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mercoledì, Agosto 17, 2022

Rinat Akhmetov, l’ombra dell’eminenza grigia su Zelensky

Rinat Akhmetov, l’oligarca più ricco e intoccabile d’Ucraina, proprietario di Metinvest, multinazionale siderurgica che possiede le acciaierie Azovtsal e Illich. I suoi rapporti con Zelensky prima della guerra erano tesissimi, ma l’invasione di Mosca ha cambiato le carte in tavola.

Rinat Akhmetov l’oligarca più ricco (e intoccabile) d’Ucraina.

Rinat Akhmetov, 55 anni, non è un oligarca ucraino come gli altri perchè proviene da una minoranza: è tataro e musulmano, figlio di minatori del carbone di Donetsk e lui stesso ex minatore. Oggi è l’uomo più ricco, potente e temuto d’Ucraina.

La sua carriera prende il volo da un fatto oscuro: nel 1995, un attentato con circa 12 chilogrammi di tritolo piazzati allo Shakhtar Stadium di Donetsk uccide Akhtat Bragin,  l’imprenditore e criminale più potente del Donbas, di cui Akhmetov era stato prima assistente e poi socio d’affari.

Akhtat Bragin

Il caso è rimasto irrisolto. Akhmetov ha sempre negato le accuse, senza però mai entrare nei dettagli della sua ascesa imprenditoriale. Eppure, pochi mesi dopo l’attentato, subentrò alla presidenza dello Shakhtar e acquisì grossa parte dei beni di Bragin.

Il politologo specializzato in Ucraina Andrew Wilson ha definito l’Akhmetov dei primi anni ‘90 come il sicario del “clan tataro” di Bragin, responsabile dell’uso di minacce ed estorsioni durante la privatizzazione delle risorse industriali della regione.

Oggi ha il primato di essere il più ricco d’Ucraina e colui il cui patrimonio è diminuito di più: da quasi 14 miliardi di dollari a 4,2 durante la guerra.

Proprio per questo il 27 giugno Akhmetov ha intentato una causa contro la Russia alla Corte europea dei Diritti dell’uomo. Ma non per i massacri di guerra ma per i danni misurati in miliardi di dollari causati dai combattimenti alle acciaierie Azovstal e Illich a Mariupol. Entrambe fanno parte di Metinvest, multinazionale siderurgica controllata dalla holding Scm, che raggruppa le ricchezze di Akhmetov: circa 7,1 miliardi, secondo i dati Forbes del 2022.

Acciaierie Azovstal

La sue presenza nei giochi di potere a kiev è tentacolare. Su Remocontro si può leggere:

«La sua presenza è tentacolare, spesso sottotraccia, nella politica ucraina». Rapporti favorevoli con tutti i presidenti ucraini, in particolare con Viktor Yanukovich, di cui ha finanziato le elezioni nel 2004 ma che ha abbandonato dopo le proteste di Euromaidan. Allo scoppio delle rivolte nel Donbas, molti combattenti separatisti hanno dichiarato di essere sponsorizzati da Akhmetov. Nel 2015 il procuratore generale ucraino Vitaly Yarema lo convocò con l’accusa di finanziamento al ‘terrorismo in Donbas’, i separatisti fili russi. Infine l’accusa di finanziare il partito filorusso Piattaforma di opposizione, il cui leader Viktor Medvedchuk è stata arrestato in aprile per tradimento di stato.

Zelensky e l’ombra di Akmethov

I rapporti tra Volodymyr Zelensky e Akhmetov, prima delle guerra erano tesissimi. Nel novembre del 2021, il presidente lo accusò di aver pianificato un colpo di Stato con l’aiuto della Russia.

Il 23 febbraio, Zelensky convocò a Kyiv tutti gli oligarchi ucraini, Akhmetov compreso, che, a poche ore dall’invasione disse “è il momento di dimenticare i rancori personali”. Il giorno dopo definì il capo del Cremlino Vladimir Putin un criminale di guerra, e nei mesi successivi si è dichiarato “fiero” che la sua Azovstal fosse diventata il centro della resistenza di Mariupol. Salvo l’immediata denuncia per danni.

Intanto Zelensky, ha nominato Vasyl Maliuk come responsabile ad interim dei servizi segreti, l’Sbu, dopo aver sospeso a sorpresa Ivan Bakanov, suo amico d’infanzia, estromesso e (forse) arrestato con accuse di tradimento non meglio precisate da parte del presidente. Contemporaneamente ha inviato sua moglie, Olena Zelenska, negli Usa per incontrare il segretario di Stato, Antony Blinken. Cosa si muove sottotraccia?

Cosa si sono detti Biden e Zelensky?

Fonte – Remocontro

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