Quotidiano on-line ®

22.1 C
Rome
mercoledì, Agosto 10, 2022

Strage di Mottarone: se le imprese fanno più morti della mafia

Il quadro che emerge per la strage di Mottarone sottolinea per l’ennesima volta che la logica del profitto è la vera causa delle tragedie.

Strage di Mottarone: il rischio calcolato

Gli arresti per la strage della funivia Stresa-Mottarone del gestore dell’impianto Luigi Nerini, titolare della Ferrovie del Mottarone, il direttore dell’esercizio Erico Perocchio e il responsabile del servizio, l’ingegnere Gabriele Tadini, gettano una luce inquietante su tutta la vicenda.

I tre indagati hanno ammesso che sapevano dei malfunzionamenti alla cabina in cui sono morte 14 persone: per evitare ulteriori interruzioni al servizio il freno era stato disattivato volontariamente.

Strage di Mottarone, il profitto è il killer: freno disattivato volontariamente

Dunque non si parla più di malfunzionamento per la strage della funivia ma delle conseguenze di scelte sciagurate fatte dentro una logica di profitto.

Tornano in mente la strage del Ponte Morandi o lo stillicidio di morti sul lavoro.
A poche settimane dalla morte atroce di Luana D’Orazio maciullata dal telaio manomesso per accelerare la produzione, ancora una volta è la logica del profitto la vera causa delle tragedie.

Se poi pensiamo ai numeri dei morti di covid causati dalla continua pressione di imprese e Confindustria contro lo stop alle attività non essenziali le cifre sono da guerra.

I morti sul lavoro continuano ad aumentare, perché?

La realtà rimossa del nostro paese è che le imprese fan più morti della mafia.
E la cosa assurda è che dal mondo delle imprese, dai loro media, dai loro partiti di governo continui l’attacco ai troppi controlli, alle troppe leggi e la ricerca di sempre più semplificazioni.

Il problema italiano è opposto: lo Stato ha il dovere di proteggerci da imprenditori irresponsabili che mettono in pericolo la vita di lavoratrici e lavoratori, di utenti e cittadini.

Anteporre profitti a sicurezza e salute è una patologia capitalistica del nostro paese: quelli della funivia avranno pensato che il loro era rischio calcolato?

 

Maurizio Acerbo
Maurizio Acerbo
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea. Attivista, agitatore culturale. Comunista democratico, libertario e ambientalista. Marxista psichedelico.

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli