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venerdì 30 Luglio 2021
PanL'appello di Amnesty International Italia al governo Conte

L’appello di Amnesty International Italia al governo Conte

Che cosa si intende per cultura al tempo del brusio di sottofondo provocato dalle suonerie dei più sofisticati smartphone e nell’epoca in cui le reti sociali sono avvelenate dalle sentenze degli odiatori che spargono byte malsani in giro per il web?

Ora che siamo in tempo di quarantena forzata da Covid-19, forse ci pensiamo un po’ di più…

Forse perché ora ci sentiamo più soli; perché non possiamo abbracciare tutti i nostri cari, i nostri amici… Ora che c’è più silenzio intorno a noi. Ora che siamo meno liberi.

Ma è proprio questo, allora, il momento per rimodulare il concetto di radici culturali.

Facciamoci, pertanto, promotori di una nuova alfabetizzazione culturale che divenga collettiva e produca nuovi frutti. Perché se c’è qualcosa di positivo in questa era a forte digitalizzazione – e vi assicuro che c’è!- è proprio nella contaminazione, nella partecipazione, nella mescolanza.

È la ricchezza di generi, di genie, di genti, di popoli, di pareri diversi, che fanno parte di un tutto universale e danno anima all’essere, al cuore pulsante della società umana di ogni tempo, che in tutte le epoche può vivere, sempre giovane o più matura, e rinascere e crescere, pronta a credere in una nuova idea di futuro, ogni volta aldilà di sé stessa.

Se è così, dunque, nessuno dev’essere escluso.

Nessuno Escluso
Nessuno Escluso. Photo by Guido Hofmann

La salute, ad esempio, è un diritto universale, che deve essere garantito anche a chi non ha un’assistenza sanitaria adeguata, anche a chi non ha una casa, a chi è senza fissa dimora, anche a chi vive in condizioni di precarietà.

L’emergenza Covid-19 che stiamo attraversando ha travolto il nostro sistema sanitario e ha costretto il governo italiano a misure straordinarie. A queste misure è necessario associare un intervento eccezionale per combattere le diseguaglianze e garantire a tutti l’accesso alle cure e alle misure di prevenzione del contagio.

In futuro potremo anche avere delle cure efficaci contro il Covid-19 e magari un vaccino.

Ma, allora chi penserà:

  • alle persone anziane e con malattie croniche?
    Gli anziani e le persone con condizioni mediche preesistenti (come l’asma, il diabete o le malattie cardiache) sembrano essere più suscettibili ad ammalarsi gravemente.
  • alle persone in prima linea, a tutti quegli operatori sanitari che si spendono senza risparmiarsi nella lotta alla pandemia?
    La possibilità di essere infettati durante il lavoro, i turni più lunghi, il disagio psicologico, sono certamente minacce concrete.
  • alle persone senza fissa dimora?
    Le persone senza fissa dimora, compresi coloro che dormono in strada, corrono un elevato rischio di contrarre il virus. Se si ammalano, non possono conformarsi alle misure di contenimento raccomandate e possono incontrare ostacoli nel mettere in atto le misure di prevenzione.
  • alle categorie vulnerabili quali migranti e Rom?
    Sono persone che vivono in condizioni igieniche e abitative precarie. Per loro il Covid-19 è un rischio concreto. Nei ghetti, nei campi, negli insediamenti informali, per strada.
  • alla popolazione carceraria?
    Le persone detenute, nonché il personale che lavora all’interno delle carceri, spesso sovraffollate, corrono un alto rischio di contagio.
  • alle donne?
    Per molte donne e ragazze, “stare a casa” significa essere confinate in un ambiente non sicuro o ritrovarsi costantemente a convivere con un partner violento. Devono continuare ad accedere alla protezione e ai servizi di supporto soprattutto in questo periodo di emergenza.
  • ai lavoratori precari?
    Le persone con forme precarie di lavoro sono spesso colpite in modo sproporzionato dalle misure adottate per affrontare la pandemia. Non ricevono adeguate protezioni sociali, il che significa che perdono i salari e non hanno alcuna retribuzione per malattia.

Ecco, in questa emergenza sanitaria senza precedenti, che nessuno – o solo pochi di noi – avrebbero mai potuto presagire, la crisi rivela come diverse forme di esclusione, soprattutto disuguaglianze e violazioni dei diritti umani, siano interconnesse.

Nessuno Escluso. Photo by Tim Marshall
Nessuno Escluso. Photo by Tim Marshall

Tuttavia, questa circostanza – seppur drammatica – costituisce anche un’opportunità unica per apportare i cambiamenti profondi necessari per diventare la società che vogliamo essere.

È urgente, allora, progettare e attuare misure specifiche per garantire i diritti di tutti e – soprattutto – dei gruppi che non sono nella condizione di potersi proteggere, affinché nessuno venga escluso, nessuno venga discriminato, secondo il principio universale di uguaglianza e non discriminazione.

Ciascuno di noi, perciò – parafrasando il Mahatma Gandhideve essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

È per questo che Amnesty International Italia rivolge un appello al governo Conte affinché garantisca a tutti il diritto universale alla salute.

 

Solo uniti usciremo da questa crisi.

Solo se nessuno resterà escluso saremo più forti domani.

Stiamo, dunque, distanti, ora, ma uniti, sempre.

La petizione da firmare #nessunoescluso

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L’arricchimento culturale offerto dal privilegio di aver viaggiato in oltre 40 paesi diversi e la passione per il rispetto dei diritti umani s’incontrano su Kulturjam.it. Paola Nigrelli

 

 

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Paola Nigrelli
Giornalista, Ufficio Stampa e Comunicatore d’Impresa dal 2001. In Amnesty International Italia gestisce le relazioni con i media. Componente del Global Media Team, movimento mondiale sulle attività e strategie di comunicazione dell’organizzazione. È ideatrice del primo blog multi-autore sui diritti umani in Italia “Le persone e la dignità” di Corriere della Sera e Amnesty International. Socia e attivista di Amnesty International. Collaboratrice volontaria presso l’Ufficio Stampa e Comunicazione del Comitato Italiano per la Giornata Mondiale della Gioventù del 2000. Specializzata in Comunicazione Integrata d’Impresa, Ufficio Stampa Digitale e Online Media Relations presso la Business School de Il Sole 24 Ore, Corporate Storytelling Specialist.

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