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mercoledì, Agosto 17, 2022

Resa dei conti a Kiev? Zelensky caccia il capo degli 007 e la procuratrice generale

Ondata di “purghe” interne al governo ucraino. Zelensky caccia il capo degli 007 : “Prove documentate di sospetto tradimento”. Secondo Kiev potrebbero aver favorito l’avanzata dei russi.
L’ex capo delle spie ucraine sarebbe stato arrestato. Segnali di frattura interna al potere, secondo diversi analisti, soprattutto sulla gestione e la prosecuzione del conflitto con la Russia.

Zelensky caccia il capo degli 007 e la procuratrice generale

Il presidente Volodymyr Zelenskyy, in un discorso televisivo, rivolgendosi alla nazione, ha spiegato le ragioni delle clamorose rimozioni di Ivan Bakanov, capo della SBU, i servizi segreti, e di Iryna Venediktovam procuratore generale.

In particolare ha suscitato clamore l’arresto di Bakanov.  Il capo dello SBU è una figura di primo piano dell’entourage di Zelensky, suo amico di lunga data, che in passato ha gestito la sua società di intrattenimento e la sua campagna elettorale.

Secondo quanto riporta l’agenzia ucraina Unian, l’ex capo del dipartimento principale della sicurezza (Sbu) è stato arrestato in Crimea dall’Ufficio investigativo statale:
“Sono state raccolte prove sufficienti per la notifica, a questa persona, di sospetto tradimento. Tutte le sue azioni criminali sono documentate. Tutto ciò che ha fatto in questi mesi e anche prima riceverà un’adeguata valutazione legale”.

Zelensky ha poi aggiunto che “saranno ritenuti responsabili anche tutti coloro che assieme a lui facevano parte di un gruppo criminale che ha lavorato nell’interesse della Federazione russa”. Dunque l’accusa e di spionaggio e collaborazionismo con i russi.

Ma è solo la punta dell’iceberg poichè il presidente ucraino segnala che a oggi sono stati avviati 651 procedimenti criminali per tradimento e collaborazionismo. “In particolare, oltre 60 impiegati dell’ufficio del procuratore e del servizio di sicurezza ucraino Sbu, sono rimasti nel territorio occupato e stanno lavorando contro il nostro Stato”.

Il caso Kherson

Il 3 marzo i russi conquistano la città di Kherson, sulla sponda destra dell’estuario del Dnipro, nell’Ucraina meridionale. Secondo Zelensky, se il ponte che si trova sul fiume fosse stato fatto saltare in aria, il colpo russo sarebbe fallito. E invece, contravvenendo agli ordini arrivati direttamente da Kiev, il generale Serhiy Kryvoruchk, capo del direttorato dello SBU, il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina, ha ordinato ai suoi ufficiali di evacuare la città prima che le truppe russe riuscissero a prenderla d’assalto. A riportarlo è il noto sito di informazione ed approfondimento Usa “Politico”.

 

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