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Le notizie sull’eredità di Berlusconi ci hanno ricordato che l’Italia è il paese dove è più bassa l’imposta di successione tra i paesi OCSE. L’ex leader di Forza Italia l’aveva eliminata direttamente, il governo Prodi bis la reintrodusse in versione omeopatica per non far arrabbiare i ricchi che sono l’unica categoria che conta davvero in questo paese.
L’eredità di Berlusconi e il privilegio feudale
Dalla lettura del sito dell’Agenzia delle Entrate gli eredi Berlusconi pagheranno per imposte di successione e donazioni dal 4 all’8%. Aliquote irrisorie che fanno dell’Italia un paradiso fiscale per super-ricchi.
Forse pagheranno anche meno perchè in Italia pare siano esenti dall’imposta, tra l’altro, i titoli di stato italiani e di altri paesi UE e, soprattutto, le aziende, i rami di azienda o le quote di controllo in società di capitali, se i parenti in linea retta proseguono nell’esercizio dell’attività per un periodo di almeno cinque anni dalla data del trasferimento.
Forse è per questo che hanno annunciato che proseguiranno alla testa di Mediaset?
Mentre gli italiani non arrivano alla fine del mese, si taglia la spesa sanitaria e milioni di persone devono rinunciare a analisi e cure, abbiamo l’età pensionabile più alta d’Europa l’Italia è il paese dove è più bassa l’imposta di successione tra i paesi OCSE.
Berlusconi aveva eliminato la tassa di successione, il governo Prodi bis la reintrodusse in versione omeopatica per non far arrabbiare i ricchi che sono l’unica categoria che conta davvero in questo paese.
Dal “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani” di Berlusconi al “non è il momento di prendere i soldi ai cittadini, ma di darli” di Draghi c’è la continuità di una politica che i sacrifici li chiede alle classi popolari e difende i privilegiati.
Gli eredi di Berlusconi potrebbero arrivare a pagare in Belgio e Spagna fino all’80%, in Francia il 60%, in Danimarca il 52%, in Germania e alcuni cantoni della Svizzera il 50%, in Lussemburgo il 48%, in Gran Bretagna, Olanda e Grecia il 40%, in Slovenia il 39%, il 33% in Irlanda e Finlandia, in Polonia 20%, in Ungheria 18%, in Portogallo e Lituania il 10%.
Il quadro ovviamente cambia per le fasce di reddito in molti casi e ho citato aliquote massime: però l’imposta di successione in Italia è molto lontana dal 15% della media Ocse.
Noi abbiamo infatti una delle aliquote più basse in Europa, come si nota leggendo il rapporto EY dedicato alla tassa di successione.
Italia in fondo alla classifica per aliquota massima applicata e introiti tributari e in cima per livello di soglia di esenzione.
Il programma berlusconiano di azzerarle completamente è stato realizzato in Lettonia, Malta, Romania, e in Bulgaria l’aliquota è del 6,6%.
Per effetto di questa politica a favore dei ricchi e super-ricchi, in Italia il gettito dell’imposta di successione in rapporto al gettito totale è dello 0,11 per cento al 2019, contro l’1,38 per cento per la Francia (e lo 0,53 per cento della media OCSE).
Nel 2018 in Italia il gettito dell’imposta su successioni e donazioni è stato di 820 milioni, in Francia di 14,,3 miliardi, quasi tredici volte il gettito italiano in rapporto al Pil. In Germania 6,8 miliardi, nel Regno Unito 5,9 miliardi e la Spagna 2,7 miliardi.
In Italia c’è la dittatura bipartisan dei ricchi e dei super-ricchi che impone sacrifici, tagli e tartassa i cittadini mentre si consentono questi privilegi assurdi.
Questa vergogna deve finire. Bisogna rifiutare ogni falso discorso sul tirare la cinghia finché scandali di questo genere non avranno fine.
Non c’è nessuna credibilità della politica e delle istituzioni finché resta così palese la violazione dei principi costituzionali da parte di una politica al servizio della parte più ricca della popolazione.
Per dileggio dissero in campagna elettorale che il programma di Unione Popolare era quello di Robin Hood, togliere ai ricchi per dare ai poveri. Va considerato come un complimento visto che in Italia tutti fanno il contrario.
UP proponeva su questo tema, per esempio, di adeguare le imposte su successioni e donazioni almeno alla media OCSE non il piccolissimo aumento proposto da Enrico Letta e subito respinto da Mario Draghi.
Sarebbe uno dei primi atti di giustizia fiscale da fare. Una cosa è esentare piccoli patrimoni familiari (in Italia si prevede esenzione fino a 1 milione di euro e la soglia probabilmente è troppo alta), ma è veramente vergognoso avere aliquote da paradiso fiscale per milionari e miliardari.
Le italiane e gli italiane vengono da anni invitati a prendersela con migranti, percettori del reddito di cittadinanza, dipendenti pubblici, ecc. ecc. forse per non attirare l’attenzione sui privilegi garantiti a ricchi e super-ricchi?
Sarebbe auspicabile che tv e giornali facessero qualche calcolo e simulazione: quanto pagheranno gli eredi di Berlusconi e quanto pagherebbero in altri paesi?
Il governo Meloni ovviamente con la delega fiscale non si sogna nemmeno di intaccare questi privilegi.
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