Esiste ancora il pugilato? Rispetto agli sport cosiddetti maggiori è poco presente sui circuiti televisivi, ma lontano dalle telecamere ci sono atleti e appassionati, palestre e tifosi, e ci sono ancora le riunioni, come quella che a Livorno ha visto Federico Gassani e Claudio Kraiem affrontarsi in una virtuale eliminatoria per il titolo italiano dei mediomassimi.
Boxe: a Livorno grande prova di Gassani contro un pericoloso Kraiem
Avete presente quei pessimi film sul pugilato inverosimili e per sempliciotti (a dire il vero sono così quasi tutti i film sul pugilato) in cui un pugile prima viene orribilmente massacrato di botte e poi all’improvviso si rianima e sconfigge l’avversario? Be’, qualcosa di simile può accadere –raramente–anche nella realtà, ed è ciò che si è visto sul ring del PalaCosmelli di Livorno in un incontro di rara intensità.
Federico Gassani (12-2-1) ha 39 anni e vuole stringere i tempi per giocarsi un’altra chance per il titolo italiano dopo la discutibile sconfitta di un anno fa contro Stefano Abatangelo.
Claudio Kraiem, 28 anni, siciliano ma romano d’adozione (combatte per la rinomata Quadraro Boxing Team, all’angolo ha il M° Silvano Setaro), è pugile da non sottovalutare a dispetto del suo record di 7-10-1: i numeri non dicono mai tutto, basti pensare che due delle sconfitte le ha subite (nel 2015 e nel 2017) dall’attuale campione italiano della categoria Adriano Sperandio.
E infatti parte di gran carriera, veloce e preciso, già nel primo round mette a segno diverse combinazioni di colpi al volto: colpi potenti, Gassani in un paio di occasioni vacilla vistosamente (credo che oltre a me anche gli altri 600 spettatori avranno pensato, o temuto, che stesse per arrivare un inatteso ko), è scosso anche se riesce a non perdere lucidità.
Nel secondo round la musica non cambia, è Kraiem a dirigere e Gassani sembra essere in uno di quei momenti “no” che talora gli capitano. Invece nell’intervallo che precede il terzo round succede qualcosa: non che Lenny Bottai faccia i miracoli e pertanto si possa avviare –post mortem– il suo processo di beatificazione presso la Congregazione per le Cause dei Santi, ma probabilmente gli dà le giuste indicazioni, chi conosce il pugilato sa quanto può essere prezioso il maestro nel vedere dall’angolo cose che il pugile non vede.
Gassani è come trasfigurato, da questo momento in avanti riesce a sottrarsi e a ribattere, e poi anche ad anticipare, insomma prende in mano il match e si aggiudica nettamente le restanti 4 riprese. Kraiem continua a spendere molte, troppe energie, e farlo a vuoto è frustrante oltre che stancante: ne viene fuori qualche eccesso di foga e si becca anche un reclamo ufficiale per essersi spinto avanti per l’ennesima volta con la testa.
Vittoria inequivocabile di Gassani, non vengono letti i cartellini ma un giudice che avesse scritto qualcosa di diverso da un 58-55 dovrebbe cambiare mestiere. Ora il prossimo appuntamento è l’incontro per il titolo.

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