Le aspettative sulla puntata di Report dedicata a Calciopoli erano altissime, soprattutto tra i tifosi juventini che attendevano clamorose rivelazioni in gradi di cambiare la storia conosciuta ma alla fine la montagna ha partorito il classico topolino.
Report non riapre Calciopoli…
Ci sono due modi di osservare l’ultima puntata di Report, dedicata a Calciopoli, l’indagine che nel 2006 ha rappresentato un terremoto per la Serie A: con gli occhi di un tifoso della Juventus, in cerca di conferme ai propri convincimenti (complotto, farsopoli, etc etc) oppure come il resto degli spettatori (interisti compresi), che di tanto clamore annunciato non ha trovato alcuna conferma.
L’inchiesta andata in onda su Rai Tre è ricavata dalle 170mila intercettazioni relative allo scandalo, che sono il contenuto della chiavetta USB che a Gennaio Luciano Moggi consegnò ad Andrea Agnelli durante l’assemblea degli azionisti della Juventus, un’assemblea alle prese con la più recente inchiesta plusvalenze.
Da queste intercettazioni emergerebbe il ruolo dell’Inter che, di fronte allo strapotere di Moggi, avrebbe provato ad edificare un contro-sistema difensivo: dall’incontro tra Moratti e l’ex designatore Bergamo, all’indomani del 5 maggio 2002, giorno in cui l’Inter perse 4-2 contro la Lazio, regalando lo scudetto alla Juve. C’è poi il ruolo dell’ex responsabile della sicurezza di Telecom, Giuliano Tavaroli, uomo di fiducia di Marco Tronchetti Provera. Tra gli intercettati anche Giacinto Facchetti. Dopo un Inter-Juventus del 2004 l’arbitro Bergamo sembrerebbe consigliare l’arbitro Rodomonti. Il tutto mescolato ad una lunga serie di fatti già conosciuti, dalla faida tutta torinese per liberarsi della triade.
Non dite che non eravate state avvisati https://t.co/JyWb2FnL3n
— Tancredi Palmeri (@tancredipalmeri) April 17, 2023
C’è un però, grande come una casa: a parte la mediaticità dei fatti riportati, per alimentare le polemiche – con sospetta orologeria visto che questa settimana i bianconeri saranno di nuovo al centro dei riflettori per l’inchiesta plusvalenze, si tratta di tutti episodi noti agli inquirenti, che li hanno giudicati non rilevanti.
Non si tratta di episodi oscuri, sottratti alla magistratura, ma semplicemente di elementi non noti al grande pubblico, analizzati però nelle migliaia e migliaia di pagine delle decine di sentenze su Calciopoli, e giudicati parte di un quadro chiarissimo in cui ci sono comportamenti gravi da parte di una società e della propria dirigenza (Juventus-Moggi), confermati tra l’altro proprio dall’indagine di Report, e tentativi di arginare quel sistema, tra l’altro con scarsi risultati, da altri soggetti, Inter in primis.
Si continua a correre dietro all’emozionalità dell’informazione fatta con titoli, annunci, interpretazioni, scampoli di intercettazioni, quando basterebbe leggere gli atti pubblici di tutta la vicenda Calciopoli, lasciando fuori il tifo, per capire che non c’è stato nessun complotto, anzi, semmai un eccesso di garantismo verso la società più potente e influente d’Italia.

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