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domenica 7 Marzo 2021
Polis Saverio Cotticelli e la superficialità come prassi e non eccezione

Saverio Cotticelli e la superficialità come prassi e non eccezione

Tra superficialità delle istituzioni e la sempreverde pratica dello scaricabarile, il caso Cotticelli ci ricorda che non c’è potere senza il fardello della responsabilità.

Saverio Cotticelli è un caso

Saverio Cotticelli, questo nome corre sulle bocche degli italiani da qualche giorno, accompagnato da indignazione e sgomento.

Nominato commissario ad acta nel dicembre 2018 dal Consiglio dei Ministri e dall’allora Ministro della Salute, Giulia Grillo (M5S), che all’epoca dichiarò:

Si tratta di nomine cruciali per questi territori, che hanno non solo difficoltà di bilancio, ma soprattutto che non riescono a dare ai cittadini il livello di servizi sanitari che la legge richiede.

Parole che hanno uno strano suono riascoltate oggi alla luce dei fatti. La Grillo proseguì dicendo:

I commissari ad acta sono figure di garanzia, che incarnano i valori della competenza, onestà e trasparenza, da sempre miei cavalli di battaglia. Sono sicura che porteranno buoni risultati. Le personalità designate stasera dal Cdm hanno tutti i requisiti per fare un buon lavoro, vi assicuro che lavoreremo a stretto contatto e tra sei mesi valuteremo i risultati. Voglio rassicurare i cittadini molisani e calabresi che l’impegno di questo governo è totale per risollevare la sanità delle loro regioni.

L’autodafé televisivo

Saverio Cotticelli, 69 anni, originario di Castellammare di Stabia, è un ex generale dei Carabinieri in pensione, che fece anche parte dei Nas – Nuclei Antisofisticazione e Sanità.

Dopo la vergognosa figura davanti alle telecamere di Titolo V e l’intervento di Conte si dimette. Tenta tuttavia di salvare l’onore offrendosi ad un’altra gogna pubblica, spiegando a Giletti in Non è l’arena, che quel giorno non era in sé. Dichiara di aver accusato un malore, con gli occhi spalancati dice di non essersi riconosciuto in quel video. Vogliamo dargli il beneficio del dubbio? Vorremmo perché non riusciamo ad accettare che una simile incuranza sia possibile, specialmente in un momento delicato come quello attuale.

Eppure, nelle riprese di Titolo V, Cotticelli appare così superficiale da essere disarmante. Seduto alla sua scrivania ricoperta di fogli sparsi sembra cadere dalle nuvole ad ogni domanda del giornalista, sembra non sapere nulla, come calato su quella sedia il giorno stesso. Si sente la voce fuoricampo di una sua collaboratrice, tale Maria, che lo riprende perché impreparato, il tono della donna è accusatorio, ma sembra quasi una madre stanca di ripetere sempre le stesse cose al figlio.

Comunque, le sue parole purtroppo sembrano corrispondere alla realtà, i posti letto scarseggiano – come ovunque – e in molti ospedali non ci sono percorsi appositi per i malati covid e gli operatori addetti, rischiando così di infettare chiunque passi per i triage.

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Meno male che c’è Maria

Pochi giorni dopo scopriamo che Saverio Cotticelli ha effettivamente firmato quel Piano covid, forse gliel’ha ricordato Maria, ma ciò non rende il Commissario più affidabile, anzi. L’onere della sua carica si smarrisce nell’oblio dell’ignoranza.

Tuttavia, in questo marasma, oltre quella negligenza, un lato positivo potrebbe esserci: la terribile emergenza che stiamo affrontando da 8 mesi non permette errori, le figure istituzionali incompetenti così come i politici non all’altezza pagano e pagheranno la loro superficialità con la perdita di credibilità e conseguentemente di potere.

Non c’è spazio oggi per l’incompetenza e la leggerezza, servono persone serie, affidabili, precise. Non c’è spazio per i Cotticelli, per i Trump negazionisti e incitatori d’odio, non c’è spazio per i deputati che cercano di dividere gli animi popolari nel bel mezzo di un’emergenza.

C’è bisogno di una classe politica e di un tessuto istituzionale pronto ad assumersi le proprie responsabilità, di qualcuno che invece di dire non spettava a me, come rispose Saverio Cotticelli negando che la redazione del Piano covid fosse di sua competenza, prenda decisioni accettando un semplice assunto: nessun potere viene senza il fardello della responsabilità.

Aspettiamo di vedere quante altre teste farà saltare questa pandemia.

 

 

 

 



Alessandra Spallarossa
Alessandra Spallarossa
Laureata in Mediazione Linguistica alla Sapienza, per vivere lavora come consulente di comunicazione a Roma, per passione scrive, legge e insegna yoga. Ha pubblicato il romanzo "La luna crescente" (Emersioni, 2020)

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