É impossibile avere i numeri esatti delle perdite dalle parti in causa, ma è possibile basarsi razionalmente sui dati certi disponibili per rendersi conto dell’assurdità sul numero dei russi uccisi in Ucraina che però vengono riportati dai nostri media senza battere ciglio.
Il conteggio dei russi uccisi in Ucraina: cosa non torna?
Adam Tooze è uno storico britannico, docente presso la Columbia University, molto attivo e seguito sui social. Da quando è scoppiato il conflitto in Ucraina, su twitter, il media preferito nella sfera d’influenza anglosassone per la propaganda, i suoi pareri divengono spesso “virali”.
Un suo recente tweet ci ha dato modo di approfondire una questione. Ha scritto Tooze: “Alcuni esperti temono che l’Ucraina stia spendendo truppe e attrezzature di alta qualità per uccidere semplici reclute carcerarie russe come “carne da macello”.” Wow, il linguaggio intorno alla battaglia di logoramento a Bakhmut sta diventando grottesco! Il rapporto 7:1 non è abbastanza buono per voi?”
“Some experts worry Ukraine may be expending high-quality troops and equipment to kill mere Russian prison recruits as “cannon fodder”.” Wow the language around the attritional battle at Bakhmut is getting grotesque! 7:1 ratio not good enough for you? https://t.co/aWhg4vE25J
— Adam Tooze (@adam_tooze) March 9, 2023
Dato il linguaggio utilizzato dall’accademico si potrebbe pensare a un pezzo di satira ma, purtroppo, non lo è. L’articolo che Tooze posta a supporto della sua affermazione è del Financial Times, ristampato sull’Irish Times, ed in realtà cita il capo della sicurezza nazionale ucraina Oleksiy Danilov che ha affermato che il rapporto di uccisioni era di uno a sette a favore dell’Ucraina.
Secondo l’articolo in questione, funzionari statunitensi ed europei (solita fonte vaga che stavolta vale, al contrario di quanto si appunta ad Hersh) stimano che 200.000 soldati russi siano stati uccisi o gravemente feriti dal febbraio dello scorso anno, e l’Ucraina circa la metà. Un funzionario occidentale ha affermato che la Russia ha subito “tra le 20.000 e le 30.000 vittime negli ultimi sei mesi”, aggiungendo che la maggior parte di loro erano mercenari che combattevano per la compagnia militare privata Wagner. Le operazioni di Wagner si sono concentrate in gran parte su Bakhmut. I funzionari della Nato stimano che un ucraino sia stato ucciso o ferito ogni cinque russi. Il capo della sicurezza nazionale ucraina Oleksiy Danilov la scorsa settimana ha stimato che il rapporto fosse “uno a sette a nostro favore”.
Prima di entrare nel dettaglio sull’assurdità di una tale affermazione, segnaliamo la prima cosa nonsense: se 200.000 russi fossero stati uccisi o feriti gravemente durante la guerra, mentre da 20.000 a 30.000 di questi sono stati uccisi o feriti solo negli ultimi sei mesi di assedio a Bakhmut, i primi sei mesi di guerra sarebbero costati alla parte russa 175.000 perdite. Cioè più del numero totale dei militari russi impegnati nelle operazioni, fino alla recente mobilitazione.
Cosa dicono i dati disponibili?
Ma anche il rapporto tra le vittime di Danilov è una montatura propagandistica (com’è ovvio che sia, avviene in tutti i conflitti da sempre).
É impossibile avere i numeri esatti delle perdite dalle parti in causa, ma è possibile basarsi razionalmente sui dati certi disponibili. Un dato certo disponibile è che la maggior percentuale di perdite sul campo (65% circa) è causata dall’artiglieria.
Il dipartimento medico dell’esercito degli Stati Uniti ha un libro sugli Agenti causali delle vittime in battaglia nella seconda guerra mondiale :
Un rapporto sugli agenti causali delle vittime in battaglia nella seconda guerra mondiale ha mostrato l’incidenza comparativa delle vittime di diversi tipi di armi per diversi teatri.
Da questi hanno tratto le seguenti conclusioni:1. Il fuoco di armi leggere rappresentava tra il 14 e il 31% delle vittime totali, a seconda del teatro d’azione: il teatro mediterraneo, 14,0%; il teatro europeo, 23,4 per cento; e le isole del Pacifico, il 30,7%.
2. I colpi di artiglieria e di mortaio insieme hanno rappresentato il 65% delle vittime totali nei teatri europei e mediterranei, rispettivamente 64,0 e 69,1. Nel Pacifico, rappresentavano il 47,0%.
Anche l’Enciclopedia Britannica osserva per la prima guerra mondiale : “Il maggior numero di vittime e ferite è stato inflitto dall’artiglieria , seguita dalle armi leggere e poi dai gas velenosi.”
Altro dato certo, i dati della Commissione Europea, citati da El Pais , dicono che la Russia ha un vantaggio di 10:1 in artiglieria :
“Secondo i dati della Commissione europea a cui EL PAÍS ha avuto accesso, la Russia spara tra i 40.000 e i 50.000 proiettili di artiglieria al giorno, rispetto alle 5.000-6.000 forze ucraine spese. Il governo estone, che è stato uno dei maggiori contributori allo sforzo bellico di Kiev, stima l’uso medio di artiglieria tra 20.000 e 60.000 proiettili russi al giorno e tra 2.000 e 7.000 proiettili ucraini, secondo un documento inviato agli Stati membri dell’UE da Tallinn, a cui questo giornale ha avuto accesso.”
Le forze russe sparano dieci volte il numero di proiettili che gli ucraini possono sparare e dunque, considerando che, dati alla mano, in una guerra moderna il fuoco dell’artiglieria provoca oltre il 65% di tutte le vittime, è statisticamente assolutamente inverosimile quanto sostenuto dagli ucraini. Ci sono più probabilità del contrario, anche considerando la variabile che “chi avanza subisce più perdite”.
Propaganda e strategia
Ma minimizzare il numero di vittime che l’Ucraina ha a Bakhmut ed enfatizzare quelle nemiche, sembra essere uno schema di propaganda voluto e programmato per giustificare la decisione ucraina di mantenere la città il più a lungo possibile.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha insistito sul fatto che le sue truppe sarebbero rimaste per impedire alle forze russe di spostarsi “in altre città”, contrariamente a quanto avrebbero consigliato gli Stati Uniti, ovvero di abbandonare Bakhmut e passare a una campagna più mobile.
Le centinaia di veicoli corazzati che gli Stati Uniti e i paesi europei hanno fornito all’Ucraina nelle ultime settimane, inclusi 14 carri armati britannici, avrebbero lo scopo di aiutare l’Ucraina a compiere questo cambiamento. Ma lo Stato maggiore ucraino ha altri piani per il contrattacco e dunque se l’Ucraina vuole farlo, contro il parere ‘occidentale’, ha bisogno di alcune giustificazioni. Le bugie sul numero di vittime a favore dell’Ucraina sembrano progettate per sostenere questo.

(Fonte – MoA)
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