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martedì 17 Maggio 2022
PolisIn Africa il liberismo uccide più del Covid

In Africa il liberismo uccide più del Covid

Il vero virus che sta mettendo in ginocchio l’Africa è il liberismo: il debito e le politiche del Fmi uccidono più del covid.

Africa, liberismo e covid

Nel bel mezzo della seconda ondata pandemica che sta mietendo vittime in tutto il mondo, ma con percentuali brutali proprio nella vecchia Europa, c’è il dato in controtendenza dell’Africa che continua ad essere molto meno colpita dal covid rispetto  ad altre parti del mondo.

Le previsioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulla diffusione del coronavirus nel continente africano, fortunatamente si sono rivelate errate stando ai dati attuali. Secondo le stime dell’Oms, gli africani positivi al virus sarebbero stati almeno 10 milioni tra aprile e ottobre.

Siamo ormai quasi a dicembre e invece, secondo i dati ufficiali aggiornati al 18 ottobre, i malati di Covid si aggirano intorno a 1.650.000. A questo aggiungiamo che i morti attribuiti al virus, sempre secondo gli ultimi dati, sono di poco superiori ai 40mila. Ma questi numeri vanno applicati su di  una popolazione di circa 1,4 miliardi di africani. Ciò significa che la percentuale dei decessi è pari allo 0,0028%.

In Africa il liberismo uccide più del Covid

Sono in Italia, per fare un raffronto, contiamo fino ad ora 1,59 milioni di contagiati e 54,904 morti attribuiti al coronavirus. Nel mondo siamo a 62,5 milioni di contagiati e 1,46 milioni di decessi.

Questi numeri per l’Africa sono sorprendenti anche considerando il fatto che il sistema sanitario nella maggior parte del continente sia molto carente.

Nonostante ciò ci sono situazioni sorprendenti nella gestione pandemica, come nel caso del Senegal, ed altre impossibili da monitorare come nei teatri dei conflitti in corso che in questo periodo si stanno acuendo, come nel Sahara occidentale e in Etiopia.

Dunque il problema reale per l’Africa non è il virus ma le gravi conseguenze di questa pandemia sul piano economico. Prima dell’emergenza covid l’economia africana era nella storica grave difficoltà e oggi si sta ulteriormente aggravando.

Secondo il Segretario generale della Conferenza delle Nazioni unite per il commercio e lo sviluppo, il keniota Mukhisa Kituyi, in Africa le perdite nel settore delle esportazioni potrebbero raggiungere i 500 miliardi di dollari.

Per l’Onu, gli africani che vivono sotto la soglia della povertà (meno di 1,9 dollari al giorno) potrebbero raggiungere la cifra di 50 milioni tra il 2020 e il 2021.

In Africa il liberismo uccide più del Covid

Il virus del debito

Il vero virus che sta sterminando gli africani è presente da decenni nel continente e infetta in primis l’economia: il debito estero.

Uno studio del Senato francese ha calcolato che gli stati dell’Africa subsahariana da soli hanno contratto debiti per circa 600 miliardi. Per l’intero continente, nell’ultimo studio risalente al 2018, l’ammontare del debito aveva raggiunto i 771 miliardi di dollari. In paesi come il Sudan il rapporto tra debito e Pil è del 207%.  Una vera esecuzione silenziosa, uno strozzinaggio dilatato nel tempo che non da alcuna possibilità di crescita al paese.

Il Fmi e la Banca mondiale, a causa di questa pandemia, hanno destinato 64 miliardi di dollari come ai Paesi in difficoltà economica, molti dei quali sono africani. Il problema è che non si tratta di aiuti ma semplicemente di prestiti che continueranno a ingrossare la voce “debito” per questi paesi. Il G20 ha promosso una moratoria sul pagamento del debito, per i paesi colpiti dalla pandemia, ma di sei mesi. Un tempo irrisorio che sa di vera presa in giro.

Per rientrare di questo debito astronomico, sempre il Fondo monetario internazionale (Fmi) e la Banca mondiale hanno imposto un Piano di aggiustamento strutturale che ha costretto i governi africani a tagliare drasticamente la spesa pubblica per la sanità, per la scuola e per la previdenza sociale e imposto loro  privatizzazione selvaggia che ha l’economia tradizionale.

Il vero problema dell’Africa non è debellare il virus ma gli ultraliberisti del Fmi.

 

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Sira De Vanna
Sira De Vanna
Speaker radiofonica, redattrice, storico dell'arte. Caporedattore per Kulturjam.it

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