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sabato 31 Luglio 2021
PolisIl mondo alla rovescia: Colin Powel vuole "gente che dica la verità"

Il mondo alla rovescia: Colin Powel vuole “gente che dica la verità”

Colin Powell, forse l’uomo più sinonimo di fake news degli ultimi anni, ospite alla CNN ha dichiarato: Abbiamo bisogno di gente che dica la verità.

Colin Powell e quella sua idea di verità

La memoria è uno dei beni più preziosi che hanno gli uomini. Biologicamente è la funzione fondamentale della mente umana; è la capacità di un organismo vivente di conservare tracce della propria esperienza passata, riprodurla, riconoscerla e localizzarla nel tempo e nello spazio e quindi di servirsene per relazionarsi al mondo e agli eventi futuri. Senza la memoria le funzioni psichiche superiori (la percezione, il riconoscimento, il linguaggio, la pianificazione, la soluzione di problemi, il prendere decisioni) non potrebbero operare con successo.

La memoria può subire però anche diversi gradi di manipolazione. Quella naturale può essere strutturale nell’essere umano, diverso è quando è strumentale ad una finalità. Se la finalità è politica, allora è falsata, distorta e può alterare sia l’identità che la storia stessa. Proprio come in questo nostro contemporaneo in un’epoca in cui per la nostra cultura il passato non sembra più esistere e tutto sembra ugualmente distante nel tempo e da noi.

Tutto ciò può portare a capovolgere completamente il senso del tutto, come del particolare: un uomo può esprimere, con enfasi e assoluta certezza della propria ragione, esattamente l’opposto di quello che ha detto, praticato e creduto per il resto della sua vita, anzi, come se non fosse mai accaduto tutto il resto. Come se la memoria, per l’appunto, fosse solo un orpello. Un retaggio ideologico.

Questo è il caso, per esempio, di Colin Powell. Lo ricordate? L’ex Segretario di Stato degli Stati Uniti sotto il Presidente George W. Bush, il moderato Colin Powell,  l’autore del celebre discorso tenuto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 5 febbraio 2003 a New York, nel quale, agitando una fialetta contenente della polvere bianca, fatta passare per antrace, denunciò l’Iraq come produttore di armi di distruzione di massa.

Un mese dopo l’Iraq fu invaso: successivamente le affermazioni di Powell risultarono completamente false, come dovette ammettere lui stesso. Stiamo parlando di una delle fake news più grandi della storia contemporanea.

 

 

Colin Powell è tra i principali responsabili della morte di centinaia di migliaia di iracheni, della destabilizzazione di un area rimasta senza pace, passando dalle tirannidi laiche, ai protettorati che nuotano nel sangue, all’Isis.

Eppure proprio Colin Powell oggi può tranquillamente presentarsi sulla Cnn, parlare dell’America di oggi e di Donald Trump, dilungandosi sul concetto di verità.

Quando il giornalista della Cnn Fareed Zakaria gli fa domande dirette sull’attacco al Campidoglio dei supporters trumpiani e  sul suo ex partito, Powell risponde di non sentirsi più un repubblicano. E nell’attaccare i suoi ex compagni di avventura per non aver abbandonato prima il tycoon, ecco il definitivo capovolgimento capovolgimento dell’intera esistenza di Powell:

Abbiamo bisogno di persone che dicano la verità, che si ricordino che sono qui per i nostri concittadini. Sono qui per il nostro Paese. Non che lo siano semplicemente per essere rieletti di nuovo.

 

 

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Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014).

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