www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
C’è il timore che la disputa territoriale tra il Venezuela di Nicolás Maduro e la Guyana, per il controllo della regione ricca di petrolio dell’Esequibo, rivendicata da Caracas, possa degenerare in un conflitto aperto. Il vicino Brasile “ha intensificato le azioni difensive” lungo il suo confine settentrionale. La Guyana è un Paese molto piccolo ma è uno stretto alleato degli Stati Uniti, che non si lascerebbero scappare l’occasione di intervenire finalmente contro l’avversato Stato socialista
Venezuela e Guyana: un altro fuoco si sta per accendere?
Il 3 dicembre il Venezuela voterà cinque quesiti referendari sulla Guyana Esequiba, regione contesa con la vicina Guyana. Facciamo ordine.
Il Capitanato del Venezuela, sotto dominazione spagnola, controllava de iure (non de facto) la regione orientale tra i fiumi Cuyuni e Essequibo.
A partire dalle guerre napoleoniche, l’area fu infiltrata da coloni britannici (la Guyana precedentemente era colonia olandese, usata nella rivalità cinquecentesca Amsterdam-Lisbona).
La mossa fu analoga a quella portata avanti nell’Honduras britannico (poi Belize): prima penetrazione di coloni e poi riconoscimento del controllo.
Il sistema-mondo si concentrava su Londra e a questa rivolgeva le risorse. L’Inghilterra optò per tante repubbliche indipendenti e deboli in Sud America, mantenendo alcune posizioni.
Venezuela e Regno Unito alla fine dell’800 si trovarono ai ferri corti e gli USA mediarono l’Accordo Parigi (facendo rappresentare ad avvocati statunitensi Caracas) che dava ragione a Londra.
La questione fu riaperta dal Venezuela nei decenni seguenti, sollevando la liceità di una trattativa senza propri rappresentanti.
Nel 1966, Venezuela e Guyana (indipendente) a Ginevra stabilirono un dialogo di 12 anni sul tema, arrivando a poca cosa.
La polemica silente si è riaperta dopo la scelta della Guyana di dare concessioni petrolifere a compagnie anglo-statunitensi nella regione. Lo scontro riguarda due paesi di ispirazione socialista: tanto il Venezuela bolivariano, quanto la repubblica cooperativa di Guyana, governata dal Partito Progressista del Popolo, formalmente iscritto all’Internazionale dei partiti comunisti e operai.
Il PPP è riuscito a governare il paese con discontinuità, per via delle ingerenze anglo-statunitensi. Un leader dell’opposizione guyanense nei giorni passati ha chiesto l’intervento di USA e Brasile contro il Venezuela.
Ieri, il governo brasiliano ha detto che considera la questione referendum interna al Venezuela. Questa notte, la Corte di Giustizia Internazionale ha detto la Guyana Esequiba appartiene alla Guyana, ma non ha invitato il Venezuela a sospendere il referendum (Caracas rifiuta la Corte).
Sempre ieri, gli USA hanno detto che il dialogo con il Venezuela si è fermato. Il referendum è stato condannato anche dal Commonwealth (braccio di Londra) e dall’OAS (braccio di Washington).
Rimaniamo in attesa degli esiti del referendum e delle loro conseguenze.

Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL LINK – Kulturjam Shop
Leggi anche
- L’ambito ruolo della vittima nel mondo liberal
- La guerra impossibile dell’Occidente contro la realtà
- Come Netanyahu ha finanziato e costruito Hamas dal 2012 al 2018
- Il nemico interno: “se esprimi dubbi sei contro di noi”
- La crocifissione di Julian Assange per aver rivelato l’indicibile
- Cafè Ghengò: i punti di “repere” tra pensieri sincopati
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Kavi: Il Poeta è Vivo
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Dialoghi della coscienza: l’intensità magica del silenzio e la necessità di una poesia intima
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente














