19.7 C
Rome
lunedì 10 Maggio 2021
PolisMondoAlbania, il socialista Edi Rama confermato premier

Albania, il socialista Edi Rama confermato premier

Con questa nuova vittoria elettorale, il primo ministro albanese Edi Rama si è assicurato un terzo mandato consecutivo, cosa mai accaduta nell’epoca post-comunista.

L’analisi di Giulio Chinappi dal suo World Politics Blog.

Albania, terzo mandato per Edi Rama

Le elezioni legislative dello scorso 25 aprile in Albania hanno confermato la leadership del primo ministro Edi Rama e della sua compagine politica, il Partito Socialista d’Albania (Partia Socialiste e Shqipërisë, PS). In carica dal 2013, Rama si è in questo modo assicurato un terzo mandato quadriennale consecutivo alla guida del governo di Tirana, una prima assoluta nell’Albania post-comunista. In questo modo, Rama si avvia a superare Enver Hoxha (9 anni e 8 mesi) e Adil Çarçani (9 anni e 1 mese) nella classifica dei primi ministri più longevi nella storia del Paese, mentre al comando resta saldamente Mehmet Shehu, che mantenne la carica per oltre 27 anni tra il 1954 ed il 1981.

Venendo ai risultati delle elezioni del 25 aprile, il Partito Socialista ha ottenuto il 48,62% delle preferenze su scala nazionale, ma, grazie all’allocazione dei seggi in base ai risultati ottenuti nelle dodici contee, la formazione di Rama è riuscita a mantenere la maggioranza assoluta del parlamento. Il PS avrà infatti gli stessi 74 deputati della passata legislatura, su un totale di 140 scranni disponibili nell’emiciclo unicamerale di Tirana.

Albania, il socialista Edi Rama confermato premier

Tra le forze di opposizione, ottiene un notevole incremento il Partito Democratico d’Albania (Partia Demokratike e Shqipërisë, PD), la formazione liberal-conservatrice guidata dall’ex ministro degli Interni ed ex sindaco di Tirana, Lulzim Basha. Il PD, unitamente ad una serie di partiti minori riuniti nella coalizione denominata Alleanza per il Cambiamento, ha ottenuto il 39,47% dei consensi, ottenendo un totale di 59 seggi, ben tredici in più rispetto alle elezioni del 2017.

Importante calo, al contrario, per il Movimento Socialista per l’Integrazione (Lëvizja Socialiste për Integrim, LSI), formazione fondata nel 2004 dall’ex primo ministro ed attuale presidente Ilir Meta attraverso una scissione dal PS. Oggi guidato dalla moglie Monika Kryemadhi, LSI non è andato oltre il 6,82% delle preferenze, passando da diciannove a soli quattro seggi. Proprio il presidente Meta si era particolarmente esposto nel corso della campagna elettorale contro il premier Meta, ma la sua scelta di campo si è rivelata fatale per il partito.

Solamente un altro partito è riuscito ad accedere al parlamento di Tirana: si tratta del Partito Socialdemocratico d’Albania (Partia Socialdemokrate e Shqipërisë, PSD) di Tom Doshi, che con il 2,25% ha ottenuto tre seggi, ottenendo il suo miglior risultato degli ultimi sedici anni.

Albania, il socialista Edi Rama confermato premier

La vittoria del Partito socialista è una vittoria storica per la nostra grande famiglia politica di cui siamo tutti orgogliosi”, ha dichiarato la portavoce del Partito Socialista, Bora Muzhaqi. “La vittoria del Partito Socialista è ormai chiarissima, ma la vittoria dell’Albania va suggellata con l’impegno congiunto con il Partito Democratico di chiudere il conteggio senza perdere tempo”, ha aggiunto, riferendosi alle dichiarazioni dell’opposizione, che aveva dichiarato la vittoria appena terminate le operazioni di voto.

Per coloro che non hanno votato per noi, vi dico che vi serviremo con umiltà, vi serviremo allo stesso modo, con rispetto e saremo lì per ogni esigenza della comunità, indipendentemente dalle vostre convinzioni e dal vostro voto”, ha detto invece il leader del PS nella regione di Tirana, Erion Veliaj. “Non sono nostri nemici, sono solo altri albanesi che avevano una convinzione diversa da noi su come potevamo andare avanti”, ha aggiunto.

Con poco più di 130.000 casi positivi registrati ed appena 2.383 decessi, l’Albania si situa tra i dieci Paesi europei meno colpiti dalla pandemia di Covid-19 in rapporto alla popolazione. Questo dato deve certamente aver giocato un ruolo nella rielezione di Edi Rama. La pandemia ha comunque causato gravi danni all’economia albanese, visto che proprio Rama aveva deciso di investire particolarmente in questo settore: nel 2019, l’Albania aveva attirato più di 6 milioni di turisti, con il turismo che era arrivato a costituire il 9% del PIL.

Il piano del governo era quello di raggiungere quota 10% nel 2020, ma la situazione sanitaria ha invece portato ad un crollo del 40% delle entrate derivanti dal turismo. Nel complesso, il PIL albanese ha registrato un calo del 3,31% nel 2020.

Uno degli obiettivi di Rama è quello di avvicinare sempre più l’Albania all’occidente, in particolare con l’intento di portare Tirana all’interno dell’Unione Europea. Proprio pochi giorni prima delle elezioni, il primo ministro albanese aveva affermato che il processo di adesione dell’Albania all’UE potrebbe subire un rallentamento a causa dei problemi riguardanti la vicina Macedonia del Nord, la cui candidatura sembra destinata ad essere bloccata dal veto della Bulgaria, a causa delle dispute esistenti tra Skopje e Sofia. L’Albania e la Macedonia del Nord sono infatti i due Paesi più vicini all’ingresso nell’UE.

L’altra importante questione riguardante la politica estera albanese è quella dell’eventuale unificazione con il Kosovo. Il primo ministro kosovaro, Albin Kurti, si è infatti dichiarato favorevole all’organizzazione di un referendum congiunto tra Albania e Kosovo per chiedere alle due popolazioni di votare a favore o contro l’unificazione. Rama, per il momento, non ha espresso la propria opinione sulla proposta di Kurti. Da notare che il partito del premier kosovaro, Vetëvendosje!, ha presentato una propria lista anche alle elezioni legislative albanesi, senza però riuscire a fare meglio dello 0,23%.

 

Giulio Chinappi è su World Politics Blog

 

Leggi anche

 

[themoneytizer id=”68124-28″]



[themoneytizer id="68124-16"]
Giulio Chinappi
Giulio Chinappihttps://giuliochinappi.wordpress.com/
Laureato in Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale e in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo. Ha svolto numerose attività con diverse ONG, occupandosi soprattutto di minori. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzzione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli