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domenica 5 Settembre 2021
PolisMatteo & Matteo: Salvini e Renzi, nemici amici

Matteo & Matteo: Salvini e Renzi, nemici amici

Quello tra Salvini e Renzi è un rapporto di inimicizia e sfida che sconfina nell’ammirazione reciproca tra un miracolato e un auto-rottamato.

Salvini e Renzi, nemici amici

Matteo Salvini e Matteo Renzi: per Italia Viva e Lega prove d’intesa sia in Parlamento che in Consiglio dei Ministri.

Mai come oggi Salvini e Renzi – per quella che fino a qualche mese fa sembrava potesse essere un’alleanza impensabile – appaiono vicini: nel Governo sono loro a fare maggiormente pressione su Mario Draghi affinché il piano riaperture possa andare più velocemente rispetto a quanto già previsto, mentre in Parlamento i due partiti hanno più volte unito le armi  nella “guerra” contro il Ministro della Salute, Roberto Speranza.

Ma anche sulla vicenda Renzi-Report il leader leghsta è andato in aiuto dell’uomo di Rignano. “Incontrare uomini dei Servizi segreti mi sembra assolutamente normale”: con queste parole Matteo Salvini ha difeso Matteo Renzi dopo lo scoop di Report di lunedì sera in cui è stato raccontato l’incontro del 23 dicembre tra il leader di Italia Viva e lo 007 Marco Mancini nell’autogrill di Fiano Romano.

Uno dei pochi commenti dopo il servizio televisivo è stato proprio quello del segretario del Carroccio, che ha detto: “Uno può vederli in un autogrill o nel suo ufficio, non mi sembra niente di particolare”.

Ma tutto questo non è una novità delle ultime settimane. Esattamente un anno fa, di questi tempi, con 13 Sì a favore della relazione del presidente della giunta Maurizio Gasparri, 7 No e 3 senatori di Italia Viva che non parteciparono al voto, la Giunta per le immunità del Senato  respinse la richiesta di autorizzazione a procedere per l’ex-ministro Matteo Salvini sul caso Open Arms.

La traduzione per il grande pubblico: Renzi arriva in soccorso di Salvini.

Matteo & Matteo: Salvini e Renzi, nemici amici

Matteo e Matteo, ego e più ego

Quella tra i due Matteo è una vicinanza parametrata dalle dimensioni della loro megalomania. Renzi si suicidò nel suo momento di maggior favore pubblico con l’ormai famigerato referendum.

Salvini invece, prima ha toccato le vette della popolarità nel paese basandosi su un clamoroso fenomeno di dimenticanza collettiva, passando per un oggetto politico nuovo e non come un giovane vecchio arnese padano-forzitaliota.

Poi, al culmine della popolarità, in piena sbornia estiva di consensi e mojito al Papeete, ha passato i mesi seguenti a urlare al complotto contro colui che aveva fatto crollare il suo governo, cioè sè stesso.

Entrambi hanno avuto armi notevoli a disposizione in questi medi di ripartenza del paese. Renzi è stato il padrino del Governo Conte bis, e poi il carnefice, favorendo la nascita del Governo Draghi. Salvini è ancora il leader del primo partito italiano e ora è anche tornato all’interno della maggioranza, giocando il ruolo del responsabile.

Hanno potere, ma entrambi in questi mesi hanno mostrato nervosismo: sotto i riflettori ci sono stati altri. Prima l’odiato Conte, il belloccio amato dalle donne, uno smacco imperdonabile per i due anfitrioni. Ora la Meloni che sta approfittando della visibilità enorme come unica oppositrice al totem Draghi.

E dunque anche gli scontri politici tra i due Matteo sono più parate tra pavoni che attacchi veri e propri.

Matteo & Matteo: Salvini e Renzi, nemici amici

Il Padrino

L’eclissi quasi totale dei temi d’interesse nazionale in favore del personalismo ha potuto contare sul favoritismo del loro padrino Silvio Berlusconi: dichiarato per il Matteo leghista, con cui condividono da anni l’amministrazione politica di governi e regioni.

Ammirazione filiale, da parte del toscano. Non per nulla, è bene ricordarlo sempre, Renzi ha chiamato il suo partito Italia Viva.

Chi ha usato la parola Italia in politica negli ultimi vent’anni? L’ha fatto Silvio Berlusconi con Forza Italia, poi Di Pietro con l’Italia dei Valori, e Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia. Per non parlare dello slogan Prima gli italiani di Matteo Salvini.

Ma i due Matteo si somigliano anche nel linguaggio, sono i due che degli avversari dicono sempre che rosicano.

Matteo & Matteo: Salvini e Renzi, nemici amici

Salvini e Renzi, uguali e opposti

Sono uomini allo specchio, opposti ma speculari: anche se le ricette sono diverse, su sicurezza, immigrazione ed Europa  usano spesso lo stesso linguaggio. Sono temi su cui gli elettori si mobilitano più velocemente. Spostano voti.

Non è che la ricetta del segretario di Italia Viva sia uguale a quella della Lega. Anzi. Ma alla fine, Renzi e Salvini offrono un messaggio simile ai propri elettori: nelle dichiarazioni sull’immigrazione, a parte i toni che sono rivolti alla sensibilità del proprio elettorato, il messaggio è lo stesso: entrambi chiedono di spostare il problema dei flussi migratori verso i paesi di provenienza.

E verso l’Europa condividono anche la retorica patriottica contro i burocrati di BruxellesSì, all’Europa dei popoli, no all’Europa delle banche è uno slogan comune agli entourage di entrambi.

In definita, Matteo & Matteo sono convinti che prima di loro non esistesse nulla.  Ma hanno anche il terrore che dopo di loro ci possa essere subito qualcun’altro e un altro ancora.

Perché la memoria che li ha aiutati sarà la prima a tradirli.

Salvini e Renzi: la sfida in tv tra i due Matteo

 

 


Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014).

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