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Il governo Meloni ha sdoganato la caccia alle specie di fauna selvatica (senza distinzioni) anche nelle aree protette e nelle aree urbane. In questi giorni, nel silenzio assoluto, sono stati sterminati tutti i mufloni del Giglio. La testimonianza di Piero Liberati, fondatore di ValleVegan ai microfoni di Radio Blackout.
Caccia selvaggia con le regole del governo Meloni. La testimonianza di Piero Liberati
Piero Liberati è il fondatore dell’oasi animalista di ValleVegan nel comune di Rocca S.Stefano (RM), luogo culto e simbolo, di uno spazio senza confini, senza sofferenza e senza sfruttamento animale.
Ospite a Radio Blackout* ha parlato delle nuove leggi introdotte dal governo Meloni che regolamentano la caccia in Italia, e di ciò che significano per il mondo animale, già messo alle strette da tante altre dannose forme di attività antropica.
Ricordiamo che a fine dicembre 2022, con la nuova legge di bilancio, il governo ha introdotto delle sostanziali e pericolose modifiche ad alcune leggi che regolamentano la caccia con varie giustificazioni, tra cui quella della sicurezza umana e della salvaguardia della biodiversità (sic!), si è sdoganata la caccia alle specie di fauna selvatica (senza distinzioni) anche nelle aree protette e nelle aree urbane, in qualsiasi momento dell’anno e su decisione delle singole regioni, senza vincoli di parere dell’Ispra.
A festeggiare per queste ulteriori concessioni i cacciatori, la cui lobby, da sempre legata ad altri circuiti influenti come quello dei produttori di armi, dimostra ancora una volta il proprio potere e il proprio peso sulle decisioni della politica.
Nonostante la caccia sia considerata da abolire secondo la stragrande maggioranza degli italiani e comporti un alto numero di vittime e feriti umani ogni anno, la guerra al selvatico continua a spron battuto.
Speciale Radio Blackout con Piero Liberati
*Articolo ripreso da Radio Blackout
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