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domenica 28 Febbraio 2021
Sport Come insultare gli arbitri e farla franca (vademecum Gattuso)
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Come insultare gli arbitri e farla franca (vademecum Gattuso)

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Dopo le polemiche sollevate da Rino Gattuso per l’arbitraggio di Massa, la domanda che aleggia tra gli addetti ai lavori è: come insultare gli arbitri e farla franca? Proviamo a dare delle indicazioni.

Come insultare gli arbitri e farla franca

Ormai lo sapete tutti, almeno tra chi segue le vicende dell’italico campionato di calcio: Gennaro Gattuso ha sbroccato in diretta tv dopo Inter-Napoli. Il tecnico degli azzurri si è scagliato contro l’arbitro per l’espulsione di Insigne:

Massa? Gli ho detto che due minuti prima dell’espulsione fa i complimenti al capitano del Napoli e poi lo butti fuori perché ti manda a cagare. Solo in Italia vedo che ti butta fuori per questo. Solo in Italia succede una cosa del genere. Se in inglese dici ’fuck off’ in Inghilterra nessuno ti dice niente. Il capitano del Napoli non può essere buttato fuori perché manda a cagare… dopo un rigore dubbio, perché vuol dire che uno è permaloso, chi ha giocato a calcio o fa questo lavoro deve capire, ci stiamo giocando tanto e una parola può scappare.

Si cambiano le partite, non è corretto. Allora io dovevo fare una partita si e una no quando giocavo. Non ci sta. Poi noi abbiamo avuto tante occasioni, ma come si devono dare una calmata i giocatori… un vaffa….dopo un rigore ci può stare e uno deve avere l’intelligenza e il tatto di capire. Ci stiamo giocando tanto e non può buttar fuori un giocatore e far rimanere una squadra in dieci, non va bene.

Questi i fatti e la velata confessione di Gattuso su abitudini che ormai tutti conosciamo: oseremmo dire che è il segreto di Pulcinella. Quello che non ha compreso il buon Rino però è la causa apparentemente secondaria (per lui) che in realtà è quella principale: la condizione reale di causa ed effetto. Massa espelle Insigne non per essere stato insultato ma per il tipo di insulto: Ma vai a cagare! La sfera genitale/escrementizia è la più sensibile per le sfere arbitrali, ma dopo ci torneremo.

Ha esagerato Insigne, alzando l’asticella della protesta. L’eco di quel va a cagare è rimbalzata sugli anelli vuoti di San Siro come una litania oscena e funesta, raggiungendo le orecchie di Massa.

 

 

Ma non lo sa Insigne che c’è una prassi da seguire per le offese agli arbitri? E conta anche il peso delle maglie che si portano. Ricordiamo, per esempio, i casi del 2017 esemplari al riguardo, con Gasperini, Allegri, Mihajlovic, Inzaghi, Oddo, tutti coinvolti in vario titolo in episodi di ingiurie arbitrali.

Casi di parole grosse verso gli arbitri, oppure comportamenti sbagliati ed eccessivi, in qualche caso puntati e mirati con la telecamera per coglierne il labiale tv. C’erano le parole grosse urlate da Gasperini  contro Pairetto. E lo stesso per Allegri, uscito dal campo dicendone di tutti i colori durante Fiorentina-Juve. Gasperini prese due giornate, Oddo ne prese una, nessuna Allegri colto nel dare della testa di cazzo all’arbitro;  Mihajlovic e Inzaghi se la cavarono con una multa.

La spiegazione, accettabile o meno, era ufficialmente data dalla differenza del referto arbitrale: in poche parole, c’è chi ha sentito la parolaccia e chi no…

vedemecum gattuso: come insultare gli arbitri e farla franca

Poi c’è lo stile. C’è modo e modo di aggredire l’arbitro. C’è lo stile Minotauro di Bonucci, maestoso e incombente, come quando lo esibì con Rizzoli, il quale non poté far altro che abbassare lo sguardo.

Vademecum Gattuso: come insultare gli arbitri e farla franca

Oppure c’è il modello Cuore Immacolato della nettezza Urbana, inaugurato con gran clamore mediatico da Gigi Buffon dopo un Real Madrid-Juventus, divenuto un classico della modernità.

Buffon: “Arbitro ha l’immondizia al posto del cuore”

 

Si toccano poi punti sublimi ricordando il caso di Salvatore Soviero nel 1999, all’epoca portiere del Genoa, che insultò un guardalinee con una poetica litania in pugliese: Chell mammet chest fa, aiz a bandierin!

Salvatore Soviero contro un guardalinee

 

Come insultare gli arbitri: lo dice la scienza

Insultare un arbitro è una scienza esatta. Anni fa uno studio austriaco dell’Università di Vienna approfondì questo aspetto: quali insulti danno più fastidio all’arbitro? Quali vengono tollerati meglio? Quali fanno scattare subito l’espulsione?

I ricercatori selezionarono 28 insulti, divisi per 3 gradi di offensività (Alta, moderata, leggera) e 5 aree specifiche in base al contenuto dell’offesa: insulti contro la capacità di giudizio (ma sei cieco?!), contro l’intelligenza (quest è proprio idiota!), contro l’aspetto fisico (grassone non segui il gioco!), orientamento sessuale (‘sto frocio!) e area genitale-escrementizia (ma che merda!).

Dai vari test sugli arbitri coinvolti nello studio emerse, in primis, l’assoluta discrezionalità, e questo era preventivabile, ma anche che su 28 insulti solo la metà erano giudicati degni di espulsione immediata, per l’altra metà si tendeva a chiudere un occhio, dando ragione in senso lato al discorso di Gattuso. O smentendolo guardandolo dall’altro punto di vista: metà degli insulti sono tollerati abbondantemente, dunque occorre saper anche scegliere l’insulto, essendo professionisti iperpagati i giocatori.

A conferma di ciò, lo studio austriaco fa comprendere come  si abbiano molte più possibilità di farla franca dando dell’incapace all’arbitro, del cieco o del grassone, nonostante siano ingiurie specifiche al ruolo del fischietto in campo, piuttosto che facendo allusioni genitali\escrementizie, vissute molto peggio dai fischietti. Come se implicitamente accettassero l’insulto sulla professione, poichè passibile di errori, ma non quelli sulla sfera personale.

E dunque, in base a tutti questi elementi, era chiaro che per Insigne non ci potesse essere scampo: vai a cagare, con anche l’aggiunta di quella g milanese in bocca a Lorenzo, partenopeo verace, come a sottolineare e imbastardire il tutto.

Massa non poteva resistere, un po’ come un cartone animato quando sente la filastrocca Ammazza la vecchia: era troppo esplicito, netto, irriguardoso.

Durante la squalifica, al buon Lorenzo, suggeriamo di parlare col suo allenatore consigliandogli di aggiornare il vademecum Gattuso, potrebbe essere utile.

 

 

 

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Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014).

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