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Esiste ancora il pugilato? Rispetto agli sport cosiddetti maggiori è poco presente sui circuiti televisivi (anche se si registra un ritorno di interesse, soprattutto per i match mondiali come Joshua-Dubois), ma lontano dalle telecamere ci sono atleti e appassionati, palestre e tifosi, e ci sono ancora le riunioni, come quella che a Roma ha visto Giulio Fiorillo esordire contro il veterano Luigi Mantegna.
A Roma c’è Mantegna-Fiorillo all’Indomita Boxe, Joshua e Dubois possono attendere
Premessa: la palestra dell’Indomita Boxe, che si trova a Roma in pieno centro a via Merulana, meriterebbe una visita anche da parte dei non appassionati. Esiste dal 1941 ed è situata –classicamente direi– nel piano interrato: un tempo le palestre erano tutte così, chi come me ha qualche decennio sulle spalle può ricordare le sensazioni che si provano scendendo col borsone in spalla.

Bando alle nostalgie, sono le 21:00 e inizia il match (prima c’erano diversi incontri di dilettanti, non me ne vogliano ma ero a bere birra in un pub qui vicino). Giulio Fiorillo è un giovane pugile ben impostato, fa il suo esordio contro l’inossidabile Luigi Mantegna che sale sul ring per il suo incontro da professionista numero 117 (ripeto: centodiciassette; ormai quasi nessuno fa questi numeri, infatti su BoxRec servono due pagine).
Fiorillo colpisce, colpisce tanto, è piuttosto veloce anche se non sembra potentissimo (ma su questo bisognerebbe sentire il suo avversario…). Da parte sua Mantegna stasera mette in scena le due cose che sa fare meglio, cioè il gioco di tronco (dalla velocità e frequenza con cui ruota il busto deduco che ha i dischi intervertebrali lombari fatti di kevlar) e la chiusura che io chiamo “ad armadillo”: guantoni davanti al volto, avambracci paralleli e gomiti pronti a chiudere sui fianchi, così il pur bravo Fiorillo alla fine in sei riprese avrà messo come colpi validi una ventina al volto e cinque o sei al corpo, tutto il resto è andato su guantoni e braccia.
Peraltro ha dovuto pure prestare attenzione perché Mantegna, penalizzato dal minore allungo, mentre correva da una parte all’altra del ring (Fiorillo ha le gambe lunghe e con due mezzi passi lo raggiungeva ovunque) ogni tanto sparava pericolosi destri da lontano, qualcuno andato a segno.
Insomma, per motivi diversi un applauso a entrambi, ma soprattutto a Mantegna che a 48 anni suonati ha tenuto le sei riprese con un fiato che negli ultimi incontri talora gli era mancato.
P.S. Uscendo c’è stato il tempo di andare al pub di via Leonina dove tramettevano Joshua-Dubois per il mondiale IBF dei pesi massimi. Grande spettacolo, ma la boxe è come il sesso: sempre meglio dal vivo che sullo schermo

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