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giovedì, Agosto 11, 2022

La guerra dei mondi preparata passo dopo passo

Sono anni che tutti gli analisti seri disegnano nella mappa dei tempi, la conclusione che l’Occidente declina irreversibilmente ma prima di cedere alle nuove potenze in questa sorta di guerra dei mondi, tenta il tutto per tutto con una spregiudicatezza pericolosissima.

Di Pierluigi Fagan*

La guerra dei mondi

A breve scopriremo se Nancy Pelosi andrà o non andrà a Taiwan. Pare proprio che ci andrà secondo fonti taiwanesi anche perché, come alcuni commentatori hanno notato, la rinuncia dopo tanto tuonare suonerebbe come una ammissione di debolezza per gli Stati Uniti.

Vedremo anche che tipo di reazione concreta avranno i cinesi che nella loro tradizione strategica hanno senz’altro il principio di reciprocità, ma spesso in forme asimmetriche.

Asimmetria nel tempo, nello spazio, nell’utilizzo di strumenti di quella che da tempo gli strateghi cinesi prevedono sarà una “guerra senza limiti” ovvero a più dimensioni.

Ma non era di questa tenzone che volevo parlare anche perché aspettiamo di vedere che forme prenderà. Volevo segnalare un’altra guerra tra due mondi, tutti e due occidentali. E’ la doppia realtà tra il livello reale e quello apparente.

Il mondo dell’apparenza è un voluminoso e sincronizzato circo di analisti, commentatori, narratori, giornalisti, politici che racconta il mondo. Non come il mondo è, come piace a noi rappresentarcelo, sono al nostro servizio.

Ci piace anzi abbiamo necessità di incartare il mondo reale con questa carta colorata di un mondo di parole, concetti e valori squillanti perché il mondo reale sarebbe troppo brutto e scioccante per esser lasciato alla libera visione delle nostre genti.

Così, il Covid ricaduto Biden (poverino, non sta bene quindi si giustifica la sua quasi assenza) ha provato a dissuadere la Pelosi da fare quello che nessuno del circo stesso sa come spiegare.

Il circo così racconta che nelle “libere democrazie”, nessuno, neanche il POTUS, può impedire ad un libero cittadino oltretutto terza carica dello Stato, di dire e fare ciò che gli pare. Eh, la libertà, che bella cosa.

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Lo script taiwanese

La sceneggiata serve al circo proprio per mettere delle tinte sfumate in quello che lui stesso non è in grado di giustificare. Il Presidente ed il Pentagono, poverini, non avrebbero voluto ma comunque la libertà è sacra e così, di malavoglia, hanno comunque accompagnato l’anziana signora (vuoi criticare una anziana? Una signora? Multimilionaria e con un marito finanziario che traffica con azioni di produttori di chip?) con qualche portaerei e stormi pieni di missili di aereoplanini stars-and-stripes. Di malavoglia, però.

Dal NYT dove scrive il tre volte Pulitzer T.Friedman, al Financial Times, ma è coro unanime dei principali saltimbanchi del circo, è una sinfonia critica, impaurita, allarmata “no, ti prego, non lo fare o saremo costretti a…” a cosa? A difendere comunque il sacro diritto dell’anziana signora ad esercitare la sua inviolabile libertà di andare dove le pare e piace.

Il circo che ama i tempi lunghi e nebbiosi nei quali far baluginare i fuochi fatui di soavi narrazioni che piano piano abitano le genti ottuse agli eventi a cui mai si sarebbero immaginati di dover fra fronte, è preso in contropiede. Perché questa accelerazione scellerata?

Si badi, l’accelerazione non è affatto scellerata, è parte di una strategia pensata da gente che si fa presto a definire “scellerata” nel mondo delle chiacchiere.

Appare scellerata agli sceneggiatori del circo perché è difficile far perno narrativo sul diritto di libertà della anziana signora americana a far politica estera a proprio piglio e quindi di andare dove vuole per portare il mondo intero nel baratro della Terza guerra mondiale.

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Cosa sta succedendo?

A Washington ci sono bravi sceneggiatori, ma insomma una cosa è l’Ucraina che si può incartare in mille modi apparentemente credibili, altra questa “improvvisa” faccenda davvero surreale. Cosa sta succedendo si domanda Friedman?

Friedman è solo omonimo di quel pupazzo dall’accento da commissario Cluseau versione Ollio che imperversa qui nel circo di periferia, Friedman l’originale dà voce a circoli ben inseriti nel potere americano.

Così fa percolare un po’ di velenoso dubbio quando dice che questi circoli sono molto preoccupati di ciò che sta facendo Zelensky che licenzia Procuratore generale e capo dei

Servizi e tuttavia stanno zitti (loro, lui invece che ne interpreta il pensiero può dire, è la libertà del quinto potere s’intende). Sembra quasi, aggiunge l’editorialista, che: “È come se non volessimo guardare troppo da vicino sotto il cofano a Kiev per paura di quale corruzione o buffonate potremmo vedere, quando abbiamo investito così tanto lì.”.

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Insomma, va bene che il circo ha armi di distrazione di massa potenti ma se la realtà concreta si mette a far capolino troppo spesso da sotto la coltre narrativa, son problemi anche per loro.

Evidentemente, a Washington ci sono dei pazzerelli. Ma ce ne sono anche a Londra, pare, visto che the Guardian già annuncia una prossima britannica visita diplomatica di tutto punto in quel di Taipei.

Viaggio invero programmato già ad inizio di questo anno, ma il venir matura della strategia lungamente coltivata in Ucraina di cui però si aspettava la “mossa fatale” di Putin, anzi no diciamo il Covid, hanno posposto l’intento. Quando? Ma a fine anno, quando la magnifica nuova Lady di ferro Liz Truss diventerà cancelliere. Ohibò, ci sono dei pazzerelli a Washington ma vedi bene anche a Londra?

Non solo, ce ne sono anche a Roma! Siamo una periferia, va bene, ma coordinata. Così Giorgia, donna, madre, cristiana (ogni circo ha i suoi topos -topoi- narrativi), giorni fa ha incontrato l’ambasciatore di Taiwan a far capire che lei è del “giro”. Oddio, che sia un ambasciatore l’hanno scritto quelli del circo.

A ben vedere Taiwan non ha una ambasciata in Italia perché Taiwan è riconosciuto Stato da una manciata di isolette del Pacifico dependance americane e poco più.

Giorgia ha incontrato “l’incaricato d’affari”, ma che ne sa la gente di queste sofisticherie, meglio creda che questi diversamente cinesi siano una libera e democratica repubblica, del resto se il circo ha fatto credere che Zelensky fosse Pericle, ci sta anche trasformare un funzionario di una entità fantasma in Talleyrand.

Teatrocrazia

Così vanno le cose nella teatrocrazia. Le genti vedono ombre, le ombre sono orchestrate dal circo, il circo copre i fatti reali ed i fatti reali sono che gli USA stanno facendo “all in” prima che sia troppo tardi. Tardi per cosa?

Be’ sono anni, forse qualche decennio addirittura, che tutti gli analisti seri di ogni ordine e grado non possono che trarre dai dati e curve che disegnano nella mappa dei tempi, la conclusione che l’Occidente declina irreversibilmente in potere sul mondo e più di tutti il suo Grande Centro Egemone.

Molti pensano che sia una partita tra le altre poiché il circo, questa volta fatto da Nobelprizes di “economics”, hanno raccontato che la nostra potenza economica da cui discendono i nostri sfavillanti stili di vita (anche il tuo che leggi, non sarà quello di Briatore ma è pur sempre più sfavillante del tuo omologo del Camerun o del Bangladesh), discendono a loro volta da questa o quella teoria meglio se matematizzata che fa tanto Newton.

Se poi la scrivi su un calendario, diventa “Agenda”. Solo alcuni di essi, gli “istituzionalisti” hanno provato a ricordare che l’economia ha dipendenza giuridica e non solo (quindi l’economia ha dipendenza politica, nel caso, geopolitica) e questi altri ambiti derivano dal semplice potere sul mondo la cui pratica è fatta di volgari armi, ricatti, improvvisi dossier, omicidi mirati, insurrezioni pilotate, altre cose innominabili e vagonate di chiacchiere offerte del circo che tutto vede e tutto copre affinché voi percepiate solo le ombre.

La contrazione di potere è oggettiva e non invertibile con le buone maniere perché è data da numeri bruti (e brutti) che misurano fatti, ci sono solo le cattive, non è affatto un fatto morale o etico, è pratico, materiale, realista, tutte cose che nel circo non si usano ma che fanno la trama concreta del mondo che invece ti raccontano pieno di valori giusti affinché tu possa andare a letto tranquillo con la coscienza di esser “dalla parte giusta della Storia”.

Preparati perché a fine mese prossimo, ci sta anche qualche bell’articolo che ti spiegherà che per colpa del “nazionalismo serbo”, ci tocca un’altra guerra alle porte di casa. Ma in attesa del nuovo numero, per tenerti allegro, sono previsti i clown, almeno fino la 25 settembre. È estate, goditela!

Pierluigi Fagan – Complessità

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