Francia, 2000 fermi e un colpevole già pronto indicato dai giornali dei miliardari: Melenchon

www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.

Duemila fermi, mille licei in rivolta e Lecornu che cerca il regista: Mélenchon diventa il capro espiatorio perfetto per non parlare di cattedre vuote e scuole che cadono a pezzi. Il potere liquida come eterodiretti i ragazzi che gli presentano il conto di un decennio di tagli.

Francia, eterodiretti i liceali, autonomi solo i miliardari che possiedono i giornali

Su circa 3.700 licei francesi, 1.027 risultavano coinvolti giovedì primo ottobre secondo il ministero dell’Interno, e nel giro di pochi giorni i fermi hanno superato quota duemila. Davanti a numeri del genere il governo di Sébastien Lecornu ha trovato il tempo di indicare i registi della protesta prima ancora di occuparsi delle richieste di chi la animava, visto che in un primo momento si è mostrato sordo alle rivendicazioni degli studenti.

La mobilitazione è nata una settimana prima in alcuni istituti della banlieue parigina e si è estesa a tutto il Paese, con due giornate nazionali, il 29 settembre e il primo ottobre, e un terzo appuntamento fissato per martedì. Gli studenti, sostenuti da Fage, Unef e Union étudiante, domandano misure contro le classi sovraffollate, fondi per edifici fatiscenti, nuove assunzioni di docenti e assistenti sociali e l’abolizione di Parcoursup, la piattaforma che governa l’accesso all’università.

Il bilancio non può essere raccontato a metà, nemmeno da queste parti. A Marsiglia quattro dirigenti scolastici sono stati aggrediti dentro il liceo Victor Hugo, e uno di loro è stato cosparso di benzina. Nel Pas-de-Calais un preside è rimasto ferito dal lancio di un razzo da fuochi d’artificio, a Nantes è andata a fuoco una scuola e a Rouen due presidi sono stati feriti. Il ministero conta 78 dipendenti dell’Istruzione feriti e 24 licei incendiati o saccheggiati.

Sul versante opposto, 83 tra poliziotti e gendarmi hanno riportato lesioni, a Tours uno studente è stato ricoverato dopo essere stato colpito a un occhio da un proiettile di flash-ball e l’Ispettorato della polizia ha aperto tre indagini su lesioni subite da studenti. I sindacati degli insegnanti, che domenica hanno annunciato l’adesione alla protesta, denunciano una risposta del governo ridotta all’intervento delle forze dell’ordine, mentre il ministro dell’Interno Laurent Nuñez respinge ogni addebito di sproporzione.

L’accusa di eterodirezione è partita dalla destra: Marine Le Pen ha attribuito a Jean-Luc Mélenchon una grave responsabilità per essersi presentato davanti ai licei e aver mandato i propri deputati. Il governo l’ha fatta propria richiamando valutazioni dell’intelligence, secondo cui La France Insoumise e l’ultrasinistra alimenterebbero il movimento, mentre LFI respinge l’addebito e denuncia la gestione repressiva. Mélenchon, che prepara la quarta corsa all’Eliseo, aveva invitato a interporsi di fronte alla brutalità della polizia, per poi ribadire la scelta di metodi non violenti.

L’eterodirezione come insulto all’intelligenza dei sedicenni

Che un ragazzo di sedici anni possa indignarsi per un soffitto che cede, per la supplenza che non arriva da settimane, per un algoritmo che decide il suo accesso all’università, senza ricevere istruzioni da un partito, è un’ipotesi che il ceto politico francese e la stampa al seguito non riescono più a concepire.

La categoria dell’eterodirezione serve a questo: spostare la discussione dai contenuti alla regia, in modo che nessuno debba occuparsi di cattedre vuote quando si può parlare di Mélenchon. Ne guadagnano tutti, tranne gli studenti. Le Pen incassa il bersaglio, il governo ottiene un alibi e la corsa alle presidenziali del 2027 comincia con largo anticipo.

Sul fronte dei media la sorpresa è modesta. Le Figaro appartiene ai Dassault, Les Echos e Le Parisien al gruppo di Bernard Arnault, CNews ed Europe 1 a Vincent Bolloré: una stampa dotata di una sensibilità invidiabile verso i problemi dei proprietari, e di una pazienza assai minore verso quelli delle classi sovraffollate. In Italia l’attenzione si è accesa con la stessa puntualità, cioè all’arrivo delle immagini dei roghi, secondo la scansione abituale per cui prima viene il fumo e poi, se avanza spazio, il motivo.

Nessuna ipocrisia sulla violenza, perché un preside cosparso di benzina resta un fatto gravissimo e chi lo minimizza non rende un servizio a nessuno. Una cosa è però condannare un atto, un’altra usarlo come tappeto sotto cui nascondere un’intera piattaforma rivendicativa. Duemila fermi fanno titolo, mentre l’elenco delle richieste scivola nella dimenticanza.

Sulle cause conviene diffidare degli schemi comodi. Parcoursup è una creatura francese del 2018, nata sotto la presidenza Macron, e non un regalo di Bruxelles. Esiste tuttavia una tendenza comune al continente, dal processo di Bologna alla pedagogia per competenze, che ha trasformato la scuola in un’agenzia di addestramento al mercato, mentre i grandi patrimoni francesi, come documentano da anni rapporti quali quelli di Oxfam, crescevano a ritmi che i salari degli insegnanti non hanno mai visto nemmeno da lontano. Chi governa ha dunque il problema di spiegare perché i fondi per la ristrutturazione dei licei non si trovino mai, mentre le risorse per i reparti antisommossa compaiono in giornata.

I ragazzi non protestano contro una gratitudine che non provano, ma contro un contratto sociale che promette un posto in graduatoria e consegna un edificio da ristrutturare. La democrazia che li accusa di non saper dissentire con garbo è la stessa che, quando il dissenso arriva con garbo, non risponde affatto.

 

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.

Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.

VAI AL NOSTRO BOOKSTORE

Home

 

 

parole ribelli, menti libere

 

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli