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martedì 12 Ottobre 2021
PanIncendio a Marghera, un dramma annunciato

Incendio a Marghera, un dramma annunciato

Nell’incendio divampato in uno degli impianti chimici di Porto Marghera, comune di Venezia, due operai hanno riportato ustioni gravissime e numerose persone sono rimaste intossicate: questo è il bilancio ancora provvisorio dopo 24 ore.

Dopo la violenta esplosione divampa l’incendio a Marghera

Ieri mattina, alle 10.10 circa, è esplosa parte degli impianti di produzione di acetone della 3V Sigma un’azienda chimica del polo industriale, già al centro di molte polemiche sulle questioni salute, sicurezza e tutela dell’ambiente.

Dopo una prima violenta deflagrazione, è divampato un enorme incendio che ha generato nubi e ceneri tossiche davvero impressionanti. Secondo gli accertamenti ancora in corso, sarebbe esploso uno dei serbatoi di metatoluidina, di oltre mille metri cubi, mettendo al rogo l’intera struttura industriale.

Un impianto già contestato

Recentemente la 3V Sigma era stata richiamata dai sindacati per la scarsa sicurezza in cui lavorano i suoi operai, e a luglio di un anno fa, era stato indetto uno sciopero di 24 ore dei lavoratori degli impianti di Porto Marghera. Al momento della deflagrazione, più di 40 dipendenti dell’industria chimica si trovavano nelle vicinanze.

Le vittime dell’incendio: due operai gravemente ustionati

L’esplosione ha coinvolto diversi operai, uno tra questi è stato completamente avvolto dalle fiamme, ed è ricoverato al Centro grandi Ustionati di Verona, in prognosi riservata.

Un altro, ustionato meno gravemente, si trova invece nel vicino ospedale di Mestre, insieme a 4 persone, pesantemente intossicate dai fumi nocivi.

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I mezzi impiegati per domare le fiamme

L’incendio alla 3V Sigma è stato domato dopo più di 3 ore di interventi di elicotteri, di tutte le squadre disponibili della zona dei vigili del fuoco, e dai Nbcr – acronimo di Nucleare, biologico, chimico, radiologico – ovvero un gruppo di specialisti esperti in contagi e danni a persone, animali e cose.

Sono stati impiegati inoltre 2 carri speciali da scali aeroportuali, che hanno inondato di schiuma le ultime fiamme, estinguendo completamente l’incendio.

Le immagini dall’elicottero dei Vigili del Fuoco

 

La nube tossica

La corposa nuvola di fumo nero è stata ben visibile da parecchi chilometri di distanza, destando seria preoccupazione in tutta la provincia. La Protezione Civile ha ordinato ai residenti del luogo e dintorni di chiudere finestre e porte, e di non uscire all’aperto.

Il Comune ha avvisato la popolazione prima con una speciale sirena di allarme, seguita poi da una telefonata registrata direttamente dal sindaco, in cui si precisava: “Non si tratta di una esercitazione, né di uno scherzo, non dovete uscire, chiudete tutte le imposte, sigillate le fessure con i panni bagnati”.

Il sistema di produzione degli impianti chimici infatti lavora con molte sostanze pericolose, quali idrogeno, solventi, acetato di etile, acetone, e produce intermedi di chimica fine, ovvero sostanze richieste da altre aziende.

Gli impianti di Marghera: un pericolo ignorato

La potenziale pericolosità delle industrie chimiche veneziane era già stata segnalata a gran voce, e da più parti.

Come sottolinea il gruppo comunale di Rifondazione Comunista:

“L’incendio in corso a Marghera non è un incidente ma il prodotto di un contesto già ampiamente denunciato da lavoratori.
Questa situazione, derivante dalla volontà dell’azienda di non fare nuove assunzioni, non poteva che produrre la massima insicurezza in una fabbrica chimica a due passi da un quartiere di Marghera i cui abitanti ancora una volta sono costretti a chiudersi in casa al suono delle sirene di allarme”.

Effetti per la popolazione e per l’ambiente

Ad incendio spento, il resoconto dei danni riportati a persone, cose ed ambiente, dovrà tenere conto degli effetti nocivi delle esalazioni chimiche anche a distanza di tempo.

I disturbi sull’organismo umano più diffusi dalla combustione di sostanze come l’acetone, sono:

  • mal di gola;
  • irritazioni del tratto respiratorio;
  • respiro corto e/o asmatico;
  • tosse;
  • edema polmonare;
  • mal di testa;
  • nausea;
  • vomito.

I sintomi possono manifestarsi anche a distanza di tempo.

Danni nel tempo

Concentrazioni di 20 parti per milione di certi gas tossici sono sufficienti per provocare l’irritazione del tratto superiore delle vie respiratorie, e tempi di esposizione di soli 1 o 2 minuti possono causare gravi danni ai polmoni.

Concentrazioni maggiori provocano soffocamento immediato a causa dei vasti danni polmonari. L’edema polmonare può insorgere anche dopo un tempo di latenza di alcune ore (5-8 ore). Il liquido causa ustioni cutanee e danni corneali. L’acetone è cancerogeno.

L’ambiente nel suo intero dovrà fare i conti con la conseguente contaminazione di aria, fiumi, laghi, mare.

In attesa dei dati analitici  forniti da Arpav, il Comune di Venezia sta raccomandando in via precauzionale, di non raccogliere a scopo alimentare ortaggi o frutta nei territori coinvolti.

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Beatrice Pallotta
Giornalista free lance

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