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mercoledì 19 Gennaio 2022
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100 anni del Partito Comunista Cinese, Xi Jinping: i popoli sono creatori della storia

Xi Jinping celebra i 100 anni del partito comunista cinese: “La Cina ha raggiunto la costruzione di una società moderatamente prospera in tutti gli aspetti. Il popolo cinese non è solo stato bravo a distruggere il vecchio mondo, ma anche a costruirne uno nuovo”.

100 anni del Partito Comunista Cinese

Il Partito Comunista Cinese è stato fondato nel luglio 1921. Cento anni dopo, tra apparenti contradizioni, successi ed errori, la strada fatta è tanta ma altrettanto lunga quella da percorrere, nella complessità dl mondo in evoluzione.

Cento anni in cui il PCC ha liberato e unificato il Paese, abolito il patriarcato, attuato la riforma agraria, avviato l’industrializzazione, sconfitto l’analfabetismo, dato ai cinesi 28 anni di aspettativa di vita in più, ma anche commesso crimini e violato diritti.

I dirigenti cinesi, sorprendendo gli analisti di tutto il mondo per la loro longevità politica, hanno tenuto conto dei cambiamenti nella vita internazionale, ma non hanno mai lasciato il timone.

I cinesi hanno moltiplicato il loro Pil, superato la povertà, alzato in modo impressionante il livello tecnologico del Paese.

Certamente, i problemi rimangono: disparità di reddito, invecchiamento della popolazione, sovraccapacità industriale, debito delle imprese.

Tuttavia, la Cina sta facendo passi da gigante. Sta costruendo una “società a reddito medio”, sviluppando il suo mercato interno, accelerando la transizione ecologica. Il cambiamento è radicale, ma l’obiettivo resta: costruire una società socialista.

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“L’epoca in cui la Cina poteva essere intimidita o vittima di abusi è finita per sempre”.

Lo ha detto Xi Jinping nel discorso pronunciato a piazza Tienanmen per il centenario della fondazione del Partito comunista cinese, pronunciato di fronte a circa 70mila persone, sottolineando che il popolo cinese “non permetterà mai che forze straniere lo intimidiscano, lo opprimano o lo sottomettano”.

Nel suo discorso Xi ha ricordato come la Cina abbia costruito una “società moderatamente prospera in tutti i suoi aspetti“, centrando così “il primo obiettivo” del partito comunista.

“Abbiamo ottenuto una soluzione storica al problema della povertà assoluta in Cina e ora stiamo marciando a passi sicuri verso il secondo obiettivo del centenario, che è trasformare la Cina in un grande Paese socialista moderno in tutti gli aspetti”.

Il presidente cinese non ha mancato poi di sottolineare l’ottica internazionalista del partito comunista, che si occupa del futuro dell’umanità e vuole avanzare insieme “alle forze progressiste del mondo” e lavorare per “preservare l’ordine internazionale“.

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Resta molto da fare, ovviamente, per ridistribuire i frutti della crescita e ridurre le disuguaglianze. Solo l’equilibrio di potere tra i gruppi che compongono la società cinese determinerà la traiettoria futura della Cina.

Comunque si voglia chiamare tutto questo, quando lo Stato migliora le condizioni di vita della popolazione, dà priorità alla salute pubblica e allunga l’aspettativa di vita, modernizza le infrastrutture pubbliche, elimina la disoccupazione e sradica la povertà nei villaggi più remoti, che offre a tutti i cinesi un’istruzione acclamata dai sondaggi internazionali, che investe massicciamente nella transizione ecologica, che conservi l’indipendenza nazionale e non faccia la guerra a nessuno, è legittimo dire che forse è questo quello che chiamiamo  socialismo.

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