Ziliani: La vera pirateria in Italia è quella del campionato

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Paolo Ziliani: il Palazzo benedice ogni illegalità in nome di uno “straordinario brand da salvaguardare”, gli avversari che non protestano, l’informazione nasconde ogni malefatta.

Ziliani: La vera pirateria in Italia…

Paolo Ziliani, dalle sue pagine social, continua la sua battaglia contro il Palazzo del calcio e le sue tolleranze, secondo il giornalista, verso le attività poco limpide della dirigenza della Juventus. L’ultimo caso che fa discutere – almeno sui social, visto che dalla Figc non si è sentita ancora nessuna voce al riguardo, è quello delle segnalazioni della Consob.

In un veemente post dal suo account Twitter, Ziliani scrive:

“Ma in quale Paese minimamente serio si può tollerare di avere un campionato di calcio in cui un club, fresco di condanne sia in patria che a livello europeo (UEFA) per una serie infinita di illeciti commessi per anni e ammesso al via – non in Europa, solo in patria – grazie a una sostanziale, vergognosa amnistia cancella-reati, continua a comportarsi come prima infrangendo le regole – con la Consob costretta ad aprire nuovi procedimenti sul suo conto -, reiterando i trucchi di bilancio, falsando una competizione già visibilmente condizionata dagli arbitraggi cui ogni settimana assistiamo”.

E continua: “tutto ciò come se nulla fosse, con il Palazzo che benedice ogni sua illegalità in nome di uno “straordinario brand da salvaguardare”, gli avversari che non protestano, l’informazione che nasconde ogni malefatta e la rimuove e gli sportivi che sempre più disgustati se ne vanno: sono quasi 3 milioni e mezzo quelli scomparsi davanti alla tv in questo inizio di campionato rispetto al campionato scorso, che già registrava un’emorragia di ascolti spaventosa.”

“Voi avete mai visto Ben Johnson continuare a correre e doparsi o Lance Armstrong continuare a correre e doparsi dopo le denunce, i processi e le condanne che li hanno riguardati?” sottolinea ironicamente Ziliani. Ma non finisce qui…

“Il solo processo che la giustizia sportiva ha portato a termine sul conto della Juventus, un anno fa, quello sulle plusvalenze fittizie, si è concluso con 10 punti di penalizzazione in classifica e 8 anni di squalifica distribuiti tra i quattro massimi dirigenti bianconeri, Agnelli, Paratici, Arrivabene e Cherubini.”

E dunque: “Agnelli non c’è più, ora c’è il nuovo management che stando a John Elkann doveva rompere col passato e agire nel segno della più grande trasparenza ma ancora la Juventus – e a dirlo non sono io, è la Consob – mette a bilancio plusvalenze farlocche come quella della scambio incrociato col Genoa CambiasoDragusin in barba ai principi contabili internazionali che tutti sono tenuti a rispettare, e insiste nel considerare regolari sgarri amministrativi considerati dall’organismo di controllo inammissibili. Succede solo in Italia.”

La conclusione di Ziliani: “Siccome nessuno dice niente, evidentemente sta bene a tutti. Morale della favola: dicono che la pirateria uccide il calcio. Ma qui l’unica cosa “piratata”, cioè contraffatta, cioè illegale è il campionato. Per venderlo ci vogliono i Vu’cumprà.”

* Paolo Ziliani è su http://paoloziliani.substack.com e su Twitter per abbonati

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