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Crac! Un disco degli Area di più di quasi 50 anni fa, è il David di Michelangelo della nostra musica, il Bitches Brew di Demetrio Stratos
Crac! Il capolavoro degli Area
Vi starete chiedendo perché parliamo di un disco uscito più di 45 anni fa. La risposta è semplice: state sbagliando la domanda.
Vi chiedereste mai perché parlare del David di Michelangelo, del Requiem di Mozart o della Gioconda? No, perché sono opere universali, senza tempo, vivono nell’eterno presente della bellezza che ognuno di noi, nel proprio tempo, riesce a cogliere e goderne.
Ecco, Crac! degli Area è una sorta di David della musica italiana, è come il visitare la Villa degli Amanti a Pompei, ma è anche l’imbattersi sorprendente nella Fontana di Duchamp.
Dunque non fatevi questa domanda piuttosto, se non l’avete mai ascoltato, procuratelo, tanto qualche amico ce l’avrà senz’altro e in ogni caso si trova per tutte le tasche, in tutte le ristampe possibili, economiche, in vinile, Deluxe, scegliete voi. Poi mettetevi in poltrona, magari con le cuffie, e ascoltatelo bene.

Terzo lavoro degli Area, Crac! esce nel 1975. Erano anni difficili, tra terrorismo e servizi segreti deviati con la Dc invischiata in scandali di tutti i tipi e l’occhiolino strizzato a destra e a manca. Il mio mitra è un contrabbasso, da Gioia e Rivoluzione, è l’anthem fondamentale per capire l’enorme lavoro fatto da Patrizio Fariselli, Demetrio Stratos, Ares Tavolazzi, Paolo Tofani Krsna Prema e Giulio Capiozzo.
Area – Gioia e rivoluzione (Crac! 1975)
Un disco politico, suonato magnificamente e cantato in maniera altrettanto geniale: si capì immediatamente lo spessore musicale e culturale di questo vinile. Musicalmente, siamo a livelli di eccellenza assoluta, gli Area sono stati la punta di diamante in una scena musicale mondiale che partiva dai Weather Report più ispirati per arrivare allo Zappa migliore, passando per il Miles Davis elettrico.
Progressive music? Anche, ma non solo. In questi solchi c’è un afflato di internazionalità riscontrabile in poche altre esperienze musicali europee, Crac! è un compendio omnicomprensivo unico ed irripetibile. I testi sono di Gianni Sassi, fotografo e produttore discografico, fondatore della leggendaria etichetta Cramps Records, scomparso prematuramente nel 1993, e di Sergio Albergoni, aka Frankenstein.
La mela di Odessa (live)
Illustrazioni di Gian Michele Monti, registrazioni effettuate tra Roma e Milano nei Fono Sound Recording Studios. Ascoltatelo o riascoltatelo, coinvolgete i vostri figli mentre magari leggete loro la storia di ognuna delle sette composizioni che lo formano, fermatevi sull’ormai celebre scambio epistolare avvenuto (trovate tutto nel booklet accluso), tra il noto giornalista musicale Riccardo Bertoncelli (che all’epoca recensì l’album malamente sulla rivista Gong!) e Demetrio Stratos, che sulla stessa rivista gli rispose a tono, settimane dopo.
Bertoncelli 40 anni dopo si è scusato con il gruppo, ammettendo l’errore compiuto, rammaricato per l’inspiegabile recensione negativa totalmente pregiudizievole ma sopratutto per non aver avuto il tempo di chiarirsi con Demetrio. Crac! è un capolavoro di Musica Moderna, al pari di un Bitches Brew, o di un I Sing The Body Electric.
In questi tempi sciatti e vuoti, sostanzialmente privi di punti di riferimento precisi, rappresenta un approdo sicuro, coinvolgente e di enorme spessore.

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