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mercoledì 28 Luglio 2021
TecnèÈ tornato Borat! E riesce ad affascinare e deludere contemporaneamente

È tornato Borat! E riesce ad affascinare e deludere contemporaneamente

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È tornato Borat, l’improbabile giornalista Kazako, ma stavolta Sacha Baron Cohen sembra più interessato a far riflettere che a far ridere.

È tornato Borat

La più grande creazione di Sacha Baron Cohen, il più iconoclasta e scorretto tra i comici inglesi, è tornata: c’è un nuovo film con Borat.

Quattordici anni dopo aver scioccato gli spettatori di tutto il mondo con Borat – Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan, Amazon ha annunciato che il nuovo film era pronto, appena un mese fa.

La domanda tra tutti gli appassionati è stata immediatamente la più prevedibile: come potrà un sequel così tardivo confrontarsi con una commedia innovativa, sgangherata e geniale, divenuta un classico? La risposta, altrettanto prevedibile, è che non può. Ma non deve neanche.

Borat Subsequent Moviefilm non è neanche lontanamente divertente come il suo predecessore. Gli episodi tendono ad essere più lunghi, appesantiti, anche se più audaci, e non ci sono picchi disgustosamente brillanti come il wrestling nudo o le idiozie come quella di tenere un orso nel retro di un furgone dei gelati.

Ciò nonostante c’è tanta carne a cuocere in quest’operazione, non banale, che merita di essere vista e assorbita, specialmente se si ha la pazienza di arrivare all’ultima tranche.

Dalla Anderson a Pence, la strada è segnata

Il problema inevitabile di tutta l’operazione è quanto sia diventato familiare il formato mockumentary del road movie. Come nel primo film, Borat Sagdiyev deve attraversare gli Stati Uniti in missione per incontrare una celebrità.

Nel 2006, il suo obiettivo era Pamela Anderson. Nel 2020, dopo che per anni ha scavato da anni fossi in un gulag kazako, avendo messo in imbarazzo il suo Paese con il suo documentario, viene informato che può riscattarsi incontrando il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, insieme al ministro della Cultura del Kazakistan (che sembra essere una scimmia).

Dunque Borat parte per un viaggio che lo vedrà girare per il Texas, l’Oklahoma e la Georgia, insultando la gente del posto e ricevendo altrettanti insulti. Questo può ancora suscitare qualche risata, così come alcuni sussulti di incredulità, ma di solito sappiamo già come andrà a finire la sequenza.

È tornato Borat! E riesce ad affascinare e deludere contemporaneamente (2)

Borat Subsequent Moviefilm

L’altro problema è che ormai Borat è una figura così famosa che gli autori hanno dovuto camuffarlo in diverse scene, facendo l’effetto dell’abito Quasimodo che Peter Sellers indossava nella serie La Pantera Rosa, ma gli elaborati travestimenti non hanno senso nel mondo immaginario del film. Ogni volta che indossa un abito grasso, una barba e un naso finto, non puoi non pensare al fatto che non stai guardando un giornalista kazako incapace che fa domande stupide ma stai guardando un comico inglese che prende in giro i suoi intervistati. Parte del fascino si perde.

L’altro motivo più significativo per cui è meno divertente è che il mondo è cambiato dal 2006. Su YouTube era raro vedere burloni che prendevano la gente alla sprovvista in pubblico, oggi è all’ordine del giorno con migliaia di youtubers improvvisati.

Quello che capiamo, paragonando le due operazioni, è che nel primo film, Baron Cohen stupì il mondo convincendo gli americani a fare le dichiarazioni più assurde che avessimo mai sentito davanti alla telecamera. In questi giorni, al contrario, alcuni americani fanno queste dichiarazioni davanti alla telecamera ogni giorno. Non hanno bisogno che nessuno li persuada o li induca a esprimere opinioni che avrebbero potuto essere classificate come estreme 14 anni fa; lo fanno ad alta voce e con orgoglio.

Tuttavia, c’è un’arma segreta in questo film: Maria Bakalova, un’attrice bulgara che interpreta la figlia di 15 anni di Borat (la più vecchia donna non sposata del Kazakistan). Bakalova è una vera scoperta.

È così sguaiata e sincera nelle sue interazioni con estranei, così coraggiosa e arguta nelle sequenze acrobatiche che dà al film il valore di sorpresa che gli manca altrove.

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È tornato Borat e incombe sulle elezioni Usa

L’altro punto focale del film è l’attualità. Il Borat 2006 fu realizzato durante la presidenza di George W. Bush, ma non commentava esplicitamente la sua amministrazione. Questo è molto più attuale. Ha parti che avrebbero potuto essere girate in qualsiasi momento, ma la maggior parte riguarda il coronavirus, le teorie del complotto di Facebook, la supremazia bianca, le molestie sessuali che hanno portato al movimento MeToo e vari scandali legati a Donald Trump.

Infatti il presidente non l’ha presa affatto bene: Non fa ridere e lui è un impostore schifoso, così ha commentato Trump.

Sacha Baron Cohen sembra più interessato a far riflettere che a far ridere (c’è anche una didascalia verso la fine, esplicativa al massimo, che non sveliamo).

Dunque è questa sorte di rilevanza strappata ai titoli dei giornali che lo rende così affascinante, ed è la rabbia bollente nei confronti della politica attuale che lo rende così energico. Non ci sono molti film così urgentemente satirici come questo. Potrebbe non esserci la voglia di rivederlo tra qualche anno, ma andrebbe assolutamente visto ora.

Borat Subsequent Moviefilm è disponibile su Amazon dal 23 ottobre 2020.

 

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