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giovedì 27 Gennaio 2022
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Trieste, dopo la sospensione del blocco si è dimesso Puzzer: cosa è successo?

Dopo una serie di giravolte sulla sospensione del blocco del molo VII, si è dimesso Puzzer, il leader del Coordinamento dei portuali.

Trieste, protesta decapitata, si è dimesso Puzzer

Stefano Puzzer, leader del Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste, ha abbandonato la guida delle proteste al porto di Trieste, iniziate lo scorso 15 ottobre.

Il caso è scoppiato poichè, nelle ultime ore, il leader dei portuali aveva assunto una serie di decisioni contrastanti che hanno provocato vibranti proteste tra i colleghi, finndo per delegittimarn la leadership.

Intorno alle 19 del 16 ottobre aveva fatto diffondere un comunicato in cui annunciava la sospensione del blocco al porto. Subito dopo, con le rimostranze dei manifestanti accorsi al varco 4 del molo VII per protestare insieme ai portuali, Puzzer ha ritrattato.

Ed ecco che questa mattina, 17 ottobre, è arrivata la decisione di mollare: “In data odierna ho rassegnato le dimissioni dal Clpt Trieste poiché è giusto che io mi assuma le mie responsabilità. Una di queste è la decisione di proseguire il presidio fino al 20 di ottobre”. Ha scritto Puzzer su Facebook, sottolinenado poi: “La decisione è soltanto mia non è stata forzata da nessuno, anzi non volevano accettarle (le dimissioni, ndr.) ma io l’ho preteso”.

 

Ai manifestanti al porto, dopo la diffusione della notizia delle sue dimissioni, Puzzer ha spiegato: “Mi sono dimesso sia dal ruolo di vicepresidente sia dal Coordinamento lavoratori portuali Trieste in seguito al caos generato dal comunicato e di ieri sera, perché sono errori che ho commesso io. Non voglio che la responsabilità cada su di loro. Io sciopererò fino al 20 ma tornerò a lavorare solo quando il Green pass verrà ritirato. Andrò a portare pizze piuttosto oppure da Samer (il terminal del porto di Trieste che gestisce i traffici con il Mediterraneo Orientale e in particolare la Turchia), dove non serve il Green pass”.

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Puzzer ha continuatoparlando di se stesso in terza persona: «Stefano Puzzer non è il dio di nessuno, è uno che parla perché forse sa parlare meglio degli altri, perché è meno timido degli altri, ma questa lotta contro il decreto è di tutti i lavoratori portuali, di tutti i lavoratori italiani».

 

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