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sabato 27 Febbraio 2021
Polis Virginia Raggi si ricandida: cose fatte, non fatte e malfatte
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Virginia Raggi si ricandida: cose fatte, non fatte e malfatte

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Tra l’impresentabilità della destra locale e le titubanze della sinistra, Virginia Raggi si ricandida. E potrebbe farcela nuovamente.

Virginia Raggi si ricandida.

Quel che sembrava appena pochi mesi fa un’ipotesi improbabile, ovvero la possibilità che Virginia Raggi si ricandidasse alla carica di Sindaco di Roma, è invece divenuta realtà e nel sotto vuoto della politica potrebbe anche farcela.

Le critiche, le difficoltà, i vincoli del mandato unico, tutte cose superate, d’altronde il mondo pre-covid in questo momento appare lontanissimo.

Avuto il bene placet dei dirigenti del M5S e della fantomatica piattaforma Rosseau, Virgina Raggi si ricandida a Sindaco di Roma ufficialmente.

Eletta nel 2016 con un 67 per cento di preferenze, è il primo sindaco donna del comune di Roma. Dice che ci ha pensato bene e contro tutti i nemici che la odiano lancia la sfida alla cattiva politica.

Per questo inaugura il sito delle cose fatte, Cosefatte.it  dove, come un bambino trovato a mangiare gelati in salotto mentre la cucina va a fuoco, elenca le straordinarie gesta dalla sua amministrazione.

Ora il vero problema è costruire una squadra di 300 elementi, visto che tutti quelli che l’hanno appoggiata nel 2016 si sono dissolti, o peggio sono in attesa di giudizio.

Faccio cosi una breve sintesi del suo mandato

Virginia Raggi si ricandida: cose fatte, non fatte e malfatte

Cose fatte. Cose non fatte. Cose fatte male.

In cosefatte.it potete leggere: Quando diranno che non hanno fatto nulla, che sono incompetenti, questo è il conto da presentare.

Conosciamo tutti le difficoltà che ci sono per i rifiuti urbani,  questo problema ha bisogno di molto tempo per essere risolto. Nulla da eccepire la situazione dell’immondizia a Roma è drammatica. Infatti Virginia avrebbe dovuto essere più cauta nei suoi primi proclami.

La Raggi con grande ottimismo e in vena di cambiamento nel 2016 annunciava: entro Agosto (2016) risolveremo il problema.

La scelta iniziale per affrontare l’emergenza cadde sull’assessore Paola Muraro, un disastro. L’impasse all’Ama è faccenda ben più grave dei sogni efficentisti della Muraro. A novembre i primi avvisi di garanzia e dopo le conferme delle indagini a suo carico si dimette. Verrà poi sciolto per ben due volte il CdA di Ama.

Chiuse le discariche di Colleferro e Malagrotta (in realtà da Marino e Zingaretti), andranno chiusi per incendio i TMB di Via Salaria, e Tor De Cenci. La capitolazione definitiva si ha (dopo i vedrete e i faremo) quando a Natale si indica una nuova mega discarica da 700 tonnellate al giorno nella zona di Monte Carnevale nei pressi di Valle Galeria,.

Per questo salta anche il parlamentino pentastellato nell’XI municipio, che defenestra un altro pupillo del sindaco.

Volente o nolente, mafie o corruzione, poteri forti o fallimentare gestione pubblica, persino la declamata e pubblicizzata raccolta differenziata nei municipi XI e V ha prodotto nel 2020 un calo di 8 punti percentuali. Passando dal 43 al 35%. E dire che nel Bilancio delle cose fatte riporta 74,000 nuove utenze mai censite prima. Quindi si presume maggiori incassi.

Lo sappiamo, è colpa della precedente amministrazione

Lo ripetono da sempre. La precedente amministrazione aveva alcuni grossi ostacoli che costeranno cari a Marino. Il trasporto pubblico, e l’Acea cioè le controllate. Ma anche una cosa chiamata Mafia Capitale.

E dunque non sembrò brillantissima da parte della neoeletta sindaca la nomina di Raffaele Marra (finito in manette) e Lanzarote come suoi capi di gabinetto. Entrambi finiti indagati per corruzione.

La Raggi dichiara di aver salvato il trasporto pubblico e pagato le metropolitane. Il saldo di Salini Costruttori per le nuove stazioni e per la linea C (che la Raggi ha bloccato negli scavi) già promesso da Marino, ha un complessivo importo di 420 milioni, ed è in buona parte proveniente dai soldi della Regione e in parte da una fondo apposito nella finanziaria 2018.

Gli scavi sono stati fermati al Colosseo e forse come tutte le cose di Roma, troverà soluzione nel XXV secolo o giù di li.

È l’isis? Hamas? Darth Vader? No, è l’Atac

L’Atac ha concordato e consegnato i bilanci in tribunale ottenendo una rettifica a bilancio con garanzie di immobili, una piccola boccata d’aria.

A fronte di 100 nuovi autobus e qualche assunzione, brucia un autobus a settimana cioè 52 in un anno.
Uno autobus il 15 di giugno si è immolato come un bonzo nella galleria di Monte Mario il giorno dopo  l’inaugurazione, dopo averla cioè chiusa per tre mesi per ripulirla dal fumo.
Questa è sfortuna sindaco.

Acea colpisce ancora

A far pace con Acea ci ha pensato la magistratura che prima ha indagato Luca Lanzarone per la vicenda stadio, poi Donnarumma per 2 fondi da 25,000 euro ritenuti corruzione. Cambio del Cda, quello tanto odiato da Marino, ed ora c’è un avvocato Milanese, Michaela Castelli, speriamo bene.

Acea comunque consolida un debito di 3,5 miliardi ma distribuisce comunque un discreto dividendo ai soci. Per quanto le condotte di Acea a Roma fanno acqua da tutte le parti in senso letterale, perdendo sino al 62% del trasportato. (fonte Agi).

Nel 2017 Acea prometteva 100 milioni di investimento sulle condotte ma i lavori non si sono mai visti.
I fondi dell’emergenza Covid destinati dalla regione nel mese di Aprile, vedranno luce forse e verranno distribuiti in Novembre (prevedendo un secondo lockdown presumo), gli uffici del comune sono in smart working e non si riceve risposta.

Le attività che ottenevano ampliamenti in deroga ricevevano multe per inosservanza delle leggi sul decoro. L’aumento enorme degli autovelox e delle multe di varia natura per far cassa sono invece una realtà.

Per ammansire  il comparto comunale la sindaca ha aumentato i buoni pasto da 5 a 7 euro per gli impiegati. Basteranno?

Tra le cose che leggevo nelle cose fatte c’è Ostia lido, dove nell’Ex faber si è aperta l’Estate Romana, (nel mentre siamo alla seconda sparatoria sul lungomare in un semestre). E dire che per fortuna della sindaca il clan Spada è sotto processo. Allora i nemici sono le opposizioni ? No i Cinque Stelle stessi.

Virginia Raggi si ricandida: avventure al municipio

Nell’VIII municipio Garbatella San Paolo, Pace era stato sfiduciato dai suoi già nel Marzo 2017, dopo il commissariamento di 18 mesi siamo ora arrivati in Gennaio 2020 ad una minigiunta con Ciaccheri.

Nel III municipio la presidente Roberta Capoccioni, ora assessore al V municipio (si sa che anche lei tiene famiglia), viene sfiduciata nel 2018 dai suoi stessi compagni di movimento. E la seconda tornata porta la maggioranza al Pd.
Il meglio lo si ottiene nel IV (Tiburtina) dove viene raggiunta l’unanimità di 24 voti di sfiducia a Roberta della Casa compresi i 15 M5S (tutti sospesi da Crimi).

La Raggi se ne frega e la nomina commissario. Poi, come già accennato, c’è l’XI Portuense, e anche qui cade la giunta per il pasticcio dello Stadio e della discarica.

Nel conto della Raggi, tra le cose risapute, poi ognuno le giudicherà come crede, troviamo l’aver bloccato le olimpiadi e lo stadio della Roma, la Fiera; poi la questione delle case popolari, gli sgombri fatti (solo a danno di immigrati e spazi sociali) e annunciati (Casapound), oltre ad aver accettato un compromesso per la nuova discarica accanto a Malagrotta.

Virginia Raggi si ricandida: cose fatte, non fatte e malfatte

Ci sarebbe poi l’annosa questione delle buche stradali, diventata materia da meme, che potrebbe sembrare secondaria se non fosse che appena qualche mese fa, nel famigerato mondo pre-covid, non consentirono nemmeno il passaggio del Giro d’Italia.

Virginia non lascia, raddoppia

Però, sempre leggendo le cosefatte ha l’encomiabile riuscita di aver presentato un App per la ricerca delle fontanelle a Roma,  quelle che qui chiamiamo Nasoni (quelli funzionanti), aver abbattuto 4 case dei Casamonica e 2 stabilimenti abusivi ad Ostia; aver costruito una ciclabile su Via Tuscolana e fatto impiantare una decina di luci per l’ illuminazione a Led delle mura di Porta Metronia.

Le rivoluzioni, come quelle che promettevano i Cinque Stelle, hanno bisogno di tempo, ma Roma ne ha ancora?

A favore di Virginia c’è l’impresentabilità della destra locale e le titubanze della sinistra. I contro sono riassumibili nella battuta al fulmicotone di Stefano Cappellini su La Repubblica: esistono due scuole di pensiero. Quelli che pensano che abbia fatto discretamente come sindaco di Roma. E quelli che vivono a Roma.

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Daniele De Sanctis
Daniele De Sanctis
programmatore, ghost writer in economia, Laurea in “cose inutili e altre amenità”. Produttore esecutivo tv per conto della Rai sino a Maggio 2009. Sommelier, insegna a Perugia nel 2009 nei laboratori professionalizzanti dell'Università degli studi UNIPG. Con Slow Food Roma per 10 anni, organizzo “Gas”. Dal 2013 collabora come editorialista per la rivista Agrodolce.

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