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venerdì 23 Luglio 2021
SportLa mano di Conte? Da pazza Inter a psycho Inter

La mano di Conte? Da pazza Inter a psycho Inter

L’unione tra pazza Inter & neuro Conte sta generando uno psycho team capace di tutto: il 4-2 in rimonta sul Torino ne è l’emblema.

Da pazza Inter a psycho Inter

L’allenatore salentino non è riuscito a cambiarne il Dna dei nerazzurri, anzi sembra averlo potenziato.
L’Inter continua ad alternare inspiegabili amnesie a fiammate veementi improvvise. Cambiano giocatori, si alza l’asticella, la rosa è di primissimo livello, pur con ancora delle lacune, ma la costante neurologica del team resta sempre.

Antonio Conte ci mette del suo con una cocciutaggine che non conosce mezze misure: o sarà trionfo contro tutto e tutti o un fallimento completo.

La mano di Conte? Da pazza Inter a psycho Inter

Inter-Torino 4-2

Questo pomeriggio, al 62esimo, la sua Inter era sotto per 2-0 in casa contro un Torino privo del suo uomo migliore, Belotti e con l’allenatore, il maestro Giampaolo, a seguirla da casa, ennesima vittima del covid asintomatico.  Un’ora di nulla assoluto in campo, confusione ed errori horror, inspiegabili nelle serie minori, oltre ogni logica se a farli sono giocatori come Sanchez e Hakimi. Di Ranocchia tacciamo per affetto verso il buon Andrea.

Dopodiché l’Inter, improvvisamente, come fosse stata colpita da una frustata, si sveglia. Anzi, di più, si trasforma letteralmente. Non diventa il Barcellona di Guardiola e Iniesta, per carità, ma tracima furore e volontà, forse l’unica cosa contiana vista in campo. Arrivano 4 goal che allontanano quella che sarebbe stata una crisi violenta.

Il gol dell’1-2 è un azione rabbiosa che sa di rugby, con gli attaccanti che entrano martellando in verticale e Sanchez che la butta dentro di rabbia. L’inerzia cambia immediatamente, il pallone per i granata diventa pesantissimo. A quel punto si abbatte l’uragano Lukaku sulla difesa del toro: pareggia Romelu che poi segna anche su rigore. Oltre il 90esimo arriva anche il goal che scaccia ogni timore, con il4-2 di Lautaro Martinez.

I risultati dallo scorso campionato ad oggi, all’interno di un quadro generale assolutamente imprevedibile, che sta generando situazioni paradossali e possibili sorprese, tra stadi vuoti, tribunali, regolamenti interpretati ogni volta in modo diverso, dicono che con Antonio Conte i nerazzurri sono cresciuti, secondo posto e finale di di Europa League,  ma la squadra è umorale, instabile e capace di tutto, non c’è quel salto mentale di tranquillità, stabilità, convinzione, tipico della grandi squadre. L’Inter è una squadra potenzialmente fortissima ma che continua ad alternare momenti della partita di grande aggressività e prepotenza a stati di horror vacui.

Conte ci mette del suo: continua l’ostracismo ad Eriksen, stenta a schierare insieme Skriniar e De Vrij, insiste con una squadra tutta muscolare e scarso fosforo.  La settimana prossima andrà a giocare in casa del Sassuolo e c’è lo spareggio Champions col Real.

Saranno giorni intensi per le coronarie dei tanti tifosi nerazzurri. Forse sarebbe il caso di far tornare a risuonare l’inno Pazza Inter a San Siro.

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Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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