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domenica 23 Gennaio 2022
PolisM5S e Draghi: Crimi dice si, Grillo cita Platone, Di Battista sbuffa

M5S e Draghi: Crimi dice si, Grillo cita Platone, Di Battista sbuffa

L’incontro tra M5S e Draghi ha mandato in fibrillazione le varie anime del movimento. Ancora contrapposti Di Maio e Di Battista.

M5S e Draghi: matrimonio a ostacoli

Il M5S, attraverso il capo politico Vito Crimi, ha dichiarato il proprio sostegno a Mario Draghi, dopo oltre un’ora di colloquio con l’ex numero uno della Bce e un pre-vertice al quale hanno partecipato anche Giuseppe Conte e Davide Casaleggio, durante il quale Beppe Grillo ha motivato i big con un monologo-show di 45 minuti, il cui significato finale ha poi affidato a una massima di Platone: Non conosco una via infallibile per il successo, ma una per l’insuccesso sicuro: voler accontentare tutti.

M5S e Draghi Crimi dice si, Grillo cita Platone, Di Battista sbuffa
Beppe Grillo, a sinistra con a fianco Vito Crimi, ha guidato la delegazione M5s all’incontro con Mario Draghi

Noi ci saremo con lealtà, ha detto Crimi nelle dichiarazioni post-incontro: Abbiamo chiesto di non indebolire il reddito di cittadinanza per un nuovo esecutivo solidale, ambientalista ed europeista. Crimi ha inoltre sottolineato il ruolo dei CinqueStelle di guardiani attenti al corretto utilizzo dei fondi del Recovery fund: Con le nostre caratteristiche valoriali verificheremo che l’attuazione di quei fondi sia fatta con onestà, trasparenza e nell’interesse dei cittadini.

Beppe Grillo in un post sul suo Blog dal titolo In alto i profili, ha elencato i punti programmatici che il Movimento porterà al tavolo con Draghi. Si parla di unaa sorta di super ministero per la transizione ecologica che comprenda gli attuali ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico.

Poi la creazione di un “ministero per i giovani”; l’inserimento nella Costituzione dei “principi di responsabilità generazionale e ambientale” per lo sviluppo sostenibile; forme di garanzia per i giovani come “corsi di formazione” e “finanziamento per start-up”; la creazione di un “fondo pensioni complementari per la transizione ecologica”.

Davide Casaleggio vorrebbe invece il voto su Rousseau per salvaguardare almeno formalmente il richiamo alla “democrazia diretta” e tenere insieme le diverse anime del Movimento, che rischia la scissione con almeno 30 senatori ribelli.

M5S e Draghi: Di Battista non ci sta

Capofila dei contrari Alessandro Di Battista che anche questa mattina ha ribadito il suo no in un post su Facebook: Accozzaglia pericolosa, non mi inchino al tredicesimo apostolo.

Di Battista il rottamatore è il Renzi dei Cinquestelle. Farà la stessa fine (2)

In un post su Facebook Di Battista ha scrittoVolevo dirvi che non ho cambiato idea. Se fossi in Parlamento non darei la fiducia al Presidente Draghi. Per poi continuare ricordando le scelte, propriamente politiche, che il Professor Draghi ha preso in passato da Direttore generale del Tesoro (privatizzazioni, svendita patrimonio industriale pubblico italiano, contratti derivati) e da Governatore di Banca d’Italia, quando diede l’ok all’acquisto di Antonveneta da parte di Mps ad un valore folle di mercato.

Io ho le mie opinioni su di lui. Ognuno ha le proprie. Tuttavia il punto non è neppure lui. Io non potrò mai avallare un’accozzaglia al governo che potrebbe andare da Leu alla Lega. Tutti dentro perché nessuno ha intenzione di fare opposizione. Oltretutto in democrazia l’opposizione serve, è  necessaria. Invece nulla. 

Ancora una volta tocca a Luigi Di Maio il ruolo di pompiere, così l’ex ministro degli esteri ha lanciato l’ennesimo appello all’unità: Oggi è un momento di compattezza con la presenza di tutti, di Grillo, Casaleggio e anche di Conte. Oggi la famiglia si allarga. La posta in gioco è alta, saremo responsabili.

 

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