Whirlpool a Napoli: la politica è la grande assente

 

Whirlpool a Napoli, la rabbia degli operai: Da domani diventeremo cattivi, il governo mantenga le promesse

Whirlpool a Napoli: dov’è la politica?

Donald Trump ha dato inizio alla propria campagna elettorale per la rielezione a presidente degli Stati Uniti il 6 agosto nel cantiere Whirlpool di Clyde nell’Ohio. Ha ricordato ai lavoratori come la propria politica commerciale ha consentito a quello stabilimento di crescere di duecento unità lavorative nonostante una recessione nazionale che aveva appena registrato una contrazione di quasi 33 punti percentuali.

Vincenzo De Luca non ha mai poggiato piede nello stabilimento Whirlpool di via Argine a Napoli, non risulta che sia comparso mai tra gli stabilimenti mono commissione dell’indotto distribuiti tra Sant’Angelo dei Lombardi, Montoro e Forino nell’avellinese o a Carinaro in provincia di Caserta.

Antonio Marchiello, neoassessore regionale all’Attività Produttive, al tavolo convocato il 22 ottobre dal Mise nel suo intervento durato qualcosa come un minuto non ha accennato ai 20 milioni ipotizzati dalla Regione Campania in campagna elettorale, misura questa una tantum che a conti fatti rappresenta un incentivo di 29mila euro a lavoratore, se contiamo anche l’indotto, poco più di uno stipendio lordo annuale e nessuna strategia industriale o finanziaria a sostegno del comparto.

Whirlpool a Napoli la politica è la grande assente

Il sorprendente stupore del governo

Appare chiaro che la Regione non ha una politica industriale nemmeno sotto forma di scarabocchio. Ci si chiede questa l’abbia il governo il quale ieri si è ripresentato a otto giorni dalla paventata chiusura dello stabilimento senza sostanziali novità e interpretando, con apprezzabile audacia, stupore e smarrimento dinanzi le già conosciute scelte aziendali.

Risulta difficile immaginare che il premier Conte non abbia accennato alla questione Whirlpool al cospetto del Segretario di Stato Usa Mike Pompeo durante la recente visita capitolina lo scorso 30 settembre.

Il dato che non sia noto l’esito del confronto rappresenta un pessimo segnale non solo per la vertenza stessa, ma per l’autenticità della relazione tra i due paesi. Riecheggia maldestramente il Giuseppi consacratore di trumpiana memoria, allora tanto osannato dai senatori pentastellati nostrani, gli stessi che evitano di visitare lo stabilimento in dismissione.

Da governo e regione è da auspicare, da pretendere, una strategia diversa dalla mascherina elettorale a stelle e strisce ostentata da Salvini (accontentiamoci del fatto che ostenti la mascherina).

Napoli e tutto il Mezzogiorno esigono sul tema del lavoro un ceto politico autorevole.

 

 

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Alessandro Di Rienzo

About Alessandro Di Rienzo

Giornalista napoletano, studioso di filosofia, insegna giornalismo ai migranti "affinché si narrino da soli" per l’associazione Kosmopolis.
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