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venerdì 5 Marzo 2021
Polis L'eccellenza medica a Napoli nascosta sui grandi media

L’eccellenza medica a Napoli nascosta sui grandi media

C’è un’eccellenza medica a Napoli in questa delicata fase dell’emergenza sanitaria, che viene vissuta con incredulità, se  non proprio con fastidio. Perchè?

L’eccellenza medica a Napoli

Quest’eccellenza è basata su rigide misure di sicurezza, attenzione al dettaglio, preparazione ed equipaggiamento: secondo Sky News, unica eccezione al racconto dell’epidemia, è il motivo per il quale al Cotugno di Napoli nessun sanitario è stato finora contagiato.

Al Cotugno,  come al Pascale, sono stati applicati immediatamente dei protocolli sperimentali, che stanno dando dei risultati (uno è del professor Ascierto, con il farmaco il Tocilizumab, utilizzato per la prima volta in Italia ), compresa la metodologia della vestizione/svestizione del personale sanitario, tutto.

Ospedali da campo con un’organizzazione complessa ma agile.
Nessun contagiato tra infermieri e medici.

L'eccellenza medica a Napoli nascosta sui grandi media

 

Eppure sono due mesi che si paventa il collasso della sanità meridionale. Collasso che si è verificato: in Lombardia, tra il malcelato fastidio negli onnipresenti collegamenti serali del professor Galli dell’Istituto Sacco di Milano, verso le cure applicate dall’azienda ospedaliera di via Gaetano Quagliariello a Napoli, e la pietosa menagrama profezia di una strage imminente da Roma in giù.

Che vi è stata infatti e ha deflagrato anche altrove ma a causa, in primis, della Regione Lombardia che non ha aperto immediatamente la zona rossa nella bergamasca – nei comuni di Alzano Lombardo e Nembro, con gli effetti che conosciamo (e per ragioni puramente di profitto).

Note, oramai, sono le pressioni fatte nei confronti del Governo per esorcizzare la chiusura di stabilimenti produttivi definiti strategici. In Val Serdiana in particolare, con le ingerenze esercitate da gruppi di interesse, quali Confindustria e le aziende locali, tanto da far dire allo stesso sindaco di Alzano Lombardo, Camillo Bertocchi, che i gruppi economici del luogo, dovrebbero iniziare a pensare ad un esame di coscienza.

Dei tagli hanno già scritto e parlato in tanti, c’è voluta la tragedia perché si manifestassero davanti agli occhi in tutta la loro evidenza, perché sono stati applicati con occhiuta precisione e trasversalmente a tutto il paese ed è proprio di un sistema neoliberista boccheggiante (riguardo le strutture private, sempre in Lombardia, va aggiunto che nessuna ha eguagliato l’orrore criminale del Pio Albergo Trivulzio).

Peró al Cotugno va in questo modo e nella regione Campania, che conta sei milioni di abitanti, di cui, solo a Napoli, ve ne sono per la precisione: 3. 070. 433, i casi Covid sono 3.517, al di là delle sirene cattive e della comunicazione giornalistica, che anche questa volta, al netto degli assembramenti portati a lungo, in area Naviglio ci ha raccontato fino a ieri: lazzari, straccioni, semp’ ‘mmiez a via a toccarci, mangiare, fare la spesa nei vicoli stretti.

E poi: quanti articoli è possibile reperire, che si stupiscano della professionalità della classe medica napoletana?
Quanti sanno quanto siano all’avanguardia a livello internazionale nella ricerca e nell’applicazione di questa, il Pascale, il Cotugno, il Monaldi, il Policlinico nuovo? Eppure dovrebbe saperlo chiunque consideri la salute un bene essenziale.

Perché la salute non è questione che possa interessare un luogo o un avamposto: chiunque ha il diritto di curarsi, dove le cure si ritengano mirate, essenziali.

Eppure, proprio sulla salute, ancora di più delle possibili mobilitazioni dei settori più precari, si è sviscerata la peggiore lettura neocoloniale: un concetto che si è espresso razzista da un punto di vista topografico, culturale e soprattutto sociale.

 

 

 

L’eccellenza medica a Napoli. Gli show di De Luca



Chiara Pannullo
Chiara Pannullo
Attivista del Collettivo Politico 13 Rosso di Firenze, internazionalista. attiva nell'organizzazione delle iniziative culturali dell'Associazione Mariano Ferreyra

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