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In Italia, come in molti altri paesi, la retorica politica contro gli scioperi è diventata una narrazione comune, in particolare da parte del governo Meloni e dei suoi sostenitori. La tesi è semplice: gli scioperi sono troppo numerosi, condotti da una ristretta élite di sindacalisti irresponsabili che danneggiano la maggioranza dei cittadini.
La soluzione proposta? Limitare ulteriormente un diritto costituzionale come quello di scioperare. Tuttavia, questa narrativa non trova alcun riscontro nei dati reali, che anzi smentiscono clamorosamente l’idea di un paese invaso dagli scioperi.
Una caduta globale degli scioperi
Partiamo dai numeri. Secondo i dati dell’International Labour Organization (ILO), la mobilitazione per scioperi è crollata a livello globale dal 1992 ad oggi. In media, le ore di sciopero sono diminuite di oltre il 40%, con alcuni paesi, come il Regno Unito, che hanno visto una riduzione di oltre l’80% delle astensioni dal lavoro.
Questo calo non riguarda solo l’Europa, ma è un fenomeno glo30bale che ha colpito anche Stati Uniti, Corea del Sud e Turchia. Se considerassimo anche i dati che risalgono agli anni Settanta, il declino sarebbe ancora più marcato, stimabile in una riduzione media del 70%.
Inoltre, c’è stata una notevole convergenza internazionale al ribasso: i paesi che storicamente avevano un numero elevato di scioperi, come Danimarca, Germania e Spagna, hanno visto il loro numero ridursi a livelli simili a quelli di Stati Uniti e Australia, dove gli scioperi sono tradizionalmente rari.
Il caso dell’Italia
In Italia, la situazione è particolarmente grave in termini di trasparenza e accesso ai dati. Le rilevazioni Istat sugli scioperi sono ferme al 2009, e l’International Labour Organization non ha potuto aggiornare le statistiche italiane.
In un testo di fine Ottocento, Francesco Saverio Nitti denunciava la mancanza di buone statistiche sugli scioperi in Italia, e dopo più di un secolo, la situazione non sembra cambiata. Il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, dovrebbe considerare come una priorità risolvere questa lacuna informativa.
Nonostante questa difficoltà, alcuni ricercatori sono riusciti a colmare il vuoto statistico. Uno studio dell’Università Cattolica, condotto da Ilaria Maroccia e Gilberto Turati, mostra chiaramente come anche l’Italia segua la tendenza globale al declino degli scioperi.
Dal 1973 al 2009, i conflitti di lavoro annuali sono passati da 5.598 a meno di mille, con una riduzione superiore all’80%. Per il periodo successivo, i dati mostrano un ulteriore calo: tra il 2005 e il 2022, il numero di ore di sciopero per mille ore lavorate è passato da circa 30 a meno di 10, con una discesa di due terzi.
Settori come la sanità e i trasporti: in calo anche nelle aree sensibili
Un altro mito che viene sfatato riguarda i settori “essenziali”, come la sanità e i trasporti. Anche in questi ambiti, che potrebbero sembrare più soggetti alla mobilitazione, gli scioperi sono diminuiti notevolmente, soprattutto dopo la pandemia. I dati della Commissione di garanzia sugli scioperi mostrano che, negli ultimi cinque anni, il numero di scioperi è calato tra il 25 e il 40% in questi settori.
La politica e il “vittimismo” della destra
La retorica del governo Meloni e delle forze politiche di destra, che accusano i sindacati di essere responsabili di un numero eccessivo di scioperi, non trova alcun supporto nelle statistiche. Un’analisi dei dati sulle ore di sciopero per settore non rivela differenze significative tra i vari periodi di governo, che siano essi di destra, centro-sinistra o governi tecnici come quelli di Monti e Draghi. La tendenza al calo degli scioperi è un fenomeno che attraversa tutte le fasi politiche degli ultimi decenni.
La verità: gli scioperi non sono troppi, ma troppo pochi
I dati parlano chiaro: gli scioperi in Italia non sono troppi, ma anzi sono troppo pochi. In un contesto di crescente degrado delle condizioni di lavoro, con salari reali in caduta libera e diritti dei lavoratori sempre più sotto pressione, le astensioni dal lavoro dovrebbero essere più frequenti e incisive, non meno. Invece, la realtà è che il diritto di scioperare è stato progressivamente limitato, mentre la sua attuazione è diventata sempre più rara.

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