Champions, il Diavolo va: Milan-Dinamo Zagabria 3-1

Il Milan mette la freccia: vittoria e festa per i rossoneri che a San Siro battono 3-1 la Dinamo Zagabria e si portano in testa al gruppo E.

Milan-Dinamo Zagabria 3-1, Pioli sorride

Che la Dinamo Zagreb non potesse rappresentare un grosso ostacolo al il cammino del Milan in Champions League edizione 22-23 era ampiamente preventivabile.

Differenze incontestabili tra il Milan Campione di Italia e assoluta protagonista della kermesse europea fin dalla sua fondazione e i campioni in carica di Croazia in ed egemoni assoluti solo in casa loro, avendo vinto 17 titoli negli ultimi venti anni della loro storia, ma che non possono vantare successi di rilievo in ambito continentale: giusto una coppa delle Fiere nel lontano 1967.

Per il resto, tante partecipazioni alla massima competizione europea con esiti sempre negativi, al massimo è approdata alla fase a gironi dai quali è sempre stata poi eliminata.

Certo, come sempre i valori in campo nella competizione europea più nobile sono sempre tendenti al medio alto, soprattutto se paragonati a quelli della nostra serie A e quindi queste sono mai partite da non prendere mai sottogamba.

Ben se ne è accorto il Chelsea che nella scorsa giornata, contro quella stessa Dinamo, ci ha rimesso la buccia. Date certe premesse il Milan invece l’ha presa sul serio aggredendo sin dal primo minuto i campioni di Croazia e andando subito al sodo: già al quarantesimo secondo dall’inizio Giroud era già stato messo davanti a Livakovic pur senza successo.

Era l’avvisaglia di quell’assalto che i rossoneri hanno scatenato per una mezz’ora almeno, con i blues impegnati a girare a vuoto e a cercare di oscurare le linee di passaggio rinunciando a qualsiasi velleità di pressione sui portatori di palla milanisti.

Chiaro l’intento dei croati: giocare corti e ben abbottonati dalla tre quarti amica in su, rallentare i ritmi, raffreddare gli entusiasmi dei loro avversari e magari tentare – con un po’ di fortuna – qualche sortita. Il piano ad un certo punto è pure sembrato realizzarsi se è vero che dalla mezz’ora la Dinamo ha preso un po’ le misure al Milan, ha potuto giocare qualche palla in tranquillità.

Durante questa fase, è stato Misic a distribuire il gioco con sapienza, appoggiandosi preferibilmente alle frecce di sinistra Ljubicic e Orsic che a più riprese ha impensierito più Calabria che Saelemekers. Si sa, al belga il pensiero di aiutare il suo compagno di reparto poco lo attizza. Allo stesso tempo e sull’altro versante l’italiano Ristovski (Parma, Crotone, Frosinone, Bari e Latina i suoi precedenti sul nostro suolo) e Moharrami non soffrivano troppo gli strappi di Leao.

L’iraniano prima ha salvato la sua porta con un intervento su Leao lanciato nell’uno a uno contro il portiere croato e poi ha sua volta impegnato Maignan a conclusione di una sua incursione nell’area milanista, dimostrando che a questi livelli tenere sempre alta la concentrazione è tutt’altro che un optional.

L’ultimo sussulto della Dinamo si è registrato al 34esimo, con l’ottimo Orsic a sfiorare il palo. Tutti indizi questi che il progetto della Dinamo, anestetizzare il gioco del Milan, si andava realizzando. E’ stata una sbavatura difensiva del pur esperto Sutalo, a far saltare il banco: il suo goffo aggancio al piede di Leao cagiona il rigore che Giroud non ha problemi a incartare e portare a casa.

E’ sempre un’ottima idea quella di segnare all’ultimo minuto del primo tempo, c’è scritto pure sul manuale del calcio: dà coraggio e propositi altisonanti per quello che verrà dopo. E infatti il Milan quando rientra in campo lo fa col buzzo buono: dopo tre minuti, Leao che a quel punto ha potuto issare gli ormeggi, confeziona un box pieno di dolci per Saelemekers che di testa ringrazia e con quella scusa scaraventa la palla sotto la traversa. Troppa grazia, due a zero e risultato in frigidaire.

E invece manco per niente: la Dinamo si ricorda che è pur sempre la Champions League e a conclusione un triangolo strettissimo tra Petkovic e Orsic fa un gran bel gol. Ma è solo un fuoco di paglia, il Milan si mette in stato di conservazione e fa girare palla, confidando su una tecnica complessiva di gran lunga più alta degli avversari di turno.

I cambi della Dinamo sono più proiettati al futuro che ispirati dal presente: l’allenatore Cacic forse troppo prematuramente la valuta come già persa e toglie Moharrami, uno dei suoi migliori fino a quel momento, consegnando definitivamente quella fascia al Milan.

Leao e Theo ringraziano imperversando da quella parte e per niente a caso, anche il terzo gol arriva dagli sviluppi da destra. Non avendo più niente da chiedere ai suoi, Pioli fa il buon padre di famiglia e risparmia minuti a Giroud che pure ha la sua bella età e a Tonali che va protetto come il diamante Wittelsbach-Graff, che mica ne trovi un altro.

Il Milan con questi tre punti va in testa al gruppo E, e non è cosa da poco perché coincide con i due giri a vuoto del Chelsea che era dato strafavorito dai bookmakers come vincitore, ma che però ha lasciato due punti sul prato amico contro il Salisburgo. Passare questa fase come primi può fare la differenza e in questo senso si è mosso bene il Napoli a punteggio pieno nel gruppo A: tanto di cappello, quattro gol al Liverpool e tre al Rangers sono numeri che brillano psichedelici.

Le altre italiane

Da rivedere la Juve, entrata in campo con una illogica presupponenza ha scoperto quanto può essere amara la cicoria in CL: il Benfica sarà anche una “terza fascia” ma gioca bene, detta i tempi accelerando e rallentando i ritmi a suo piacimento, sa difendere e far suoi i punti deboli degli avversari.

La Juve al momento langue all’ultimo posto del suo gruppo ma nulla è ancora veramente perduto, ma altri giri a vuoto potrebbero essere deleteri.

L’inter barcamenandosi tra i suoi tanti dubbi tecnici e societari naviga a vista, prendendo quello che viene e in attesa del recupero del suo condottiero Lukaku e per il futuro può solo sperare che almeno uno tra Bayern e Barcellona faccia cilecca con il Viktoria Plzen.

Ovviamente a questa già remota condizione dovrà coincidere col portare a casa almeno una vittoria tra le due partite con il Barca e il ritorno col Bayern. Combinazioni di difficile incastramento, invero.

Più verosimilmente dovrà accontentarsi, come terza, di disputare il torneo di consolazione, l’Europa League: meglio che niente. Manco il tempo di contare i feriti e si sarà già nel mood della settima giornata: Milan-Napoli sarà il piatto forte del programma e dirà con certezza qual è la squadra da battere.

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Filippo De Fazio
Filippo De Fazio
Meridionale ma anche settentrionale. Sono lettore incallito e compulsivo, grafomane della vecchia scuola, ex calciatore dagli esiti disastrosi.

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