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Siete stufi di “Una poltrona per due”, “Mamma ho perso l’aereo”, “La vita è meravigliosa” e cose del genere? Ecco 3 film per un Natale diverso. Seconda segnalazione “ad hoc”: “Dimmi dove ti fa male”, Peter Sellers è il dottor Von Katzen…
1972, Dimmi dove ti fa male: “Where does it hurt?”
Il mito degli Stati Uniti (“il Paese che ha colonizzato il nostro inconscio”, mi pare che dicesse Wim Wenders) soffre di diverse smentite da parte della realtà. La loro assistenza sanitaria era oggetto di satira già 50 anni fa, dovremmo ricordarlo ai neoliberisti, anche se non cambieranno idea. Almeno fino a quando non faranno la fine di Von Katzen…

Regia di Rod Amateau, noto in Italia per il telefilm “Hazzard”. Peter Sellers è il dott. Von Katzen (in originale Hopfnagel, nella versione italiana non hanno resistito all’incoercibile tendenza a compiacere il pubblico con il pecoreccio) amministratore delegato di una clinica privata.
La storia ruota attorno all’operaio Lester Hammond (Rick Lenz) che entra per un controllo al torace: non ha più la mutua (in USA la pagano i datori di lavoro, e lui è stato appena licenziato) ma gli scappa detto che è proprietario della casa in cui vive, la quale può fungere da garanzia per i pagamenti del pover’uomo, pertanto Von Katzen lo sottopone a una grande quantità di esami tanto inutili quanto costosi.
I protagonisti maschili si comportano in maniera abietta, guidati dal desiderio di potere e di locupletazione (anche e soprattutto illecita); le donne sono interessate agli uomini ricchi e potenti solo perché sono tali; vengono caricaturalmente derisi cattolici, gay, ebrei, italiani, messicani, polacchi, negri e giapponesi (Pat Morita è Nishimoto, responsabile del laboratorio di analisi). Insomma un film comico d’altri tempi.

Fra medici avidi e incapaci (gustosissima l’interpretazione di Harold Gould nei panni dell’inetto aiuto primario dott. Zerny), infermiere procaci, compagnie di assicurazione rapaci, si snodano gag esilaranti e amare, con il tormentone di Peter Sellers che pone fine alle sue conversazioni –telefoniche e non– con la locuzione “passo e chiudo”. Finale tragicomico. Deliziosa la colonna sonora di Keith Allison, scomparso giusto l’anno scorso.
Buona visione.
“Dimmi dove ti fa male”: “Where does it hurt?”
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