponde: «È vero, l’ho sentito dire anch’io. Beh, si vede che a Borgonuovo di Pontecchio Marconi non è ancora passata».

“È molto ingenuo, vero? Il fatto è che io gli voglio bene soprattutto perché è così. E, non so come dire, io gli sono riconoscente per essere così” (Carlo Delle Piane parla del figlio, interpretato da Nick Novecento, in “Festa di laurea“).

“La verità è semplice in una certa provincia. La si può cogliere con lo stupore e il buon senso. È nelle evidenze. Basta coglierle. Stare attenti, disposti allo stupore e coglierle.
Nick è straordinario perchè senza paura di dire la verità” (Mario Soldati).

È morto qui nel mio ufficio. Me lo ricordo come fosse ieri. La sua è stata una morte di gioia. Era un giorno speciale: era riuscito a concludere l’acquisto di una casa a Pontecchio per i suoi genitori che non ne avevamo mai posseduta una, Costanzo lo aveva appena confermato, io gli avevo offerto una parte nel mio prossimo film e inoltre la costumista del programma `Jeans’, a cui faceva un filo sfegatato, aveva finalmente accettato di uscire con lui. È morto di felicità”. (Pupi Avati)

“Non ho mai più conosciuto nessuno con quel candore, quell’innocenza, quella capacità di stupefazione. Da un punto di vista personale è stato un rapporto terapeutico, una forma di igiene mentale. Era legatissimo a mio fratello Antonio, si figuri che a Roma viveva a casa di mia madre in via del Babbuino. Ma Nick è stato fondamentale anche dal punto di vista professionale. In quasi tutti i miei eroi positivi c’è un po’ di Novecento, da Neri Marcorè fino a Silvio Orlando.” (Pupi Avati)

Ma che la baciai questo sì lo ricordo, col cuore ormai sulle labbra, ma che la baciai, per Dio, sì lo ricordo, e il mio cuore le restò sulle labbra.” (Fabrizio De André, Un malato di cuore).

L'estate di Nick Novecento

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Mario Colella
Garibaldino

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