Ancora Napoli, Pioli affonda, il Monza in pullman: spunti dalla spunti dalla 19esima giornata

Nella 19esima giornata di campionato il Napoli, battendo una Roma comunque in palla, mette un burrone tra se e le inseguitrici. Si registrano i disastrosi tonfi di Milan e Juventus e il passaggio a vuoto della Lazio, impattata dalla Fiorentina.

Serie A, spunti dalla 19esima giornata

La giornata dei tonfi. Quello più eclatante avviene a Milano dove ai padroni di casa tocca guardare da sotto le suole delle scarpe dei baldanzosi ragazzi del Sassuolo mentre li calpestano senza pietà. Al di là della grandinata raccolta da Tatarusanu nel fondo della rete che avrebbe dovuto difendere, c’è il tracollo in classifica che vede i rossoneri scivolare dal secondo posto al quinto nel giro di un paio d’ore.

La regressione tecnica di Hernandez, l’uscita dal giro dei titolari di Leao, e i giri a vuoto di Tonali, l’ennesima occasione sprecata di mostrare le qualità per il quale è stato ingaggiato De Katelaere, hanno tarlato le fondamenta di una squadra che aveva abituato fin troppo bene i propri tifosi.

Ad un frastornato Pioli, investito dalla raffica delle domande tendenziose dei giornalisti nel post-gara (che soprattutto hanno chiesto contezza dei quattordici gol buscati nelle ultime cinque partite) non è restato che saccheggiare nella soffitta delle solite frasi fatte e balbettare “lavorare di più, lavorare bene per ripromettersi di fare una buona gara la prossima settimana”. Che guarda caso è un derby.

A proposito di derby: l’Inter ci arriva con il buon umore che arriva dalla settimana giusta avendo battuto pur con le solite difficoltà, l’ultima in classifica. La Cremonese aveva ben escogitato lo sfondone chiudendosi bene e aspettando la solita topica del muro difensivo più battuto tra le prime sette.

Che invariabilmente è arrivata, sotto forma di un arcobaleno disegnato da Okereke a baciare l’incrocio dei pali difesi da Onana, che fin lì non ci poteva arrivare. Raddrizzato il morale e ribaltato il risultato con due giocate del Toro, i reduci da Cremona hanno potuto rivolgere il pensiero alla semifinale di Coppa Italia e soprattutto al derby di domenica prossima.

E parlando di morale, se Inter-Milan fosse arrivata una settimana prima, all’indomani della sconfitta contro l’Empoli, avrebbe avuto altre premesse: il mondo nerazzurro è così, alti e bassi manco si fosse sull’otto volante. Intanto, approfittando degli stop che ho già raccontato, si è instaurata al secondo posto.

A tredici punti di distacco dal Napoli è impossibile anche solo immaginare una rimonta che dovrebbe avere nelle sue caratteristiche quello di un rovescio rovinoso dei partenopei unito ad una cavalcata senza ulteriori inciampi da parte dei nerazzurri. Va da sé che, dati i pregressi delle due squadre, sono due condizioni che non si verificheranno mai, figuriamoci contemporaneamente. Ecco perché il campionato è già da considerare finito e già assegnato. Complimenti.

Tiene bene la corsa delle prime l’Atalanta che vincendo contro una propositiva Sampdoria ha agganciato in un colpo solo Lazio e Milan, e superato la Roma e adesso è buona quarta. Gasperini avrà la possibilità di confermare la buona annata già martedì prossimo nella sfida tutta nerazzurra contro l’Inter: in vista c’è la semifinale di Coppa Italia, sarà una bella battaglia.

La Juventus ha fatto di tutto per far apparire bello il Monza, che in effetti bello lo è. Talmente bello che già dai primi minuti una mezza idea di come sarebbe finita è sovvenuta un po’ a tutti. Tra gol annullati e ardite triangolazioni avere la meglio sui catatonici bianconeri è stato un attimo.

E così, rubando a De Andrè, è evaporata in una nuvola rossa, quella dei monzesi. Va però detto che non deve essere facile entrare in campo ed esprimersi al meglio con uno scafandro a gravarti sulle spalle. Quei quindici punti possono sembrar niente per una squadra della forza della Juve, ma quando si tratta di risalire la corrente invece che percorrerla a favore, i palloni possono pesare parecchio.

A quello aggiungi pure le nubi nere all’orizzonte, quei quaranta giorni chiesti dalla Procura della FIGC alla procura generale dello sport non lasciano presagire niente di buono. La sensazione è che da qui alle sentenze (più o meno definitive) ogni partita che i torinesi disputeranno da qui alla fine del campionato avranno l’atmosfera del concerto che la banda a bordo del Titanic continuava a menare mentre il transatlantico colava a picco. Intanto l’ammiraglio e la sua corte di ufficiali si è da tempo accomodata sulle scialuppe di salvataggio migliori, per gli altri valga il “si salvi chi può”.

Giornata interlocutoria sarà la prossima con Roma, Atalanta e Lazio impegnate in gare relativamente facili: se un ulteriore ribaltone ci sarà, riguarderà solo la perdente del derby di Milano.

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Filippo De Fazio
Filippo De Fazio
Meridionale ma anche settentrionale. Sono lettore incallito e compulsivo, grafomane della vecchia scuola, ex calciatore dagli esiti disastrosi.

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