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In Moldavia la sinistra socialista e comunista si unisce contro il governo Sandu con un programma chiaro: pensioni anticipate, giustizia sociale, neutralità geopolitica, banca pubblica e industrializzazione. Una sfida che rilancia la stella rossa nel cuore d’Europa.
Il Blocco Patriottico dei socialisti e dei comunisti moldavi presenta il suo programma fondato su giustizia sociale e sovranità nazionale
– Luca Bagatin*
E, mentre nel resto d’Europa, le cosiddette sinistre, ormai non più socialiste da tempo, arrancano e non si oppongono minimamente al liberal capitalismo che tutto mette in vendita (escludendo le ottime prospettive del britannico Jeremy Corbyn e Zarah Sultana e del suo “Your Party”; quelle del britannico George Galloway e del Partito dei Lavoratori della Gran Bretagna e quelle dei socialdemocratici slovacchi di Robert Fico e Peter Pellegrini), in Moldavia, il “Blocco Elettorale Patriottico dei Socialisti, dei Comunisti, del Cuore e del Futuro della Moldavia“, è pronto per sfidare il governo liberal capitalista di Maia Sandu, alle elezioni del 28 settembre prossimo.
E lo è con un programma socialista senza equivoci e che è recentemente stato presentato in conferenza stampa.
Fra i punti salienti, quelli incentrati in particolare sulla giustizia sociale e la sovranità nazionale, ovvero: ritorno dell’età pensionabile a 57 anni per le donne e 62 anni per gli uomini; ripristino del meccanismo di indicizzazione delle pensioni due volte l’anno; introduzione di un contributo finanziario agli anziani con pensioni basse, una tantum, nei giorni delle festività pasquali e della Giornata Internazionale degli Anziani; politica estera fondata sulla preservazione dell’autonomia della Moldavia e sulla neutralità geopolitica del Paese; ripristino del corso scolastico sulla “Storia della Moldavia”; istituzione di una banca pubblica; introduzione di una tariffa fissa del gas; cancellazione della celebrazione della Giornata dell’Europa del 9 maggio e celebrazione della stessa come Giorno della Vittoria contro il nazifascismo; utilizzo della lingua russa per comunicare all’estero.
E ancora: supporto alle famiglie e alla fertilità delle stesse, con anche età pensionabile ridotta di tre anni per le mamme con più di tre figli; investimenti nel settore sanitario, con anche ampliamento dell’elenco dei medicinali rimborsati dallo Stato; investimenti nel settore scolastico (con anche l’aumento delle borse di studio pubbliche) e degli asili pubblici; riduzione dell’IVA per i prodotti destinati all’infanzia; abolizione dell’imposta sul reddito per le madri con figli piccoli; aumento degli assegni sociali per i figli fino a 5 anni; alloggi gratuiti per i giovani che decideranno di lavorare nelle aree rurali.
Inoltre, sviluppo dell’infrastruttura stradale nazionale; creazione di un Fondo Statale per lo Sviluppo Industriale per il periodo 2025-2029 e creazione di 18 piattaforme industriali multifunzionali nei centri distrettuali del Paese, in modo da industrializzare il Paese; controllo pubblico dei prezzi dei prodotti socialmente rilevanti; finanziamento pubblico di progetti di micro-imprese nelle zone rurali; riduzione del numero dei Ministeri; introduzione di un’aliquota zero dedicata agli operatori economici che investiranno in settori chiave determinati dallo Stato.
Questi alcuni dei punti del programma della coalizione della sinistra moldava, costituita da: Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldavia (PSRM), guidato dall’ex Presidente della Repubblica di Moldavia Igor Dodon; Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldavia (PCRM), guidato da Vladimir Voronin; Partito Repubblicano Cuore della Moldavia (o Inima Moldovei), guidato dall’ex governatrice comunista della Gagauzia, Irina Vlah e dal Futuro della Moldavia, guidato dall’ex Primo Ministro comunista Vasile Tarlev.
Una coalizione che ha per simbolo una stella rossa e bianca, che racchiude un cuore rosso e bianco, con al centro una falce e martello.

* Luca Bagatin é su www.amoreeliberta.blogspot.it
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