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giovedì, Agosto 11, 2022

L’Onu avverte Israele: Basta con le torture

L’Onu avverte Israele: “Basta con le ‘tecniche di interrogatorio potenziate’. Gli inviati hanno chiuso il dossier Al-Arbeed: La lotta contro questi abusi è una questione di diritto internazionale.

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L’Onu avverte Israele: “Basta con le ‘tecniche di interrogatorio potenziate’

I responsabili dei diritti umani dell’Onu hanno rivolto un appello ad Israele perché garantisca il giudizio immediato per i responsabili di tortura e di altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti.

Questo perché il ricorso a tecniche di interrogatorio potenziate – la fredda terminologia burocratica con cui si evita di usare la parola tortura- o l’adozione di misure eccezionali durante gli interrogatori in Israele rischia di provocare confessioni forzate, che il divieto di tortura e maltrattamenti previsto dal diritto internazionale ha lo scopo di prevenire.

La questione è divenuta scottante dopo che il mese scorso il procuratore generale ha concluso le indagini messe in atto dall’Agenzia israeliana per la sicurezza contro Samer Al-Arbeed, un palestinese arrestato nel 2019 con l’accusa di coinvolgimento nell’esplosione di una bomba.

Al-Arbeed, secondo le informazioni reperite dagli esperti Onu, era in buone condizioni di salute quando è stato arrestato il 25 settembre 2019 dopo un sospetto attacco nella Cisgiordania occupata avvenuto in agosto, in cui una ragazza israeliana di 17 anni è stata uccisa e suo padre e suo fratello sono rimasti feriti.

Nel giro di 48 ore, riferiscono gli esperti Onu, Al-Arbeed è stato ricoverato in ospedale con ferite potenzialmente letali e ora è ”in condizioni fisiche e psicologiche irreparabili”. ”

Siamo allarmati dall’incapacità di Israele di perseguire, punire i responsabili della tortura e dei maltrattamenti subiti da Al-Arbeed. La lotta contro questi abusi non è a discrezione del governo o della magistratura, ma è un obbligo assoluto ai sensi del diritto internazionale.

Consentire ai singoli agenti di usare l’argomento della ‘necessità di difendersi’, nell’ambito dell’azione penale contro di loro, è un grave difetto del sistema giudiziario israeliano che giustifica efficacemente l’interrogatorio coercitivo di persone sospettate di possedere informazioni sulle operazioni militari. Questa difesa errata garantisce di fatto l’impunità per misure investigative che equivalgono alla tortura.

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