Carne “sintetica”. Oipa: “Governo Meloni sottomesso a categorie che sfruttano gli animali. Portatori d’interesse a loro tutela mai considerati”. Comparotto: “Un’alternativa etica alla produzione di carne che può andare incontro a chi ancora non ha abbracciato la scelta vegetariana o vegana, che noi comunque auspichiamo”.
Carne “sintetica”, un’alternativa etica
Un Governo sempre più sottomesso alla volontà delle categorie che lucrano sulla pelle degli animali e che non ascolta le istanze, altrettanto legittime, di altri portatori d’interesse – come le associazioni che tutelano gli animali e il loro benessere – mai convocati ai tavoli, sempre ignorati. Così l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) sul disegno di legge che vuole vietare la produzione e il consumo della cosiddetta “carne sintetica”, definizione volutamente erronea atta a suscitare un’ingiustificata repulsione. In realtà si tratta di carne coltivata derivante da cellule, un prodotto alimentare che viene realizzato utilizzando cellule animali.
Si tratta di una produzione che offre una soluzione a diversi problemi correlati alla produzione della carne: una produzione che non lede il benessere animale, la sostenibilità ambientale e la sicurezza alimentare, fa notare l’Oipa.
“Dal punto di vista del benessere animale, la carne coltivata è un’alternativa etica alla produzione di carne, che comporta mesi o anni di sofferenze in allevamento e che si conclude con l’uccisione degli animali”, commenta il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. “Anche se la produzione di carne coltivata richiede l’utilizzo di cellule animali, può rappresentare un’alternativa cruelty free alla produzione di carne che può andare incontro a chi ancora non ha abbracciato la scelta vegetariana o vegana, che noi comunque auspichiamo”.
L’Oipa ricorda che, secondo i dati Nomisma, il mercato mondiale della carne in vitro ha già registrato importanti investimenti, pari a 1,3 miliardi. E il portavoce della Commissione europea Stefan De Keersmaecker ha parlato di un possibile via libera in Ue al cibo prodotto in laboratorio a patto che rispetti gli standard nutrizionali.

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